Il Pescara è vivo, buon pari a Empoli

10 Febbraio 2021

Il ritorno alla difesa a cinque e la prestazione gagliarda consentono di spezzare la serie negativa e salvano la panchina del tecnico Breda

Un punto per sperare. Un pareggio per allungare la permanenza di Roberto Breda sulla panchina biancazzurra. Un risultato (a sorpresa, classifica alla mano) che cambia poco in zona retrocessione, ma che può rappresentare una svolta psicologica in una stagione pressoché disastrosa. Sì, perché il Pescara spezza la serie di sconfitte (quattro) e lo fa sul campo della capolista Empoli al 16° risultato utile consecutivo e più che mai lanciata verso la promozione. Una reazione apprezzabile dopo la deludente prestazione di sabato scorso. Tutt’altra partita. Anche perché Roberto Breda decide di giocarsela con la sua testa, tornando alla difesa a cinque e mettendo da parte il 4-3-2-1 che, al momento, non garantisce equilibrio e compattezza alla squadra. Diversa la partita rispetto a quella persa in casa con la Reggina: qui bisogna contenere più che attaccare. E il tecnico parte con un 5-3-1-1 spudoratamente difensivo, consegnando le redini della gara all’Empoli. Ritmo blando che favorisce chi si difende. Appena due nuovi (Machìin e Tabanelli arrivati a gennaio) nell’undici iniziale di Breda, rispetto ai quattro di sabato.
Partenza imbarazzante. Per vedere la prima azione manovrata del Pescara nella metà campo dell’Empoli bisogna attendere 15’. Per il resto solo lanci lunghi e palloni persi: centrocampo ignorato, il più delle volte lanci nelle praterie empolesi dove non c’è nessuno. Machìn delude le attese, non si intende con Ceter. Soprattutto, perde tanti palloni in fase di ripartenza. Il centrocampo non accompagna. Gara non bella, l’Empoli sbatte puntualmente sul muro biancazzurro. Appena un paio di brividi per Fiorillo nel primo tempo. La partita si accende nella ripresa, al 4’. La scintilla è la discesa di Busellato “costretto” alla conclusione di sinistro dal limite, perché non ha nessun compagno libero a cui servire il pallone che, però, s’infila alle spalle di Brignoli. Un fulmine a ciel sereno che premia un Pescara che fino ad allora non aveva mai impensierito la difesa di casa. E allora Alessio Dionisi, dopo 16’, cambia il tridente d’attacco della prima della classe, inserendo La Mantia, l’ex Mancuso e Bajrami, alzando di conseguenza il livello qualitativo dell’Empoli. Gli effetti sono immediati: il pareggio è di Ricci con una conclusione dal limite. Un gol fotocopia di quello segnato da Busellato che fa rinascere l’Empoli. Il Pescara accusa il colpo. Passano dieci minuti e La Mantia realizza (di testa) l’ottavo gol in campionato fissando il risultato sul 2-1.
Pescara ribaltato, sull’orlo del precipizio. La partita sembra segnata. Ma nella serata del Castellani c’è qualcosa di diverso: i biancazzurri non crollano. Sanno di dover lucrare sull’episodio per muovere la classifica. E ci riescono. Al 33’ il cross del neoentrato Nzita dalla sinistra viene toccato con un braccio da Pirrello davanti all’arbitro Serra che indica il dischetto. Calcia Machìn e Brignoli respinge proprio sul piede del biancazzurro che deposita agevolmente in rete. È il 2-2 che consente a Roberto Breda di sventare l’esonero, gli concede un’altra chance, sabato contro il Venezia vittorioso 3-1 ieri sera in casa contro il Cremona e al quarto risultato utile consecutivo. Il pari sul campo della capolista dice anche che il gruppo ha ancora fiducia nell’allenatore: con una prova deludente l’avrebbe condannato al licenziamento. Invece, combatte e segue il tecnico che cambia rotta. Il 4-3-2-1 non dà compattezza, il Pescara non è pronto per sostenerlo sul piano atletico e dello sviluppo del gioco. Ecco quindi il ritorno al 5-3-1-1 che è più nelle corde di Breda. Bene in una sfida in cui l’avversario conta 26 punti in più e il pareggio viene accolto con il sorriso. Ma l’ultimo posto in classifica impone una svolta anche nell’atteggiamento e nella mentalità. Servono vittorie per risalire la china e la coperta è corta: la difesa a cinque sembra più adatta a difendersi, ma non altrettanto a inseguire il gol. Cosa fare? Bel dilemma per Breda.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA