Il Pescara in trasferta deve svoltare

14 Settembre 2019

Appena un successo fuori casa nel 2019 e nelle ultime tre stagioni ha una media di 0,75 punti nelle gare esterne

PESCARA. A Cosenza per cambiare marcia in trasferta. Il successo casalingo contro il Pordenone ha ridato fiducia al Pescara, che aveva steccato nella gara d’esordio all’Arechi contro la Salernitana. Ora, per alimentare l’entusiasmo e spingere più in alto l’undici di Luciano Zauri, si attendono progressi anche lontano dalle mura amiche, dove il Delfino negli ultimi tre campionati ha mostrato difficoltà enormi. Gestioni diverse, d’accordo, ma in totale nei tornei di serie A 2016-17, di B 2017-18 e 2018-19 i biancazzurri hanno disputato 58 partite collezionando la miseria di 44 punti (media 0,75 a gara). Se aggiungiamo il ko di Salerno del 24 agosto scorso al debutto in panchina di Zauri, il bilancio parla di 59 match esterni con 8 vittorie, 20 pareggi e ben 31 sconfitte. Dunque, nella storia recente, di rado i tifosi del Pescara che seguono abitualmente la squadra fuori casa sono rientrati in città con il sorriso sulle labbra. La speranza è che il match di domani al San Vito-Marulla (ore 15) possa segnare l’inizio di un’inversione di tendenza. Vincere in casa dei rossoblù si profila impresa tutt’altro che agevole. Infatti, in 27 confronti gli adriatici ci sono riusciti soltanto tre volte: nel 1994 e 1998 al San Vito, nel 1970 sul neutro di Castrovillari. Per il resto, undici pareggi e ben tredici sconfitte.
La chiave di Zauri. Alla vigilia del torneo, con la benedizione della società, il tecnico aveva immaginato un Pescara più sbarazzino rispetto a quello di Pillon. Pur lodando il suo predecessore («sarebbe bello raggiungere i suoi risultati»), nella mente del 41enne di Pescina c’era una squadra in grado di dominare il gioco attraverso un possesso di palla e un controllo della gara maggiori del recente passato, sia in casa che fuori. Più o meno la stessa mentalità di Zdenek Zeman e Massimo Oddo che, rispettivamente nel 2011-12 e 2015-16, deliziarono il pubblico conquistando la promozione in A attraverso il bel gioco. Tuttavia, come ha ribadito più volte lo stesso Zauri, per realizzare un progetto simile servono giocatori dotati di tecnica elevata (e non solo). Comunque, contro il Pordenone, la squadra ha fatto vedere buone cose sul piano dell’organizzazione e della circolazione di palla. Un palese passo in avanti rispetto alla gara di Salerno, dove i reparti erano apparsi scollegati. Ora, però, c’è bisogno di un salto di qualità in trasferta. Chiaramente, l’atteggiamento non basta per vincere le partite, contano piuttosto la forza e la qualità dei calciatori. E in questo periodo molti si chiedono se il Pescara attuale sarà in grado di competere per i play off giocando al tempo stesso un calcio divertente. Prima Oddo e poi il suo successore Zeman, ad esempio, si presentarono con la stessa sfrontatezza anche in serie A nel 2016-17, ma l’esperimento fu traumatico a causa delle carenze evidenti dell’organico. A Zeman andò male anche nella stagione successiva. Il boemo non riuscì a trasmettere le sue idee ai calciatori, molti dei quali in realtà erano poco funzionali al suo credo calcistico. Restando sul tema trasferte, il Pescara sotto la gestione del boemo vinse appena tre gare, tutte di misura (1-0 a Carpi, Parma e Foggia), tenendo addirittura il baricentro “basso” e giocando in contropiede. Dopo l’esonero e la parentesi di Massimo Epifani, arrivò Bepi Pillon che rese la squadra un po’ più compatta raggiungendo la salvezza all’ultima giornata (fuori casa 5 match, un successo a Terni, tre pari e un ko). Infine, nel torneo scorso, nonostante la conquista della semifinale play off, pure Pillon non è riuscito a invertire in maniera decisa il trend lontano dall’Abruzzo. Appena tre vittorie, una sola nel girone di ritorno, a Crotone grazie alle reti di Campagnaro e Monachello. Quello ottenuto a poco più di 100 chilometri da Cosenza resta l’unico exploit del Delfino nel 2019. La regione è la stessa, magari la Calabria porterà fortuna un’altra volta.
Giovanni Tontodonati
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