Il Pescara s’inceppa: è il primo ko

28 Ottobre 2018

Centrocampo in affanno e squadra mai incisiva, il Cittadella gioca meglio e vince con merito

PESCARA. Alla prova del nove il Pescara perde l’imbattibilità. Poco da eccepire sulla prima sconfitta in campionato: la capolista della serie B - ora a più uno sul Verona e più due sul Benevento - trova sulla propria strada un Cittadella che gioca meglio e merita il successo. Tanto di cappello ai veneti che sono imbattuti all’Adriatico-Cornacchia da sette anni.
Forma e sostanza premiano l’undici di Roberto Venturato che riassapora - non accadeva dalla terza giornata, il 15 settembre scorso, 2-0 in casa al Cosenza - il dolce sapore dei tre punti grazie al gol di Finotto al 12’ della ripresa, legittimato prima e dopo con altre occasioni sfumate di un soffio. Partita piacevole. Va detto che sono più i meriti del Cittadella che i demeriti del Pescara per quello che può essere considerato il risultato a sorpresa della nona giornata. Per i biancazzurri un drastico ritorno alla realtà nella prima delle tre partite (martedì a Cosenza e lunedì di nuovo in casa contro il Lecce) da giocare in poco più di una settimana. Non c’è da recriminare perché il migliore in campo dei biancazzurri è il portiere Fiorillo, bravo a tenere in partita la squadra fino alla fine, mentre dall’altra parte Paleari trascorre un pomeriggio senza particolari ansie. Non è il solito Pescara, non gioca all’altezza della sua fama. Non ha il piglio di sempre.
Ma va sottolineato come sia il Cittadella a fare la partita perfetta, o quasi. I biancazzurri inizialmente decidono di lasciare le redini del gioco in mano al Cittadella per poter sfruttare gli spazi nelle ripartenze, ma l’undici di Venturato è compatto e abile nel fraseggio, ispirato da solito Iori in giornata di grazia. Non molla più la presa, diventa padrone del campo. Non dà punti di riferimento in attacco e giocando con il trequartista, Schenetti, crea non pochi problemi tattici al centrocampo di casa. Che fa fatica a contenere, ancor più a innescare le punte. La difesa regge finché può, ma poco prima dell’ora di gioco crolla sotto il destro di Mattia Finotto, al secondo gol in campionato. Non è giornata. Non basta cambiare modulo e passare - grazie all’inserimento di Palazzi per Marras - dal 4-3-3 al 4-3-1-2 con Brugman trequartista. Il Cittadella ha sempre la partita in mano, tanto che il Pescara si innervosisce complice anche un paio di fischi inspiegabili dell’arbitro Sacchi di Macerata. Entrano anche Antonucci e Cocco, ma i biancazzurri non pungono. La sensazione è che la capolista si sia resa conto troppo tardi della forza del Cittadella e non ha avuto la forza per ribaltare il trend della partita; è sembrata a tratti impotente di fronte al fraseggio avversario. A centrocampo i problemi maggiori, perché Machìn, Brugman e Memushaj non brillano nella lettura della partita: a volte appaiono leziosi, in altri momenti poco decisi in fase di recupero palla. Mai illuminati nella distribuzione del gioco. Non a caso spesso c’è troppo spazio tra i reparti, la squadra si allunga e non riesce a salire. A tutto ciò va aggiunto che nessuno va oltre il compitino e così facendo viene a mancare anche quella giocata del singolo in grado di creare superiorità numerica o di spezzare l’equilibrio. Ci sta dopo otto giornate di campionato con il piede pigiato sull’acceleratore.
Classifica corta, il calendario ora offre l’occasione per il riscatto, sin da martedì quando il Delfino sarà di scena a Cosenza contro i silani battuti 1-0 ieri a Brescia. Ci sarà da cambiare qualcosa nel Delfino per recuperare smalto e forza. E riprendere la marcia.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA