Il Pescara fa scena muta all’esame di laurea

Prestazione deludente, l’ex Ragusa punisce una dormita della difesa
Ha steccato il Pescara all’esame di laurea. Decisamente sotto tono, quasi sovrastato dall’intensità di gioco e dalla forza fisica del Cesena. Un’occasione sprecata, quasi una bocciatura. E così i biancazzurri sono tornati a mani vuote dalla trasferta del Manuzzi. La sfida tra le due squadre al quarto posto in classifica ha promosso i bianconeri di Massimo Drago che sono tornati al successo dopo due sconfitte e un pareggio.
Ha segnato il passo, invece, il Pescara che all’anticipo della quindicesima giornata della serie B si presentava reduce da due vittorie di fila e dall’entusiasmo di mille tifosi al seguito. Niente da fare, la squadra di Oddo ha regalato il primo tempo, poi ha cercato di giocarsela nella ripresa, ma davanti ha trovato un Cesena tosto. Una furia i bianconeri in pressing che hanno impedito ai biancazzurri di sviluppare il solito gioco. A centrocampo Sensi, Kone e Kessie hanno fatto la differenza grazie a qualità tecniche e fisiche. Hanno messo in ambasce Verre, Mandragora e Memushaj che non sono riusciti a fare filtro davanti alla difesa, men che meno ispirare la manovra d’attacco. Che per almeno mezzora non è nemmeno esistita. Un altro passo quelli del Cesena. Che hanno sbloccato il risultato dopo 12’ grazie alla solita dormita difensiva. Tutti fermi i biancazzurri sulla punizione calciata dal baby Sensi dalla sinistra, palla tesa nell’area piccola dove l’ex Ragusa ha trafitto un Aresti inerme.
Tutto facile per l’attaccante di origine siciliana al quinto gol in campionato dopo un digiuno di undici partite. La reazione del Pescara è stata inconsistente, il Cesena ha continuato a menare le danze. E al 25’ Aresti è stato bravo a respingere sulla linea un colpo di testa di Ragusa. Bianconeri sempre primo sul pallone e sempre vincenti nei contrasti grazie a un mix di superiorità fisica e tecnica, una superiorità acuita dal fatto che i biancazzurri hanno fatto fatica a riprendersi. Delle sgroppate dei terzini nemmeno l’ombra. Davanti il solo Caprari ha cercato di inventarsi qualcosa, della “banda bassotti” è stato l’unico a creare problemi alla retroguardia avversaria: Lapadula è rimasto bloccato nella morsa dei centrali avversari e Benali non è mai entrato in partita. Al 43’ il primo tiro nello specchio della porta di Gomis, ad opera di Caprari su punizione. Troppo poco.
E così Massimo Oddo nell’intervallo ha inserito Torreira per Mandragora per dare spessore al centrocampo. La mossa solo in parte ha sortito gli effetti sperati, nel senso che il Pescara è entrato in partita, complice anche un calo (fisiologico) dell’intensità di gioco dei romagnoli, ma ha combinato ben poco per meritare il pareggio. Partita più aperta, ma è stato comunque Aresti il portiere maggiormente chiamato in causa: al 9’ ha respinto con i piedi su Sensi, poi su Kessie. Il Pescara ha segnato con Lapadula al 17’, ma il fuorigioco dell’attaccante torinese era netto e l’arbitro Maresca di Napoli ha annullato. Sono entrati Cocco e Valoti, il Pescara ci ha provato, ma è andato a sbattere puntualmente sul muro del Cesena. Ha attaccato sempre per vie centrali, rinunciando al gioco sulle fasce dove i terzini, impensieriti dagli esterni di Drago, hanno fatto fatica. Oddo ha finito in dieci uomini addirittura per l’espulsione dell’uruguaiano Torreira per doppia ammonizione. Squadra senza idee, poco lucida. E l’assalto finale è stato la fotografia di una serata storta. Una delle peggiori prestazioni della squadra di Oddo, è sembrata di rivedere quella sconfitta a Novara. Decisamente un passo indietro sul quale il tecnico dovrà riflettere in vista del prossimo impegno, quello contro lo Spezia, sabato all’Adriatico-Cornacchia, che ha iniziato il nuovo corso Di Carlo con una sconfitta interna contro il Crotone. Dovrà riflettere anche sul fatto che la squadra ogni qualvolta è chiamata al salto di qualità per tenere il passo delle grandi accusa delle battute a vuoto. Questione di maturità o altro, ma il Pescara non riesce a restare in alta quota.
@roccocoletti1
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