Il Pescara sbatte sul palo, serve l’impresa a Bologna

Legno di Melchiorri, per centrare la promozione bisogna vincere martedì
PESCARA. Questa volta l’allievo non è riuscito a superare il maestro. Il Bologna di Delio Rossi ha portato a casa il pareggio che voleva, riuscendo a imbrigliare il Pescara di Massimo Oddo. Che ha giocato meglio, ha sfiorato in più occasioni la rete, ma non è riuscito a sfondare il bunker rossoblù. E così martedì ai biancazzurri servirà un’impresa, ovvero la vittoria, per tagliare il traguardo della serie A. Il Bologna, invece, potrà giocare per due risultati su tre. Ed è un bel vantaggio a 90’ dalla fine della stagione.
L’andata della finale play off della serie B è stata una partita a scacchi. Più tattica che tecnica. L’onda lunga del Pescara di Oddo questa volta non è stata travolgente. Ha retto l’urto il Bologna, sceso all’Adriatico-Cornacchia essenzialmente per non perdere. Accorta e attenta a non concedere spazi la squadra di Delio Rossi, roba da non credere se si ripensa al primo Pescara (1996-97) del tecnico romagnolo trapiantato a Foggia. Erano i tempi delle bollicine e del 4-3-3 di stile zemaniano; ieri sera, invece, ha preferito recitare un copione diverso, puntando al sodo.
I biancazzurri hanno fatto la partita, ma è mancato il guizzo vincente. E per la prima volta dopo 13 gare non sono andati a segno. Non sono stati nemmeno tanto fortunati se si ripensa al palo colpito da Melchiorri al 19’ della ripresa. Sarebbe stato il giusto premio alla tenacia dei padroni di casa. Che, però, non sono riusciti a replicare le ultime prestazioni sul pianodel gioco, del ritmo e dell’efficacia.
Il Pescara non è riuscito a trovare quegli spazi nei quali infilare i vari Politano, Bjarnason e Caprari che hanno giocato a ridosso del centravanti Melchiorri. E’ stato più brillante e lucido nel primo tempo che nel secondo, quando ha accusato un po’ la stanchezza che ha finito per annebbiare le idee.
Molto possesso palla nella prima frazione di gioco; Bologna attento e caparbio nelle retrovie a costo di rinunciare alle ripartenze. Ha rischiato al 10’, quando il portiere Da Costa, in uscita, ha salvato su Melchiorri; ha tremato al 13’ quando il tocco di mano in area di Casarini ha fatto gridare al penalty che, però, Gavillucci non ha fischiato (la stessa cosa ha fatto nella ripresa, al 29’, per un mano di Pucino). Al 34’ la percussione di Caprari sembrava poter fare la differenza, ma l’ex romanista ha mancato il bersaglio da posizione favorevole.
Nella ripresa squadre più lunghe. Il Bologna si è aggrappato all’esperienza dei suoi difensori che hanno preso le misure agli avanti locali. Il Pescara ha perso in compattezza, ha lasciato qualche contropiede di troppo. L’uscita per infortunio di Salamon ha fato perdere le certezze nelle retrovie.
Al 14’ il diagonale di Laribi ha tenuto con il fiato sospeso i quasi ventimila dell’Adriatico-Cornacchia. Poi, il palo di Melchiorri, l’azione che avrebbe potuto rovesciare il trend della doppia sfida che mette in palio la serie A.
Tutto rimandato a martedì sera, al Dall’Ara. Servirà un successo: non ci saranno supplementari, visto che al 90’, in caso di parità, sarà promosso il Bologna in virtù della migliore posizione in classifica (quarto posto contro il settimo dei biancazzurri) al termine della stagione regolare.
L’impresa – nonostante l’incognita Bjarnason (è convocato dall’Islanda che lo vuole da lunedì per l’impegno di venerdì) – è alla portata in virtù del fatto che probabilmente i felsinei concederanno qualche spazio in più al Pescara. Però, serviranno energie psico-fisiche nuove, sono quelle che possono fare la differenza. L’ultima gara casalinga del Bologna, persa contro l’Avellino, autorizza a ben sperare la Oddo-band. Così come il cammino (9 successi esterni) dei biancazzurri lontano da casa. Il Bologna ha individualità ed esperienza da vendere: se il Pescara riuscirà a impostare la partita sul piano del ritmo potrà infilare gli emiliani che hanno un passo più compassato.
Il sogno continua, ma adesso c’è bisogno di un colpo di reni nei pressi della linea del traguardo.
@roccocoletti1
©RIPRODUZIONE RISERVATA

