Il Pescara si gode i talenti del futuro

16 Marzo 2019

Biancazzurri in testa davanti alla grande favorita Lazio, Zauri: «Restano tre finali, ora bisogna credere nella promozione»

PESCARA. Le mani sulla promozione. Al suo debutto da allenatore, Luciano Zauri, può già mettere un trofeo in bacheca. Il suo Pescara guida la classifica del campionato Primavera 2 e ha la possibilità di tornare nella Lega 1. Ai biancazzurri, in vetta con 3 punti di vantaggio sulla Lazio a tre giornate dalla fine, serve un ultimo sforzo per stappare lo champagne. «A questo punto ci crediamo», afferma Zauri, «siamo molto contenti del nostro cammino, ma non abbiamo ancora vinto niente. Bisogna tenere a freno l’euforia e continuare a lavorare». Il 41enne allenatore di Pescina potrebbe soffiare il titolo proprio a una sua ex squadra, la Lazio, che alla vigilia del torneo era la grande favorita per la vittoria finale. «Sì, siamo la sorpresa del girone B e quando la Lazio ci ha battuti (26 gennaio, 0-1 e biancocelesti a +7) ho pensato che sarebbe stato difficile prendersi il primo posto. Invece la squadra ha reagito nel modo giusto collezionando sei successi consecutivi e si è portata in vetta. Ora restano tre finali da giocare e vogliamo arrivare fino in fondo».
Dopo una carriera prestigiosa da difensore con Atalanta, Chievo, Lazio, Fiorentina, Sampdoria e Pescara (319 gare in serie A, 112 in B), Zauri ha iniziato la nuova carriera nello staff di Massimo Oddo. L’estate scorsa ha deciso di separarsi dall’ex tecnico del Delfino. «Ho scelto di stare vicino alla famiglia, ma sarò sempre riconoscente a Massimo». Cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, uno dei migliori in Europa, Luciano non ha dimenticato gli anni trascorsi al centro sportivo del club nerazzurro a Zingonia. «Oltre alla tecnica e alla tattica, a Bergamo mi hanno insegnato la cultura del rispetto. Rispetto delle regole, dei compagni, degli allenatori e dei dirigenti. Valori indispensabili per la mia carriera di calciatore e ora di allenatore». Massima fiducia al gruppo («Questi ragazzi la meritano, ma se mi tradiscono sono morti»), dopo ogni vittoria Zauri paga la cena alla squadra. Un modo per stare insieme e cementare i legami.
A proposito di gruppo, il Pescara può vantare un piccolo record, come spiega il dirigente responsabile della Primavera Antonio Palladinetti. «In squadra ci sono sette ragazzi pescaresi che sono entrati nel nostro settore giovanile quando avevano sei anni. È un motivo di orgoglio per tutti noi». Il gruppo storico comprende il portiere Scuccimarra, i difensori Martella, Zugaro, D’Angelo e Paolilli, il centrocampista Palmucci e l’attaccante Pavone. «È un premio per la società e per tutti gli allenatori che li hanno cresciuti», aggiunge Palladinetti che alle spalle ha dieci anni di militanza (non consecutiva) nel club biancazzurro. «Ora abbiamo l’opportunità di centrare un traguardo straordinario, ma comunque andrà a finire saremo contenti. I ragazzi sono migliorati tantissimo grazie al lavoro di Zauri e del suo staff. Si vede che Luciano è cresciuto nell’Atalanta, a Zingonia, la Bocconi del calcio. È un valore aggiunto».
Soddisfatti il responsabile delle giovanili Giuseppe Geria e il capo dell’area scouting e coordinatore tecnico del vivaio Tonino Di Battista. «L’ottimo campionato della Primavera è il frutto di un lavoro iniziato ancor prima del mio arrivo», dice Geria. «Per la società credo che questa sia la soddisfazione più grande. I meriti sono di tutti coloro che hanno accompagnato e accompagnano questi ragazzi nel loro percorso di crescita. Ora servono spensieratezza e voglia di conquistare qualcosa di bello, senza assilli. Siamo lì e vogliamo giocarci le nostre chance».
Di Battista loda il gruppo. «Finora i ragazzi hanno disputando un campionato entusiasmante. Il lavoro di Zauri e del suo staff ha dato ottimi frutti e siamo molto contenti. È chiaro che a questo punto bisogna crederci. A livello giovanile il risultato non va gestito, perciò proveremo a dare tutto in ogni partita e vedremo cosa succederà. Ci attendono tre finali da giocare al massimo».
Il campionato è fermo per il torneo di Viareggio. La corsa alla promozione riprenderà il 30 marzo in trasferta a Livorno contro la formazione amaranto guidata dall’ex difensore del Pescara Juriy Cannarsa. Poi la sfida casalinga con il Perugia (6 aprile) e l’ultima partita in trasferta a Foggia contro i rossoneri di Gaetano Pavone (figlio di Peppino, ex calciatore e ds del Delfino). Ancora qualche sforzo, poi potrà iniziare la festa.
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