Il Pescara non punge e l’Empoli ringrazia

Biancazzurri spuntati, arriva il secondo ko di fila: la prodezza di Maistro in mezzo alla solita disattenzione difensiva e al bel gol di Moreo
PESCARA. Il cuore non basta. Troppo poco per fermare l’Empoli formato trasferta alla seconda vittoria di fila lontano dal Castellani e ora prima in classifica al fianco di Salernitana e Cittadella. Il Pescara è ancora sconfitto, per la seconda gara di fila. È ancora ultimo. Per carità, i biancazzurri giocano meglio rispetto alla sfida del Granillo di Reggio Calabria prima della sosta. Non c’è paragone. Ma la squadra, pur evidenziando dei progressi sul piano del gioco, ha problemi oggettivi: in primis di qualità tecnica. E poi senza i due attaccanti, Ceter e Asencio, difficile pensare che il reparto avanzato possa pungere. E così è stato contro l’Empoli che si conferma bestia nera all’Adriatico-Cornacchia da dove torna a casa sempre con un risultato positivo dal 2011. Bestia nerissima Alessio Dionisi per Massimo Oddo che incassa un’altra sconfitta nello scontro diretto dopo le due della passata stagione.
L’Empoli anche in questa occasione dimostra di avere le carte in regola per lottare per i primissimi posti. È una squadra quadrata, di quelle regolari che passano all’incasso al minimo errore. E così bastano appena 6’ a Simone Romagnoli per colpire di testa il pallone che sblocca il risultato, direttamente da calcio d’angolo. Solo in area, senza che Omeonga lo ostacoli o gli metta pressione. Un regalo troppo ghiotto per l’esperto difensore.
Partita in salita dopo poco tempo. Il 4-3-2-1 spuntato di Oddo ha difficoltà all’inizio al cospetto di un Empoli che sembrava poter dominare forte del vantaggio iniziale. Serve una scintilla alla manovra che va a sbattere costantemente sulla difesa toscana. Appare scontata e prevedibile. E così poco dopo la mezzora quello che è il giocatore rivelazione del Pescara tira fuori il coniglio dal cilindro. Palla sulla destra sui piedi di Fabio Maistro, entra in area converge verso il centro, fa un doppio passo che disorienta l’avversario e poi di sinistro fulmina Brignoli sul primo palo. Un gran gol che dà fiducia ai biancazzurri. Giocano meglio nel finale del primo tempo e all’inizio della ripresa, ma lì davanti non si va al di là della buona volontà. Movimenti, generosità e grinta, ma la difesa dell’Empoli non va mai in affanno. Il Pescara dà la sensazione di dare il massimo senza ottenere risultati concreti; l’Empoli, invece, è regolare nel rendimento. Sa che lì davanti quei tre - Moreo dietro a La Mantia e l’ex Mancuso che svariano - prima o poi qualcosa combinano. E così al 19’ l’azione che decide il risultato nasce da una sortita dell’ex Fiamozzi a destra, palla in mezzo per Stefano Moreo - uno che segna spesso ai biancazzurri - che sul primo palo prende il tempo a Drudi e supera Fiorillo: il colpo di testa dell’ex teramano manda la palla prima sul palo e poi in rete. È il gol che indirizza la partita, perché la reazione del Pescara c’è ma non sortisce effetti. Non può, visto che è leggero in attacco. Bocic corre e si dà da fare, ma non incide; Galano non si accende e Maistro dopo un buon primo tempo si spegne nel corso della ripresa.
I biancazzurri ci mettono il cuore, dimostrano spirito di squadra, ma alla volontà non possono seguire i fatti perché mancano i mezzi tecnici. Oddo cambia: prima, al 25’ della ripresa, due dei tre centrocampisti, poi a dieci dalla fine passa (con tre sostituzioni) dal 4-3-2-1 al 3-4-3.
L’Empoli si arrocca a difesa del risultato e non va mai in affanno. Il Pescara meriterebbe pure il pareggio per la mole di gioco espressa, ma non arriva perché lì davanti manca qualità, quella necessaria per fare male alle difese organizzate e rocciose. E così il ciclo di tre partite in una settimana parte male: martedì a Venezia e poi sabato, ancora in casa, contro il Frosinone. Serve una reazione che muova la classifica per non acuire gli effetti di una falsa partenza che condiziona gli umori della piazza e lo stato d’animo di una squadra rinnovata e ringiovanita.
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