Il Pescara a caccia del salto di qualità

Baroni il perfezionista: dobbiamo migliorare a centrocampo
PESCARA. Otto reti fatte nelle due vittorie di fila non bastano per vedere Marco Baroni meno agguerrito. L’etichetta da perfezionista lo rende lucido e concentrato verso l’obiettivo da raggiungere. Accadeva quando la situazione si era incanalata su binari traballanti, figuriamoci ora che il percorso appare meno insidioso. Dunque, stasera il Pescara proverà a sferrare il colpo del kappaò al Vicenza, un avversario frastornato dalle quattro sberle rifilategli cinque giorni fa dagli ex allievi lancianesi di Baroni. «Mi aspetto una squadra ferita», afferma l’allenatore del Pescara, «e un ambiente caldo: condizioni che potranno misurare il nostro temperamento. Nonostante i ritardi nel mercato, il Vicenza è riuscito a costruire ugualmente un organico di buon livello».
I biancazzurri, intenzionati a calare il tris, dovranno fare i conti con la voglia di rivalsa degli avversari. «Giocano in casa, mi aspetto un atteggiamento propositivo da parte loro. Noi dovremo essere bravi a spegnere le loro intenzioni con equilibrio e capacità di attesa. Una cosa è certa: abbiamo già dimenticato le due vittorie». La grande abbuffata delle ultime due settimane fa ben sperare, anche se Baroni si accontenterebbe anche di un ruolino meno fragoroso. «Rispetto a due goleade, preferirei vincere quattro partite con il punteggio di uno a zero, ma da questo punto di vista non sono preoccupato. Prima o poi la mia squadra il gol lo trova, lo dicono i numeri. Solo contro il Trapani non siamo stati capaci di segnare, però a causa della sfortuna e di un pizzico di imprecisione». Le vittorie aiutano a crescere, ma talvolta non bastano per dare certezze. Anche l’allenatore mostra di non essere ancora soddisfatto appieno delle prestazioni. «In mezzo al campo bisogna aumentare la pressione, spesso in quella zona facciamo fatica a mordere. Ci sono due componenti per mantenere la linea alta: portare pressione e rimanere corti. Se concedi tempo di gioco agli avversari la linea mediana è costretta ad arretrare e la squadra si allunga. Chi ci affronta va in difficoltà quando siamo stretti ed equilibrati». Ad esempio a Crotone ci sono stati momenti di grande sofferenza. «Siamo andati in difficoltà nella prima parte perché i nostri avversari sono partiti a spron battuto. Mi è capitato raramente di vedere una squadra così arrembante. Sono contento per la reazione. Questo è un torneo estenuante, la capacità di gestione dei momenti positivi e di quelli negativi diventa indispensabile per crescere». Al Menti il pericolo numero uno è Antonino Ragusa. Sarà vietato concedere all’ex biancazzurro gli spazi da sfruttare con la sua velocità. «Ragusa è molto temibile, ma la sua presenza non cambierà il nostro modo di giocare». La formazione è quasi fatta. Davanti ad Aresti ci saranno Zuparic e Cosic, Pucino verrà riportato a destra e Zampano sulla corsia opposta, dal momento che Grillo è stato squalificato per due giornate. «Mi sono arrabbiato con lui, dopo una gara vinta 4-1 non ti aspetti una squalifica così pesante. Poi parlando con i ragazzi ho capito che Grillo è stato coinvolto in una situazione particolare, però in futuro non dovrà più accadere». A centrocampo con Appelt e Bjarnason dovrebbe esserci Guana (l’alternativa è Nielsen) che è alle prese con una fastidiosa escoriazione al ginocchio. In avanti il tridente Politano-Melchiorri- Pasquato. Curiosità: il quarto uomo di Vicenza-Pescara è Baroni di Firenze che di nome fa Niccolò! A scanso di equivoci: nessuna parentela, solo un caso di omonimia.
Presentato Bunoza. Prime parole per il nuovo acquisto Gordan Bunoza, 26enne difensore bosniaco con passaporto croato, ex Wisla Cracovia. «Il mio obiettivo», ha detto il gigante alto 196 centimetri, «è giocare in serie A con il Pescara. Il mio idolo è Marco Materazzi». Bunoza, fermo da maggio per un intervento di ernia discale, non sarà pronto prima di dicembre. «Ora sto bene, non vedo l’ora di tornare in campo».
Giovanni Tontodonati
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