Il Pescara all’esame del bunker Benevento

25 Ottobre 2019

Sanniti mai ko (3 gol subiti). Machìn patteggia, niente squalifica

PESCARA. La clessidra è stata girata. Luciano Zauri è pronto per la prima fermata del trittico terribile. Il suo Pescara domani (ore 15) sfiderà la capolista Benevento per riscattare la batosta casalinga con lo Spezia. L’Adriatico è diventato un tabù, visto che l’ultima vittoria risale a quasi due mesi fa. Era il primo settembre e il Delfino vinse 4-2 con il Pordenone. Poi solo un pareggio con l’Entella e due ko consecutivi contro Crotone e Spezia.
Zauri rischia grosso e sa bene che la sua panchina non è più solida. Più che il risultato, che per carità conta tantissimo, servirà una prestazione gagliarda e convincente. Sicuramente l’avversario non è dei più abbordabili. La squadra di Pippo Inzaghi, infatti, viaggia a vele spiegate in testa alla classifica, ha conquistato 18 punti e non ha mai perso. Inoltre, quella sannita, è la difesa bunker della serie B con soli 3 reti subite, invece la retroguardia biancazzurra è al penultimo posto della graduatoria delle reti incassate (14). Zauri contro il suo vecchio amico Inzaghi deve trovare una via d’uscita alla crisi e potrebbe esserci un mossa a sorpresa.
Il 41enne allenatore di Pescina, infatti, sta pensando di tornare al 4-3-3. Sono queste le indicazioni che filtrano e solo la rifinitura di oggi scioglierà gli ultimi dubbi. Ieri l’allenatore marsicano ha fatto lavorare il Pescara con il vecchio sistema di gioco. Accantonato, almeno per un pomeriggio, il 3-5-1-1 e spazio di nuovo al 4-3-3. Bisognerà capire se è stata solo una parentesi o davvero il Delfino farà un salto nel passato. A prescindere dal sistema di gioco, saranno due i rientri: il terzino destro Matteo Ciofani e il centrocampista Luca Palmiero. Nell’allenamento di ieri nella difesa a quattro sono stati provati Ciofani, Bettella, Scognamiglio e Masciangelo. Palmiero in cabina di regia, che domani verrà affiancato da Memushaj e Machin. Nel tridente, a sorpresa, è stato provato il 19enne Borrelli centravanti con Galano e Di Grazia esterni.
Caso Machìn. Il Pescara tira un sospiro di sollievo per quanto riguarda il deferimento del centrocampista Josè Machìn. Ieri, a Roma, davanti al Tribunale federale nazionale, la Procura ha chiesto 2 mesi di squalifica per il centrocampista biancazzurro. Il legale di Machin, l’avvocato Eduardo Chiacchio, ha scelto la strada del patteggiamento, la richiesta è stata accolta e commutata in sanzione pecuniaria di 3.400 euro.
Oltre a Machin, erano stati deferiti il Pescara, il presidente Daniele Sebastiani e il responsabile marketing Pietro Falconio, tutti difesi dall’avvocato Nicola Lotti. La Procura ha chiesto 6 mesi di squalifica per Falconio, 2 per Sebastiani e 10mila euro di multa alla società. Per oggi è prevista la sentenza dopo il lungo dibattimento di ieri pomeriggio, con il Pescara che ha chiesto il proscioglimento di tutte la parti in causa.
Il tutto nasce a febbraio quando la Procura federale ha avviato le indagini sulla cessione di Machin al Parma a seguito di un esposto presentato da Donato Di Campli. L’avvocato frentano curava gli interessi di Machìn, che prima del trasferimento al club emiliano è passato all’agenzia di procuratori SP Group dell’ex calciatore di Pescara e Juve Simone Pepe e di Alessandro Buccieri, nella quale era socio anche Pietro Falconio. Quest’ultimo figura nell’area marketing del Delfino e per questo motivo la Procura ha ravvisato un conflitto di interessi.
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