Il Pescara non sfonda con l’uomo in più

24 Ottobre 2021

Siena in vantaggio con un tiro deviato di Pezzella. Ferrari raddrizza la partita, ma l’assalto del Delfino porta solo un punto 

SIENA. Il pareggio 1-1 tra Siena e Pescara fa felice solo i toscani che per 55’ hanno giocato con l’uomo in meno e nella ripresa sono riusciti a blindare la porta di Lanni dopo il pari in apertura di Ferrari. Eppure qualche segnale positivo all’Artemio Franchi è arrivato perché il centrocampo a tre disegnato da Auteri ha blindato quella trequarti campo spesso e volentieri violata dalle ripartenze degli avversari, ma cosa sia poi passato per la mente della squadra subito dopo l’espulsione di Mora è difficile capirlo perché Di Gennaro stava vivendo un pomeriggio di strano relax prima delle fiammate bianconere con tanto di gol beffa.Le scelte. Veroli c’è: il classe 2003 inizia dal primo minuto viste le indisponibilità di Illanes (squalificato), Drudi e Ingrosso (infortunati) e va a fare il braccetto di sinistra nella linea completata da Frascatore e Cancellotti. Nel 3-5-2 di partenza in mediana ecco Pompetti, Rizzo e Memushaj mentre in attacco il tandem è Rauti-De Marchi. La gara. Passa un quarto d’ora e Di Gennaro fa lo spettatore, una piacevole novità ma De Marchi e Rauti al 16’ non finalizzano un perfetto contropiede iniziato dal mancino di Pompetti: l’ex Torino chiama il passaggio che arriva con un attimo di ritardo ma poi sbaglia il controllo e Terzi ringrazia. Partita che ha un filo conduttore diverso rispetto a quelle cui eravamo abituati: meno champagne offensivo, più sostanza e soprattutto meno batticuore per Di Gennaro che però alla mezzora può solo guardare il colpo di testa di Milesi che termina alto di un soffio. Al 38’ l’episodio chiave con Nzita che va via a Mora che lo strattona platealmente: doppio giallo e rosso. Siena con l’uomo in meno e Auteri inizia ad assaporare il gusto della vittoria. Ma all’intervallo sarà costretto a bere un tè molto amaro. Super Di Gennaro in due circostanze si supera: al 42’ Varela conclude a botta sicura da due passi, il portiere è strepitoso. E lo è ancor di più al 44’ quando Bianchi di testa mira l’incrocio dei pali, ma il ministro della difesa biancazzurra blinda la porta. Strano ma vero, con l’uomo in meno il Siena spinge come non aveva mai fatto e trova il gol in pieno recupero. Il Pescara si fa trovare impreparato sul lato corto dell’area di rigore, sugli sviluppi di una conclusione di Pezzella: Frascatore tocca e mette fuori causa Di Gennaro. Incredibile ma vero, Pescara sotto di un gol all’intervallo. Digerito a fatica il tè bollente, Auteri decide di cambiare. 4-3-3 con Ferrari e Clemenza per Rauti e Zappella e dopo un minuto arriva il pari. Pennellata di Nzita e testa vincente proprio di Ferrari che fa esultare i quasi 300 tifosi giunti al Franchi. Per loro e per Ferrari un grande applauso. Ci sono tutte le condizioni per provare a vincere ma chi aspettava di veder spuntare dal Palio un cavallo biancazzurro resterà deluso perché il Siena si chiude e renderà sterile la supremazia abruzzese. Auteri fa rifiatare Memushaj e si gioca la carta Marilungo. Bocic per De Marchi e si passa al 4-2-4 iperoffensivo ma se escludiamo un tentativo contratto di Clemenza da buona posizione, l’unica palla gol i biancazzurri la costruiscono al 46’. Ed è sempre il colpo di testa di Ferrari a far tremare il Siena ma questa volta Lanni ci arriva e salva il risultato. Finisce 1-1, qualche piccolo passo avanti nella ricerca dell’equilibrio ma tanta rabbia per non aver trovato i tre punti in superiorità numerica. E quei 5’ finali del primo tempo resteranno un rebus di difficile soluzione. Domenica prossima c’è l’Olbia: in coppa Italia sembrava un passeggiata. Ora sarà tutta un’altra storia e la vittoria non potrà più sfuggire.
Enrico Giancarli