Il Pescara avanza a fatica Domani assalto al Gubbio

In campo dopo il pari con la Carrarese. Sebastiani: «Dobbiamo svegliarci»
PESCARA. Il Pescara è al lavoro per preparare la gara di domani contro il Gubbio, con inizio alle 20,30, allo stadio Adriatico. La formula del match sarà la stessa di domenica scorsa: gara secca e al termine dei 90’ non ci saranno supplementari o rigori. In caso di parità passeranno i biancazzurri alla fase nazionale che scatterà l’8 maggio. Troppo brutto per essere vero, il Pescara visto domenica contro la Carrarese. Il Delfino ha fatto rabbrividire tutti e solo la versione migliore dell’attaccante Iacopo Cernigoi, associata ad un pizzico di fortuna, ha evitato una clamorosa eliminazione contro una Carrarese che ha strappato applausi.
Domenica da dimenticare. I toscani correvano di più e meglio, la disorganizzazione nella fase di non possesso del Pescara è stata imbarazzante e per lunghi tratti del match gli uomini in giallo toscani sono stati padroni del campo. L’interpretazione delle uscite per far pressione sulla costruzione avversaria è da rivedere, centrocampo completamente assente nella fase di non possesso, altalenante e lezioso in fase propositiva. Nel reparto arretrato del Pescara si è salvato solo Veroli e la prova di Zappella è stata macchiata da un errore grossolano in occasione del raddoppio di D’Auria ( viziato poi da un fallo netto, ma il difensore biancazzurro aveva comunque sbagliato precedentemente). I centrali Illanes e Ingrosso troppe volte insicuri (certo, senza il filtro del centrocampo è tutto già difficile) e Clemenza sotto ritmo per tutta la gara. Cosa c’è salvare? Di sicuro Cernigoi che ha trovato i gol nel momento più importante, il solito D’Ursi e il secondo tempo di Pontisso, che quando usa le sue qualità vicino all’area di rigore può far paura a tutti.
La grande montagna del ritiro blindato stile marines, del silenzio imposto ai giocatori e del divieto tassativo di far uscire una seppur minima informazione ha partorito un topolino piccolo piccolo, ovvero una prova scialba e inconsistente contro la Carrarese di Totò Di Natale. Sarebbe più utile ed opportuno trovare vere soluzioni perché il trend intrapreso nell’ultimo mese è pericoloso e non porta lontano.
La delusione del presidente. E la partita di domenica scorsa è stata talmente brutta che il presidente Daniele Sebastiani, con la squadra in piena corsa nel tabellone play off, ha tuonato con il sorriso a Rete 8 tutta la sua rabbia. «Che sofferenza! Complimenti a Di Natale per la partita della sue squadra ma noi ci dobbiamo dare una svegliata perché ci piace giocare sempre con la palla, ma mai applicarci in fase di non possesso senza pallone. Luciano (Zauri, ndc) dovrà lavorare molto, ci sono partite ravvicinate e speriamo di recuperare tutti al meglio. La Carrarese correva di più? Non direi, forse siamo noi che corriamo male. Cerchiamo di evitare questo “tic tac”, che a me non piace per niente, ma forse queste sono le caratteristiche dei giocatori. Andiamo avanti». Parole pesanti come macigni quelle del primo dirigente biancazzurro, che Luciano Zauri deve aver recepito non senza indifferenza.
Come potrà cambiare nel giro di 72 ore la squadra? Di sicuro i giocatori potranno e dovranno avere un atteggiamento differente. Dal punto di vista tattico nessuno ha la bacchetta magica per trasformare in così poco tempo una squadra da brutto anatroccolo a cigno.
Fattore Clemenza. Forse il fantasista biancazzurro Luca Clemenza si trasformerà nuovamente in bomber di razza, visto che contro il Gubbio in campionato ha segnato tre volte ed è diventato ufficialmente l’incubo del tecnico umbro Torrente, ma alla lunga non può bastare.
Al tecnico Luciano Zauri, anche se non sarà facile viste le partite ravvicinate, il compito di provare a trovare una soluzione che va lorizzi meglio un organico che si sta dimostrando assemblato male. Ma, si sa, il calcio riserva spesso sorprese interessanti e la speranza è che il mese di maggio ne regali tante a tinte biancazzurre.
Enrico Giancarli

