Il Pescara in 10 per un’ora La Vis vince tra le polemiche

Espulso Squizzato dopo 24’, la capolista domina ma non riesce a segnare
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VIS PESARO (3-4-1-2): Vukovic 7; Palomba 6, Coppola 5,5, Bove 6 (dal 17’ s.t. Molina 6); Cannavò 6 (dal 27’ s.t. Ceccacci s.v.), Pucciarelli 7, Paganini 6,5, Zoia 5,5; Di Paola 7 (dal 37’ s.t. Obi s.v.); Okoro 6,5 (dal 17’ s.t. Peixoto 5), Nicastro 6,5. A disp. Munari, Tatò, Tonucci, Nina, Rabbini, D’Innocenzo, Gambino, Forte, Orellana. Allnatore: Stellone.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Pierozzi 6, Brosco 6,5, Pellacani 5,5, Crialese 6 (dal 25’ s.t. Moruzzi 6); Valzania 6,5 (dal 36’ s.t. Tunjov s.v.), Squizzato 5, Dagasso 6; Bentivegna 6,5 (dal 28’ p.t. De Marco 6,5), Vergani 5,5 (dal 25’ s.t. Tonin 6), Cangiano 6,5 (dal 25’ s.t. Merola 6). A disp. Saio, Profeta, Giannini, Meazzi, Zeppieri, Ferraris, Staver, Saccomanni, Mulè. Allenatore: Baldini.
Arbitro: Castellone di Napoli 4,5.
Reti: nel s.t. al 16’ Okoro (V).
Note: spettatori 2.664 di cui 600 ospiti; espulsi al 24’ p.t. Squizzato (P) per doppia ammonizione, Foggia (ds del Pescara) nell’intervallo; ammoniti Squizzato (P), De Marco (P), Peixoto (V), Vukovic (V); angoli 3-12.
di Orlando D’Angelo
INVIATO A PESARO
Il Pescara cade per la prima volta e schiuma rabbia, ma la magia non è svanita. Un tiro, un gol. Il pescarese d’adozione Stellone si conferma bestia nera. Dopo il 4 a 0 rifilato al Benelli nella passata stagione, replica contro la capolista di Baldini, trovando un lampo - nella ripresa - nel bel mezzo del tiro a segno di Dagasso e compagni, mai a bersaglio. Giornata stregata: decisivi il portiere di casa e l’arbitro, il fischiatissimo Castellone di Napoli. I marchigiani sono quinti con 22 punti, di questi 14 sono arrivati nelle 7 partite casalinghe: solo la Ternana ha violato il sintetico dei pesaresi. Quello che conta è che il vantaggio del Pescara primo della classe sulle inseguitrici si sia solo assottigliato, ma sia ancora certificato dalla matematica: +1 sulla Torres, seconda. E c’è ancora da giocare il recupero-jolly contro il Milan Futuro.
Il calcio d’inizio è un stato ricco antipasto di quello che si sarebbe poi visto al Benelli: l’ex Pucciarelli ha tentato il tiro verso la porta da 40 metri, dando il via ad un continuo botta e risposta da un’area di rigore all’altra. Se aggiungiamo l’atteggiamento spavaldo delle due squadre, e la qualità di molti dei giocatori in campo, la miscela è esplosiva. E spiega le cinque occasioni da gol (tre per il Delfino con Pierozzi, Bentivegna e Cangiano, due per i padroni di casa con Cannavò e Okoro) infiocchettate in un quarto d’ora.
Il Pescara, però, con il passare dei minuti è diventato un po’ frenetico. La partita è diventata una sfida a flipper in cui Squizzato ha dimostrato di non avere il passo adeguato al contesto, prendendo due cartellini gialli in 7 minuti (il primo esagerato, il secondo una sua ingenuità) e lasciando i suoi in dieci. Baldini ha rimediato togliendo uno dei migliori, Bentivegna, per ricostruire la diga mediana con De Marco. L’idea dello stratega toscano si è rivelata buona. Il 20enne siciliano si è cala subito nel clima della battaglia e la squadra non ha perso equilibrio. Creando le migliori occasioni del primo tempo: il colpo di testa di Pierozzi, da angolo di Cangiano (33’), con Vukovic volato sotto la traversa, e il tiro di controbalzo di Dagasso, con la palla che ha sorvolato la traversa, anche grazie ad una deviazione. Fino all’intervallo, nessuna traccia della Vis. Al duplice fischio, il ds Foggia e il team manager Troiano, furibondi, “accompagnano” l’arbitro Castellone verso gli spogliatoi: la direzione nel primo tempo è assolutamente insufficiente e a senso unico. Le proteste portano solo all’espulsione di Foggia. Nel secondo tempo, al 9’, l’arbitro non vede un fallo in area di Coppola su Brosco (successivo tocco ravvicinato di Pierozzi salvato sulla linea da un difensore). Gol sfiorato, gol subito: nel suo momento peggiore, la Vis ha gelato gli oltre 600 cuori di Pescara del Benelli con Okoro (16’), partito sul filo del fuorigioco e bravo a scavalcare Plizzari con un pallonetto. Con mezzora da giocare, il tema è uno solo: Vis Pesaro blindata con la difesa a quattro e Pescara tutto riversato negli ultimi 20 metri degli avversari. Arrivano due, tre, quattro occasioni, una più rocambolesca dell’altra. Vukovic le prende tutte, una anche con il volto. Va giù Tonin, tirato per la maglia, ma arbitro e assistente lasciano correre. Nel fortino della Vis cade per la prima volta il Pescara magico di Baldini. Peccato per il finale avvelenato, tra spintoni, parole grosse e mucchi selvaggi (colpa delle provocazioni di un fisioterapista della Vis nei confronti dello staff biancazzurro).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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VIS PESARO (3-4-1-2): Vukovic 7; Palomba 6, Coppola 5,5, Bove 6 (dal 17’ s.t. Molina 6); Cannavò 6 (dal 27’ s.t. Ceccacci s.v.), Pucciarelli 7, Paganini 6,5, Zoia 5,5; Di Paola 7 (dal 37’ s.t. Obi s.v.); Okoro 6,5 (dal 17’ s.t. Peixoto 5), Nicastro 6,5. A disp. Munari, Tatò, Tonucci, Nina, Rabbini, D’Innocenzo, Gambino, Forte, Orellana. Allnatore: Stellone.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Pierozzi 6, Brosco 6,5, Pellacani 5,5, Crialese 6 (dal 25’ s.t. Moruzzi 6); Valzania 6,5 (dal 36’ s.t. Tunjov s.v.), Squizzato 5, Dagasso 6; Bentivegna 6,5 (dal 28’ p.t. De Marco 6,5), Vergani 5,5 (dal 25’ s.t. Tonin 6), Cangiano 6,5 (dal 25’ s.t. Merola 6). A disp. Saio, Profeta, Giannini, Meazzi, Zeppieri, Ferraris, Staver, Saccomanni, Mulè. Allenatore: Baldini.
Arbitro: Castellone di Napoli 4,5.
Reti: nel s.t. al 16’ Okoro (V).
Note: spettatori 2.664 di cui 600 ospiti; espulsi al 24’ p.t. Squizzato (P) per doppia ammonizione, Foggia (ds del Pescara) nell’intervallo; ammoniti Squizzato (P), De Marco (P), Peixoto (V), Vukovic (V); angoli 3-12.
di Orlando D’Angelo
INVIATO A PESARO
Il Pescara cade per la prima volta e schiuma rabbia, ma la magia non è svanita. Un tiro, un gol. Il pescarese d’adozione Stellone si conferma bestia nera. Dopo il 4 a 0 rifilato al Benelli nella passata stagione, replica contro la capolista di Baldini, trovando un lampo - nella ripresa - nel bel mezzo del tiro a segno di Dagasso e compagni, mai a bersaglio. Giornata stregata: decisivi il portiere di casa e l’arbitro, il fischiatissimo Castellone di Napoli. I marchigiani sono quinti con 22 punti, di questi 14 sono arrivati nelle 7 partite casalinghe: solo la Ternana ha violato il sintetico dei pesaresi. Quello che conta è che il vantaggio del Pescara primo della classe sulle inseguitrici si sia solo assottigliato, ma sia ancora certificato dalla matematica: +1 sulla Torres, seconda. E c’è ancora da giocare il recupero-jolly contro il Milan Futuro.
Il calcio d’inizio è un stato ricco antipasto di quello che si sarebbe poi visto al Benelli: l’ex Pucciarelli ha tentato il tiro verso la porta da 40 metri, dando il via ad un continuo botta e risposta da un’area di rigore all’altra. Se aggiungiamo l’atteggiamento spavaldo delle due squadre, e la qualità di molti dei giocatori in campo, la miscela è esplosiva. E spiega le cinque occasioni da gol (tre per il Delfino con Pierozzi, Bentivegna e Cangiano, due per i padroni di casa con Cannavò e Okoro) infiocchettate in un quarto d’ora.
Il Pescara, però, con il passare dei minuti è diventato un po’ frenetico. La partita è diventata una sfida a flipper in cui Squizzato ha dimostrato di non avere il passo adeguato al contesto, prendendo due cartellini gialli in 7 minuti (il primo esagerato, il secondo una sua ingenuità) e lasciando i suoi in dieci. Baldini ha rimediato togliendo uno dei migliori, Bentivegna, per ricostruire la diga mediana con De Marco. L’idea dello stratega toscano si è rivelata buona. Il 20enne siciliano si è cala subito nel clima della battaglia e la squadra non ha perso equilibrio. Creando le migliori occasioni del primo tempo: il colpo di testa di Pierozzi, da angolo di Cangiano (33’), con Vukovic volato sotto la traversa, e il tiro di controbalzo di Dagasso, con la palla che ha sorvolato la traversa, anche grazie ad una deviazione. Fino all’intervallo, nessuna traccia della Vis. Al duplice fischio, il ds Foggia e il team manager Troiano, furibondi, “accompagnano” l’arbitro Castellone verso gli spogliatoi: la direzione nel primo tempo è assolutamente insufficiente e a senso unico. Le proteste portano solo all’espulsione di Foggia. Nel secondo tempo, al 9’, l’arbitro non vede un fallo in area di Coppola su Brosco (successivo tocco ravvicinato di Pierozzi salvato sulla linea da un difensore). Gol sfiorato, gol subito: nel suo momento peggiore, la Vis ha gelato gli oltre 600 cuori di Pescara del Benelli con Okoro (16’), partito sul filo del fuorigioco e bravo a scavalcare Plizzari con un pallonetto. Con mezzora da giocare, il tema è uno solo: Vis Pesaro blindata con la difesa a quattro e Pescara tutto riversato negli ultimi 20 metri degli avversari. Arrivano due, tre, quattro occasioni, una più rocambolesca dell’altra. Vukovic le prende tutte, una anche con il volto. Va giù Tonin, tirato per la maglia, ma arbitro e assistente lasciano correre. Nel fortino della Vis cade per la prima volta il Pescara magico di Baldini. Peccato per il finale avvelenato, tra spintoni, parole grosse e mucchi selvaggi (colpa delle provocazioni di un fisioterapista della Vis nei confronti dello staff biancazzurro).
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