Il Pescara in vacanza Zauri in discussione

20 Gennaio 2020

La Salernitana fa il bello e il cattivo tempo per un’ora e monetizza la sua superiorità con la doppietta di Djuric, bestia nera dei biancazzurri

PESCARA. Una falsa ripartenza dopo la sosta invernale. Un altro esame di maturità fallito per il Pescara che ricomincia con una sconfitta, la seconda casalinga in campionato, dopo quattro pareggi di fila tra le mura amiche. Spento e impalpabile per un’ora. Successo meritato della Salernitana per la gioia dei 750 tifosi al seguito che si sono fatti sentire in uno stadio desolatamente semivuoto. E così Luciano Zauri torna in discussione. Già oggi l’allenatore potrebbe essere esonerato dopo il lungo summit societario di ieri sera. Il silenzio di Sebastiani non è un buon indicatore per la conferma del tecnico. Qualora oggi la società dovesse decidere per il ribaltone in panchina, in pole position c’è Roberto Stellone; subito dopo Pasquale Marino e Gigi Di Biagio. Qualche dirigente ha pensato anche al ritorno di Bepi Pillon. Fischi e contestazione dalla curva Nord per i biancazzurri che cadono sotto i colpi di Milan Djuric il quale conferma di avere un conto aperto con il Delfino. Il 29enne centravanti bosniaco, infatti, realizza due reti in quattro minuti, quelli che indirizzano i tre punti in palio verso la Salernitana, arrivata all’Adriatico-Cornacchia senza tre squalificati. Una bestia nera questo Djuric che spesso e volentieri punisce il Pescara. Attorno a lui la squadra di Ventura costruisce la vittoria che - sul piano del gioco - è netta più di quanto possa far pensare il risultato. Il gigante bosniaco era in forse per una botta al ginocchio, eppure gioca, fa giocare la squadra e segna. Il Pescara, invece, sta a guardare. Subisce l’iniziativa, non è mai capace di prendere le redini del gioco, forse sorpreso da una Salernitana annunciata con il 3-5-2 e che in realtà è un 4-4-2 in cui gli esterni, specialmente Lombardi, mettono in ambasce i biancazzurri. A centrocampo Palmiero e soci vanno spesso in inferiorità numerica. E Djuric da solo crea non pochi problemi a Drudi e Scognamiglio. Tant’è che nel primo tempo Fiorillo salva in due occasioni: al 20’ su Maistro e al 26’ su Lombardi. Il Pescara si fa vedere solo al 41’ con una conclusione di Galano deviata da Micai. Meglio la Salernitana nel primo tempo. E la ripresa ricomincia con l’uno-due letale di Djuric: prima d’esterno, al 5’, e poi con un tap in al 9’. Sotto di due gol, ecco la reazione del Pescara finalmente. Si concretizza con due iniziative di Maniero: al 15’ la conclusione in acrobazia viene sventata da Micai, al 17’, invece, su assist di Bocic, il centravanti firma la prima rete su azione in questa stagione. Qui comincia un’altra partita in cui il Pescara sfiora anche il pareggio (al 25’ Micai salva su Kastanos e al 30’ Galano spara alto da buona posizione), ma il risultato non si smuove e, soprattutto, meglio fotografa l’andamento della partita. E punisce un Pescara senza idee e senza gioco che in casa non vince dal 2 novembre scorso (3-0 al Pisa). Una squadra che Zauri non riesce a far decollare. Sembra in confusione dopo aver cambiato tanto in passato negli uomini e nel sistema di gioco. A tratti anche svuotata. Ha bisogno di prendere due schiaffi per abbozzare una reazione. Una prestazione deludente senza attenuanti. Una bocciatura per le ambizioni play off. Il Pescara visto all’opera ieri deve fare in fretta i punti per salvarsi altro che spareggi promozione. Oggi ha tre punti di vantaggio sulla zona play out ed è lontana due lunghezze dall’ottavo posto che permette di alimentare speranze. Resta l’inconsistenza di una squadra che non riesce ad avere una propria fisionomia. E che dipende dai guizzi di Galano e Machìn che, però, devono essere messi in condizione di incidere. Non possono farlo se la squadra subisce. Approccio moscio per un Pescara che aveva l’opportunità di entrare in zona play off e rialimentare un briciolo di entusiasmo di una piazza che, invece, ha il morale sotto i tacchi. In questo contesto il tecnico ha responsabilità precise, sia sul piano del carattere che del gioco. Non a caso è tornato in discussione il suo operato.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA