Il Pescara non morde più: pari e rimpianti con la Vis

17 Ottobre 2023

Delfino contratto in avvio, poi sbaglia tanto e fallisce l’aggancio al 2° posto

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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Pierno 6.5, Brosco 6.5, Mesik 6, Milani 5.5; Dagasso 6, Aloi 5.5, De Marco 5; Merola 5 (40’ st Masala sv), Cuppone 5.5 (1’ st Tommasini 5), Cangiano 4.5 (1’ st Accornero 6.5). A disposizione: Ciocci, Barretta, Floriani, Di Pasquale, Pellacani, Moruzzi, Squizzato, Mora, Manu, Vergani. Allenatore: Zeman.

VIS PESARO (3-4-1-2): Polverino 6.5; Zagnoni 6, Tonucci 6.5, Ceccacci 6; Mattioli 6, Iervolino 6 (40’ st Foresta sv), Valdifiori 6, Zoia 6; Di Paola 6; Pucciarelli 6 (14’ st Sylla 6), De Vries 6 (25 st Da Pozzo 6). A disposizione: Mariani, Giunti, Rossoni, Nina, Peixoto, Karlsson, Marcandella, Loru, Cusumano, Rossetti, Gulli, Kemayou. Allenatore: Banchieri.

Arbitro: Calzavara di Varese.
Note: spettatori 4.116, incasso 31.782 euro; espulso Bucaro (vice allenatore Pescara) al 45’ st; ammoniti Mesik, Valdifiori, Di Paola; recupero 1’ pt, 5’ st.
PESCARA
Il Pescara non va oltre lo 0-0 contro la Vis Pesaro, nello strano lunedì sera dell’Adriatico, e fallisce l’aggancio al secondo posto. Strano perché si inizia con 30’ di ritardo (21.15) con le due squadre rimaste bloccate sull’asse attrezzato per il traffico causato da un incidente. Pullman allo stadio solo alle 19.55 e l’inizio viene posticipato. A proposito di pullman: quello della Vis Pesaro è con ordine e dedizione bloccato davanti all’area di rigore e per il Pescara nei primi 45’ sarà un problema grande così trovare spazi e costruire occasioni.
A dire il vero due, casuali, sono capitate a Cuppone e Merola. Ma il risultato è quello di un deja-vu preoccupante. Palle gol fallite ma questo è un altro discorso. E ci sono anche tante proteste: Cuppone è palesemente spinto in area e cade ma Calzavara fischia un fallo di mano all’attaccante che ha bloccato il pallone. Sebastiani nel dopo partita non le manderà a dire. Zeman sorprende ancora e conferma Aloi regista con Dagasso promosso titolare. Mentre la bocciatura arriva ancora per Tommasini e Vergani: c’è sempre Cuppone dal primo minuto con Merola e Cangiano in attacco. In difesa torna Pierno con Mesik, Brosco e Milani. Nell’undici della Vis Pesaro ecco gli ex Valdifiori e Pucciarelli dal primo minuto.
Pronti via e si capisce che la serata sarà complicata. Pescara che palleggia, Pescara sotto ritmo e Pescara lontano dalla sua identità zemaniana. Anzi serve Brosco, che si fa perdonare l’errore del derby, su De Vraj per evitare guai peggiori. Il Pescara a conti fatti regala i primi 30’ e poi piano piano inizia a giocare. Subito le proteste per un rigore apparso solare ma non concesso da Calzavara per un fallo su Cuppone e al 39° un po' casualmente la palla gol arriva sul destro di Merola. Per l’attaccante però l’annata non è quella giusta e da ottima posizione calcia lontano dalla porta. Zeman decide all’intervallo di cambiare tanto in attacco. Dentro Tommasini e Accornero, fuori Cuppone e uno spento Cangiano. Mosse vincenti a metà perché Tommasini sarà impalpabile e invece Accornero prova ad accendere il match.
Più in generale è il Pescara che fa meglio nella ripresa ma sulla conclusione secca da lontano di Accornero il numero uno marchigiano si esalta e manda in corner. Pierno inventa sempre qualcosa e al 32° l’idea in verticale per Accornero è da circolato rosso, ma l’ex Genoa sciupa da ottima posizione. Qualche minuto più tardi Merola prova a farsi perdonare ma su invito di Milani il suo colpo di testa termina out di un soffio. Saranno cinque, poi diventati sei i minuti di recupero ma il pullman marchigiano resiste senza mai sfaldarsi. Partita poco spettacolare? Poco importa al tecnico ospite. «Per lo spettacolo c’è il circo, noi dovevamo fare quella partita e siamo contenti». Vero, un punto meritato, ma ricordare a tutti che il calcio è un gioco non è cosa sbagliata. Intanto per i biancazzurri seconda gara senza segnare gol e aggancio al secondo posto fallito. Domenica prossima trasferta a Lucca.
Enrico Giancarli
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