Il Pescara non sa rialzarsi Il Cesena si prende i 3 punti

La capolista espugna l’Adriatico, i biancazzurri scivolano a -15 dalla vetta
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Pierno 5.5, Brosco 5, Mesik 5, Milani 4.5; Tunjov 4 (33’ st Franchini 6), Squizzato 4.5, Aloi 5; Merola 5.5 (33’ st Masala 6), Vergani 4.5 (1’ st Cuppone 5.5), Accornero 5 (33’ st Cangiano 6.5). A disposizione: Barretta, Di Pasquale, Floriani Mussolini, Mora, Manu, Pellacani, Staver, Moruzzi, De Marco, Dagasso, Tommasini. Allenatore: Zeman.
CESENA (3-4-2-1): Pisseri 6.5; Pieraccini 6.5, Prestia 7, Silvestri 6.5; Adamo 7 (42’ st Pierozzi sv), Francesconi 6.5, De Rose 6.5, Donnarumma 7 (42’ st David sv); Saber 6.5 (19’ st Varone 6.5) Corazza 6 (12’ st Kargbo 6); Shpendi 7 (43’ st Ogunseye sv). A disposizione: Bagli, Siano, Pitti, Bumbu, Coccolo, Berti, Piacentini, Giovannini, Nannelli. Allenatore: Toscano.
Arbitro: Arena di Torre del Greco.
Rete: 27’ pt Shpendi.
Note: serata fredda. Espulso al 42’ st Toscano (allenatore Cesena) per proteste. Spettatori 4.261, di cui paganti 2.622 per un incasso 23.653 di euro, abbonati 1.639 per una quota di 9.627 euro, ospiti 676. Ammoniti Vergani, Tunjov, Merola, Squizzato. Angoli: 5-3 in favore del Cesena. Recupero: 2’ primo tempo; 5’ secondo tempo.
PESCARA
C’era una volta il Pescara di Zeman, quello bello, frizzante ed emozionante. Che magari faceva arrabbiare per le troppe palle gol concesse ma che sapeva regalare sorrisi con le sue giocate offensive. C’era una volta, perché ieri sera il Cesena all’Adriatico ha fatto quello che ha voluto concedendo solo due fiammate ai biancazzurri e vincendo 1-0 senza soffrire più di tanto. Shpendi nel primo tempo ha capitalizzato l’ennesimo errore stagionale dei biancazzurri con Tunjov a regalare il pallone, Saber e Adamo a confezionare un cioccolatino delizioso per il bomber romagnolo.
Freddo intenso, vento forte (ma che non deve essere un alibi) e anche un po’ di grandine a fare da cornice a quello che un mese fa doveva essere il big match del campionato. Il Cesena si è presentato con un + 12 quasi incredibile solo qualche settimana fa, ma poi il campo ha spiegato il perché della corsa in classifica dei romagnoli e dell’involuzione di un Pescara che non sa più essere zemaniano. Il boemo nel suo 4-3-3 ha scelto Aloi, Tunjov e Squizzato in mediana, davanti sempre Vergani con Merola e Accornero ma i primi 45’ sono un monologo ospite. Il Cesena gioca da grande squadra, Saber e Adamo sembrano due giganti contro dei giovanotti in maglia biancazzurra e all’inizio serve il solito Plizzari per evitare un gol fatto di Prestia. Ma l’ex Milan non può fare sempre i miracoli e quando Tunjov si addormenta con il pallone e innesca la ripartenza ospite anche il numero uno biancazzurro deve alzare bandiera bianca. Nell’occasione bravo Saber a creare spazio, bravissimo Adamo nel cross ma dormita dei centrali biancazzurri e Shpendi ringrazia.
Il Pescara non sa reagire. La fotografia della partita è nel volto dei biancazzurri quando Squizzato recupera il pallone e c’è superiorità. Nessuno ci crede e alla fine lo stesso Squizzato ha tentato un lob inutile per Vergani. Intanto il Cesena si è messo in modalità controllo. Tradotto, partita a rischio zero. E in effetti Pisseri fa lo spettatore non pagante fino al momento dei cambi (tardivi?) di Zeman. Il boemo prova la carta Cuppone a inizio ripresa: tanta corsa (almeno quella) ma zero risultati e poi dopo la mezzora ecco Cangiano, Franchini e Masala. Meglio, molto meglio ma la fiammata dura solo pochi minuti: Cangiano spaventa Pisseri con un bel destro a giro, Brosco di testa impegna il numero uno ospite.
Triplice fischio di Arena in campo, quantità industriale di fischi sugli spalti. La domanda è: dove è finito il Pescara? Per Zeman le qualità ci sono, serve solo metterle in pratica come in allenamento. Con la classifica che invece dice -15 (e una gara in meno) e con il campo che ha mostrato un’evidente involuzione e tante difficoltà a centrocampo, l’idea è che invece la società debba iniziare a programmare una strategia per arrivare pronti ai play off. Forse con il mercato, di sicuro con un cambio di rotta oggettivo. Sabato prossimo trasferta a Chiavari contro l’Entella.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Pierno 5.5, Brosco 5, Mesik 5, Milani 4.5; Tunjov 4 (33’ st Franchini 6), Squizzato 4.5, Aloi 5; Merola 5.5 (33’ st Masala 6), Vergani 4.5 (1’ st Cuppone 5.5), Accornero 5 (33’ st Cangiano 6.5). A disposizione: Barretta, Di Pasquale, Floriani Mussolini, Mora, Manu, Pellacani, Staver, Moruzzi, De Marco, Dagasso, Tommasini. Allenatore: Zeman.
CESENA (3-4-2-1): Pisseri 6.5; Pieraccini 6.5, Prestia 7, Silvestri 6.5; Adamo 7 (42’ st Pierozzi sv), Francesconi 6.5, De Rose 6.5, Donnarumma 7 (42’ st David sv); Saber 6.5 (19’ st Varone 6.5) Corazza 6 (12’ st Kargbo 6); Shpendi 7 (43’ st Ogunseye sv). A disposizione: Bagli, Siano, Pitti, Bumbu, Coccolo, Berti, Piacentini, Giovannini, Nannelli. Allenatore: Toscano.
Arbitro: Arena di Torre del Greco.
Rete: 27’ pt Shpendi.
Note: serata fredda. Espulso al 42’ st Toscano (allenatore Cesena) per proteste. Spettatori 4.261, di cui paganti 2.622 per un incasso 23.653 di euro, abbonati 1.639 per una quota di 9.627 euro, ospiti 676. Ammoniti Vergani, Tunjov, Merola, Squizzato. Angoli: 5-3 in favore del Cesena. Recupero: 2’ primo tempo; 5’ secondo tempo.
PESCARA
C’era una volta il Pescara di Zeman, quello bello, frizzante ed emozionante. Che magari faceva arrabbiare per le troppe palle gol concesse ma che sapeva regalare sorrisi con le sue giocate offensive. C’era una volta, perché ieri sera il Cesena all’Adriatico ha fatto quello che ha voluto concedendo solo due fiammate ai biancazzurri e vincendo 1-0 senza soffrire più di tanto. Shpendi nel primo tempo ha capitalizzato l’ennesimo errore stagionale dei biancazzurri con Tunjov a regalare il pallone, Saber e Adamo a confezionare un cioccolatino delizioso per il bomber romagnolo.
Freddo intenso, vento forte (ma che non deve essere un alibi) e anche un po’ di grandine a fare da cornice a quello che un mese fa doveva essere il big match del campionato. Il Cesena si è presentato con un + 12 quasi incredibile solo qualche settimana fa, ma poi il campo ha spiegato il perché della corsa in classifica dei romagnoli e dell’involuzione di un Pescara che non sa più essere zemaniano. Il boemo nel suo 4-3-3 ha scelto Aloi, Tunjov e Squizzato in mediana, davanti sempre Vergani con Merola e Accornero ma i primi 45’ sono un monologo ospite. Il Cesena gioca da grande squadra, Saber e Adamo sembrano due giganti contro dei giovanotti in maglia biancazzurra e all’inizio serve il solito Plizzari per evitare un gol fatto di Prestia. Ma l’ex Milan non può fare sempre i miracoli e quando Tunjov si addormenta con il pallone e innesca la ripartenza ospite anche il numero uno biancazzurro deve alzare bandiera bianca. Nell’occasione bravo Saber a creare spazio, bravissimo Adamo nel cross ma dormita dei centrali biancazzurri e Shpendi ringrazia.
Il Pescara non sa reagire. La fotografia della partita è nel volto dei biancazzurri quando Squizzato recupera il pallone e c’è superiorità. Nessuno ci crede e alla fine lo stesso Squizzato ha tentato un lob inutile per Vergani. Intanto il Cesena si è messo in modalità controllo. Tradotto, partita a rischio zero. E in effetti Pisseri fa lo spettatore non pagante fino al momento dei cambi (tardivi?) di Zeman. Il boemo prova la carta Cuppone a inizio ripresa: tanta corsa (almeno quella) ma zero risultati e poi dopo la mezzora ecco Cangiano, Franchini e Masala. Meglio, molto meglio ma la fiammata dura solo pochi minuti: Cangiano spaventa Pisseri con un bel destro a giro, Brosco di testa impegna il numero uno ospite.
Triplice fischio di Arena in campo, quantità industriale di fischi sugli spalti. La domanda è: dove è finito il Pescara? Per Zeman le qualità ci sono, serve solo metterle in pratica come in allenamento. Con la classifica che invece dice -15 (e una gara in meno) e con il campo che ha mostrato un’evidente involuzione e tante difficoltà a centrocampo, l’idea è che invece la società debba iniziare a programmare una strategia per arrivare pronti ai play off. Forse con il mercato, di sicuro con un cambio di rotta oggettivo. Sabato prossimo trasferta a Chiavari contro l’Entella.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

