Il Pescara deve difendere i suoi gioielli

10 Dicembre 2015

Caprari e Lapadula hanno mercato, ma la loro partenza a gennaio va scongiurata per non impoverire la squadra

PESCARA. Così non va. Novembre è stato un mese nero per il Pescara, ma anche il mese appena iniziato non lascia presagire nulla di buono. Dal nefasto recupero di Novara del 3 novembre, al terribile 2-0 di Brescia, è cambiato poco.

Il mal di trasferta dei biancazzurri è lampante: tre sconfitte su quattro incontri, anche se l’unico blitz, a Como, non è da ricordare come una gara giocata bene, anzi, solo i due lampi di Lapadula hanno permesso al Delfino di mettere a referto l’unico successo lontano dall’Adriatico.

Non è crisi nera, certo, ma, dati alla mano, nelle ultime tre gare la squadra di Massimo Oddo ha raccolto la miseria di un punto. A Brescia è andata in scena l’ennesima mattanza esterna. Squadra vuota, poche idee, tanta presunzione e poca personalità. Un mix micidiale che con il passare del tempo potrebbe risultare fatale all’ambizioso Delfino. L’allenatore sicuramente ha le sue colpe (le ha anche ammesse), come il cambio del sistema di gioco, che ha completamente mandato in tilt i suoi giocatori. «Subire meno», era stato il suo monito prima della gara di Brescia. Messaggio mai arrivato al destinatario, alla luce della batosta contro le Rondinelle. «È un momento difficile e poco fortunato, ma sono convinto che ne usciremo con il lavoro. Credo fortemente in questo gruppo», ha twittato dopo la gara l’ex difensore del Milan.

Dal sistema di gioco, passando per la flessione che sta facendo registrare qualche pedina dello scacchiere, fino alla pessima fase difensiva.

Oddo riflette e spera di ritrovare subito punti e sorrisi già dalla prossima gara interna con l’Entella, prima del derby con il Lanciano. Sabato non sarà un banco di prova facilissimo per i biancazzurri, visto che i liguri sono reduci da dodici risultati utili consecutivi, non perdono dal 26 settembre e hanno gli stessi punti del Pescara (25). Probabilmente verrà abbandonato il 4-1-4-1, dopo l’infruttuoso esperimento in Lombardia, e si tornerà al 4-3-1-2 che aveva consegnato gioco, punti e sicurezza alla squadra. A Brescia Lapadula e Caprari, le due armi letali biancazzurre, hanno pagato la novità tattica, specie il primo, che si è ritrovato a lottare solo contro tutti.

La squadra è rientrata ieri pomeriggio da Brescia ed è subito scesa in campo al Poggio degli Ulivi per l’allenamento. Oddo, prima della seduta, ha tenuto a rapporto i suoi giocatori nel chiuso dello spogliatoio. L’allenatore sa bene che il momento è delicato e bisogna serrare i ranghi per evitare altre brutte figure. La zona play off non è stata abbandonata, ma occorrono risposte importanti prima del mercato di gennaio, quando la società sarà chiamata in causa. Oltre ai puntelli da reperire, sarà anche importante non vendere i pezzi pregiati, per esempio Lapadula e Caprari. L’anno scorso, dopo una stucchevole telenovela, fu venduto Maniero al Catania, con notevoli ripercussioni sulla squadra all’epoca allenata da Baroni. Il presidente Sebastiani ha già ricevuto diversi apprezzamenti dalla serie A per i suoi pezzi pregiati, ma un Maniero-bis difficilmente gli sarebbe perdonato dalla piazza. Al momento il numero uno biancazzurro non sembra intenzionato a far partire i pezzi pregiati, ma è pur vero che il Pescara ha bisogno di fare cassa per assicurarsi un futuro più tranquillo, calcolando anche che l’ultimo bilancio è stato chiuso con una perdita di oltre 4 milioni di euro. Per quanto riguarda gli acquisti, il Delfino dovrebbe fare quattro operazioni. In questo momento, nella lista della spesa, potrebbe scalare posizioni l’esterno offensivo Antonio Piccolo della Virtus Lanciano. Il 27enne frentano ha il contratto in scadenza e la società rossonera non sembra intenzionata a rinnovarglielo.

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