Il Pescara all’ultima chiamata, se perde con la Roma è serie B

Zeman sfida la sua ex squadra: «Nessuna rivincita, Totti il migliore». Il capitano però è assente per infortunio. Il boemo rilancia Bahebeck in attacco. Bruno e Coulibaly a centrocampo, rientra Bovo
PESCARA. Date a Zeman quel che è di Zeman. Stasera (ore 20.45) all’Adriatico arriva la Roma e per il boemo non è una partita qualsiasi, anche se il diretto interessato prova smorzare i toni e le tensioni. «È una gara come le altre», dice Zdenek Zeman (a destra, nella foto), «ci sono gli stessi stimoli che c’erano prima del match con la Juventus. Mi auguro che il Pescara riesca a dare filo da torcere ai giallorossi. Vivo nella Capitale da 25 anni, ho tanti amici sia nella Roma che nella Lazio». Il boemo non ha digerito l’esonero del 2013 da parte del club giallorosso, che l’aveva chiamato dopo che aveva conquistato la promozione in serie A con il Pescara. «Nessuna rivincita, sono stato bene a Roma. I dirigenti hanno avuto problemi con me, non io con loro. A Roma ci sono tante tv e radio e c'è chi si lascia influenzare e chi no. Io sono stato bene». Il Delfino si gioca tanto stasera, perché, in caso di sconfitta, sarebbe matematicamente retrocesso in B. Zeman non vuole ammainare bandiera bianca contro la “sua” Roma. «Non ha punti deboli e dovremo fare una grande gara».
La formazione. Sulle scelte, il boemo, non si sbilancia. «Saprete domani la formazione», Bruno che ha vinto il ballottaggio con Muntari, per esempio. L’ex centrocampista del Latina verrà affiancato da Memushaj e Coulibaly. In difesa Zampano, Coda, Bovo e Biraghi, nel tridente, invece, spazio a Bahebeck, al centro, con l’ex Caprari e Benali esterni. Zeman schiera il suo undici migliore per contrastare la squadra di Spalletti, che sarà orfana di Totti.
Totti, De Rossi e vecchi rancori. Il capitano, infatti, non è stato convocato per un problema al piede. «Il mio rapporto con Totti è sempre ottimo, ci sentiamo sempre, quando sono andato via lui non poteva avere influenza. Se l'ho sentito prima della partita? No, siamo nemici», sorride prima di tornare a parlare della sua ultima avventura in giallorosso. «Con De Rossi non c'era poco feeling, semplicemente non ha reso per quello che mi aspettavo. Totti è stato il più grande giocatore che ho allenato», continua, «Si dovrebbe ritirare? No. Se vuole continuare vuol dire che si sente all'altezza. Magari la situazione di oggi gli toglie voglia visto che non gioca mai, ma se vuole continuare lo deve fare perché se la sente». Non solo l’album dei ricordi, ma anche i progetti futuri: Zeman pensa a quali calciatori mantenere per il prossimo anno? «Oggi è presto dire quali giocatori potrei confermare perché c'è il mercato, ne parleremo in estate. Io devo sfruttare tutti fino alla fine, non voglio fare nomi ma spero che tutti diano il massimo, anche se non sempre riesce. Questo non è il Pescara che ho costruito io. Devo adattarmi ai giocatori e loro a me per giocare un calcio diverso». Prima di andare via dalla sala conferenze, Zeman ha voluto ricordare lo sfortunato campione marchigiano di ciclismo della Astana Michele Scarponi, scomparso sabato in un tragico incidente stradale mentre si allenava «Mi è dispiaciuto. Non lo conoscevo di persona, ma avevo seguito anche la sua ultima vittoria di qualche giorno fa, visto che seguo tutto il ciclismo. Purtroppo questo sport ha anche a che fare con i pericoli che si incontrano sulle strade. Io, per esempio, li affronto ogni giorno sul lungomare», conclude, «perché, nonostante ci sia la pista ciclabile, i ciclisti vanno in mezzo alle macchine».
Qui Roma. Tornando alla partita, ma sulla sponda giallorossa, Spalletti, dopo il pari del Napoli vuole ipotecare il secondo posto. «Le insidie sono molte: il Pescara in generale è una buona squadra, che ha passato buoni periodi pur senza fare risultato. Loro hanno poi diversi ex, tra cui Zeman che nelle ultime gare mi sembra che abbia anche cambiato qualcosa del suo modo di interpretare le partite», spiega Spalletti. «Diciamo che l'ho vista meno sbarazzina come squadra, tra le cose che aveva dato a vedere ha mantenuto il meglio e ha cercato di modificare quello che gli creava più difficoltà. Ricordiamoci poi della sfida dell'andata, dove abbiamo fatto una fatica enorme, ma poi siamo stati anche bravi usando al meglio le migliori qualità dei nostri giocatori».
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