Il Pescara dura solo un tempo e la Juve ne fa tre

20 Novembre 2016

Quinta sconfitta di fila: fin quando reggono le gambe i biancazzurri limitano i bianconeri, poi non c’è partita

Quando c’è da perdere dignitosamente questo Pescara non tradisce mai. E anche dallo Juventus Stadium è uscito dal campo con l’onore delle armi, almeno per quanto fatto nel primo tempo. Il problema è fare risultato, muovere la classifica. E anche questa volta la missione fallisce. Non riesce a coniugare le prestazioni con gli avversari: tanto per dire, il Pescara di ieri sera di certo non sarebbe stato umiliato due settimane fa in casa. Gioca con dignità e personalità al cospetto dei campioni d’Italia, ma non basta per impedire ai bianconeri di infilare la 23ª vittoria di fila, in campionato, in casa. Però, la sensazione è quella di una squadra in ripresa dopo lo choc dello 0-4 patito nell’ultimo scontro salvezza. Almeno per un’ora. Poi, la resa è totale.

Tanta la differenza di valori in campo. Troppa, tanto che nella ripresa sembra poco più che un allenamento per i bianconeri.

Oddo per l’occasione cambia, mettendo da parte la difesa a quattro e proteggendo la porta di Bizzarri con un 3-4-3 difensivo con la sorpresa Pettinari centravanti aiutato da Caprari a destra e Memushaj a sinistra; Zampano a destra e Crescenzi a sinistra sulle fasce; Cristante e Brugman centrali; in difesa Campagnaro, Zuparic e Biraghi. In avvio, non sfigura il Pescara: Campagnaro (sostituito da Vitturini nell’intervallo) su Mandzukic e Biraghi su Higuain con Zuparic centrale. Squadra compatta e aggressiva con Cristante piuttosto falloso, ma efficace. Difesa maggiormente protetta, almeno per un’ora, rispetto al passato. Il primo brivido è per Neto (Buffon in panchina): al 23’ un rinvio pesca Caprari in area, si gira e calcia la palla di poco a lato. Juve in forcing e Pescara sulla difensiva: possesso palla bianconero (65 a 35 le percentuali). E al 36’ con i difensori concentrati su Mandzukic e Higuain, ecco che il risultato lo sblocca Khedira con un inserimento dei suoi: terzo gol in questa stagione per il tedesco che fa crollare il bunker biancazzurro. La Juve ha la testa alla sfida Champions di martedì a Siviglia, tanto che Allegri risparmia qualche titolare. Non accelera, gioca più con la sciabola che con il fioretto. Le basta amministrare il vantaggio, sa che prima o poi ha le armi per chiudere la gara. Il Pescara, infatti, lì davanti è, come al solito, innocuo. Pettinari per un tempo cerca di dare fastidio, ma non tira mai in porta. Nella ripresa, il Pescara si schiaccia dietro, anche perché progressivamente la fatica comincia a farsi sentire. Difficile tenere il ritmo alto a lungo. Più passa il tempo e più i biancazzurri non ripartono così come accadeva nella prima frazione di gioco. Non c’è reazione, perché la Juventus, pur al piccolo trotto, ha forza e muscoli, oltre che qualità, per giocare nella metà campo avversaria. E quando il Pescara riesce a tirare fuori la testa dal guscio, manca sempre l’ultimo passaggio per cercare di impensierire la retroguardia dei campioni d’Italia. La partita resta in bilico per poco più di un’ora, perché la Juve, a forza di attaccare, mina la resistenza di Zuparic e soci. Che crollano con un uno-due firmato Mandzukic-Hernanes. Al 18’ ecco il 2-0: Brugman perde palla, l’azione si sviluppa sulla sinistra dove Alex Sandro mette in mezzo per il colpo di testa di Khedira che favorisce l’inserimento sotto porta di Mario Mandzukic: terzo centro in campionato per il croato. Curioso constatare come nell’1-0 il croato abbia fatto l’assist per il tedesco che poi gli ha ricambiato il favore nell’azione del 2-0. Partita finita, il Pescara fa scena muta. Non ha le forze per reagire, nemmeno le gambe per continuare a correre. Atteggiamento arrendevole di chi sa che ormai la gara è andata. E al 24’ ecco il 3-0 con una conclusione dalla distanza di Hernanes. Per il Pescara è la quinta sconfitta di fila e domenica sera ci sarà la Roma in trasferta.

@roccocoletti1

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