Il Pescara non sa reagire: altra sconfitta, ora è crisi

6 Dicembre 2022

Ancora errori in difesa: contro il Taranto arriva il terzo ko consecutivo

PESCARA0
TARANTO2
PESCARA (4-3-2-1): Plizzari 5.5; Cancellotti 5.5, Brosco 5.5, Ingrosso 5 Crescenzi 4.5 (16’ st Milani 6); Aloi 4 (1’st Kolaj 6), Palmiero 6, Kraja 5.5; Desogus 5 (1’st Delle Monache 5.5), Cuppone 5 (21’st Gyabuaa 5); Lescano 5 (1’st Vergani 5.5). A disp: Sommariva, D’Aniello, D’Aloia, De Marino, Boben, Crecco, Tupta, Saccani, Germinario. Allenatore: Colombo.

TARANTO (3-5-1-1): Vannucchi; Manetta 7, Antonini 6.5, Evangelisti 6.5; Formiconi 6, Mastromonaco 6 (31’st Brandi sv), Labriola 6.5 (34’st Romano sv), Provenzano 6 (1’st Mazza 6), Ferrara 6.5; Guida 7 (38’st La Monica sv); Tommasini 7. A disp: Lolica, Caputo, Granata, Maiorino, Sakoa, Vona. Allenatore: Capuano.

Arbitro: Kumara di Verona.
Reti: 34’pt Manetta e 46’pt Tomassini.
Note: spettatori 3.339 (di cui 1.362 abbonati) per un incasso di 21.943 euro. Espulso al 19’st Kraja per doppia ammonizione. Ammoniti Aloi, Evangelisti, Graja, Crescenzi, Capuano, Brandi e Ingrosso. Angoli 5-1 per il Pescara.
PESCARA
Primo vero momento difficile del Pescara che resta a -6 dal Crotone secondo in classifica ed è a -12 dalla capolista Catanzaro. Il Taranto passa facilmente e si impone 2-0 all’Adriatico-Cornacchia, i biancazzurri si sciolgono alla prima difficoltà e arriva la terza sconfitta consecutiva. L'espulsione di Kraja e l'infortunio di Palmiero complicano anche le cose per il prossimo turno, ma quello che preoccupa è la grande fragilità in fase di non possesso, gli ennesimi gol concessi senza opposizione alcuna figli di gravi errori individuali. Non è più il Pescara sbarazzino di inizio stagione, non è più il Pescara che concede zero o briciole agli avversari e le prime avvisaglie si sono viste già dal doppio turno interno con Gelbison e Messina. Il ko con il Catanzaro, poi, ha distrutto quella forza nervosa che forse colmava il gap con i calabresi. Ma c’è una certezza: in poche settimane non si può disperdere quanto di buono fatto in tanti mesi. E il + 9 sul quarto posto è un tesoretto da non dilapidare. Fa un certo effetto ascoltare "Gente di mare" con soli 3.300 spettatori quando solo 8 giorni fa, contro il Catanzaro, in uno stadio pieno regalava tante emozioni. Colombo rilancia Ingrosso, Aloi, Cuppone e Desogus e pronti via il Pescara sembra il Catanzaro perché schiaccia il Taranto e Cuppone dopo 4' si divora il vantaggio. Piano piano, però, gli ospiti prendono campo, Capuano sposta Guida tra le linee, lo leva dalla fascia e il Taranto inizia a spaventare. E puntuale arriva il solito errore del Pescara trasformato in oro dagli ospiti. Aloi, palla persa sanguinosa e fallo speso vicino all'area di rigore. Sugli sviluppi Antonini (in off side) regala l'assist a Manetta che fulmina Plizzari. E il Taranto può anche raddoppiare, ma Brosco salva su Guida. Piovono fischi dalla tribuna e piovono problemi per Colombo perchè Tommasini, tra Ingrosso e Crescenzi, firma il 2-0 prima dell'intervallo. Una settimana non può aver cancellato mesi e mesi di lavoro, ma la fragilità nelle retrovie e gli errori individuali iniziano a preoccupare. Ripresa. Pronti, via e Colombo si gioca tre cambi. 4-2-3-1 con Delle Monache e Kolaj larghi ma gli unici tiri arriveranno da Milani subentrato a Crescenzi. Il Taranto controlla e inizia a piovere sul bagnato: prima l’espulsione di Kraja e poi l’infortunio di Palmiero a cambi finiti. Il Pescara in 9 alza bandiera bianca e si interroga sul perchè di questa involuzione. Colombo dirà: “Tutta colpa mia”. Forse il testa a testa con il Catanzaro non era veritiero visti i valori manifestati in campo e lo stesso Colombo aveva fatto fin troppo. Prima piccola crisi, da superare al più preso. I fischi della tribuna, l’applauso della curva e il campo amico di Monopoli per il riscatto. Colombo e il Pescara vogliono e devono subito ripartire. Senza Kraja e con il grosso interrogativo legato alle condizioni di Palmiero. Tornerà Luca Mora: una buona notizia in una serata da cancellare al più presto.
Enrico Giancali
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