Il Pescara convince con Manaj e Caprari

A Vicenza finisce 2-1 per i biancazzurri. Oddo elogia i suoi
VICENZA. Quando un uomo con la pistola ed un paio di colpi incontra uno con il mitra, quello con la pistola è un uomo morto. La frase del famoso ispettore televisivo Coliandro ben si adatta ad una sfida che ha messo di fronte due squadre con capacità di fuoco differenti. Vicenza e Pescara provano pure a scambiarsi le maglie e le suggestioni, per la gente di casa, si fanno forti. La serie A, però, per adesso è un sogno, mentre la B si annuncia come una lunga battaglia. In un “Menti” dove le squadre fanno riscaldamento con una T-shirt dedicata a Piermario Morosini (andranno tutte all’asta per acquistare defibrillatori) e che ha voluto onorare il torneo e l’indimenticabile centrocampista bergamasco con un buon colpo d’occhio di pubblico, i biancorossi pescaresi partono subito forte ed al 5’ sulla punizione velenosa di Caprari, Benussi si distende e respinge, poi sullo sviluppo dell’azione Manaj colpisce la traversa. Non è tanto la differenza di categoria a scavare il solco tra le due squadre, quando le difficoltà dei padroni di casa a presentare una formazione logica. E’ un cantiere a cielo aperto questo Vicenza, tra infortuni, partenze e mal di pancia assortiti. I biancoazzurri vicentini cercano di onorare con dignità l’impegno e si fanno vedere con un cross da sinistra di D’Elia lungo per Raicevic e poi, al 20’, con un tiro alto di Siega, servito di sponda dal biondo attaccante montenegrino. Al 22’ Pescara in vantaggio con Manaj che stacca di testa sull’angolo di Benali. Al 26’ di nuovo il centravanti albanese va via di forza sulla destra ma il suo cross al centro è respinto in tuffo da Benussi. Sullo sviluppo, palla centrale per Manaj che Bogdan stende in area. Rigore che Caprari realizza con un rasoterra secco alla destra del portiere.
Nella ripresa Oddo manda in campo Nicastro, Crescenzi e Memushaj e mantiene alta la pressione. All’8’ però campanello d’allarme per la difesa pescarese, con Raicevic, smarcato dal colpo di tacco di Galano, che spara alto da pochi passi. Tra il 10’ e il 20’ il tecnico ospite completa la metamorfosi della sua squadra cambiandoli tutti a parte Zuparic. Crescenzi, nel frattempo al 16’, impegna Benussi. La partita perde di mordente anche se i biancazzurri veri, quelli dell’Adriatico, non mollano la presa cercando il terzo gol.
Il Vicenza però con Di Piazza e Raicevic inventa una buona ripartenza ma il tiro resta nelle intenzioni. Piove sul bagnato ed al 28’ i veneti perdono Fabinho, portato fuori addirittura in barella. Troppi cambi? Forse sì se Siega, al 39’, trasforma di testa in gol, da due passi, lo splendido cross del ragazzino Davide Bianchi. Ora è il Vicenza a provarci, Siega ci prende gusto e scarica dalla posizione di esterno sinistro. Centrale. Cernigoi è la controfigura di Raicevic, ma la sua maggior rapidità non è compensata da altrettanta pericolosità al tiro. Si finisce tutti sotto la curva, mista anche questa, e con Memushaj che alza il trofeo. Vittoria e gara convincenti, il domani è già oggi. Soddisfatto per la prova soprattutto del primo tempo, Massimo Oddo elogia i suoi: «Sono molto contento per quanto fatto vedere dalla squadra, in particolare nella prima frazione. I vecchi del gruppo stanno facendo bene e anche i nuovi ora si stanno integrando». Infine, sul mercato: si parla di Bergessio. «Abbiamo perso Milik e ci concentriamo su di lui (ride, ndr). Sono nomi di agosto, per il momento è tutto da scrivere. Verre capitano? E’ un mio giocatore, le altre chiacchiere non mi interessano».
Roberto Luciani
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