Il Pescara a Catania è una sfida tra ultime

Il Delfino a caccia del primo successo, torna Caprari in avanti
PESCARA. Sfida tra disperate. L’ultima volta si sono incontrate in serie A. Il Catania si salvò senza problemi, il Pescara scese a picco in serie B. Al Massimino finì 1-0, era l’11 maggio 2013. Fu l’ultima partita nella massima serie dei biancazzurri. Il triste epilogo, poi l’anno scorso è capitato al Catania, che, come il Delfino, quest’ano vorrebbe tornare in A. Dopo cinque partite, sono tre i punti in classifica per le due squadre (ancora ferme al palo) e all’ultimo posto in classifica. Al Pescara serve la vittoria per non certificare la crisi e per salvaguardare la panchina dell’allenatore Marco Baroni, blindato in settimana dalla dirigenza biancazzurra: «L’allenatore non si tocca», aveva sentenziato il presidente Daniele Sebastiani. «Mi ha fatto piacere che la società abbia fugato ogni dubbio sulla mia posizione», ha detto ieri il tecnico fiorentino. «L'allenatore non deve mai vivere con la paura di essere in discussione. La squadra è compatta ed è intenzionata a risolvere i problemi che ci sono ora. Le difficoltà erano da metterle in conto nel nostro percorso di crescita».
Certo, ma quello di Catania è uno snodo fondamentale per i biancazzurri. Altri passi falsi non sono ammessi, calcolando che poi ci sarà da affrontare la sorprendente Virtus Entella e il Crotone. In Calabria, inoltre, mancheranno l’islanandese Birkir Bjarnason, il serbo Uros Cosic, il croto Dario Zuparic e il romeno Deian Boldor a causa degli impegni con le rispettive nazionali.
Baroni, a Catania, cambierà di nuovo il Pescara. Fuori Zuparic, Grillo, Nielsen e Pasquato. Ci sarà il ritorno di Appelt in cabina di regia, dopo l’esclusione del brasiliano contro il Latina. La tribuna del centrocampista ha fatto un po’ rumore, ma Baroni non ne fa un dramma. «Con lui non c'è stato nessun problema», spiega il tecnico, «ho voluto dare un messaggio. Gabriel deve dare molto a questa squadra perché ha spessore ed energia». Anche se con l’esperto Guana davanti alla difesa il Pescara aveva mostrato maggiore affidabilità. «Appelt ha fatto bene contro il Chievo e col Trapani, ha bisogno di prendere fiducia e giocare. A Catania anche per una questione di turnover ci sarà lui in campo».
Fuori Nielsen, dunque, con Guana che agirà da mezzala. Grillo non è al top e per questo motivo Zampano farà l’esordio dall’inizio «Grillo ha un fastidio tendineo», conferma Baroni. Caprari si riprenderà il posto nel tridente offensivo, mentre in difesa l’escluso sarà Zuparic. Fiducia dunque a Pesoli, il quale, però, deve riscattare le opache prestazioni offerte finora, con Cosic al rientro dopo tre partite. «Troveremo un campo caldo, una squadra vogliosa di fare bene. Comunque, dobbiamo cercare di fare la partita con grande determinazione. Solo così possiamo fare male al Catania». Troppo incostante il Pescara targato Baroni e, soprattutto, troppo distratto nelle retrovie. Un risultato positivo potrebbe, forse, innescare definitivamente una squadra che ha quasi paura di vincere. «Ora come ora è meglio portare a casa una vittoria “sporca” che una bella prestazione senza punti. Ma credo che per caratteristiche, questa squadra abbia più probabilità di arrivare al risultato attraverso la prestazione».
I precedenti. L'unica vittoria del Pescara a Catania risale al 14 giugno 1981 quando i biancazzurri allora guidati da Aldo Agroppi espugnarono 0-1 il Cibali grazie a un gol del centravanti Massimo Silva che mise ko i rossoazzurri di Guido Mazzetti. Per il resto solo amarezze in terra siciliana: la più cocente è relativa ai play off di serie C1 del 26 maggio 2002 con l'arbitro Bergonzi di Genova, poi promosso nella Can di serie A e serie B, che convalidò un gol dell'ex Massimo Cicconi in chiara posizione di fuorigioco. In totale sono 13 i precedenti tra le due squadre a Catania con 6 successi dei padroni di casa, 6 pareggi e una sola vittoria ospite.
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