Il Pescara si è inceppato: la Recanatese vince al 91°

30 Ottobre 2023

Seconda sconfitta di fila all’Adriatico e primi fischi, Lipari manda ko il Delfino 

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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Pierno 7, Brosco 6, Mesik 6, Moruzzi 5; Tunjov 6 (1’ st Franchini 5.5), Squizzato 5.5, Dagasso 6 (35’ st Manu 5); Merola 6, Tommasini 6.5 (1’ st Cuppone 5), Cangiano 6.5 (35’ st Accornero 5.5). A disposizione: Ciocci, Milani, Di Pasquale, Masala, Aloi, Vergani, Floriani Mussolini, Mora, Pellacani, Staver, De Marco. Allenatore: Zeman.

RECANATESE (4-4-2): Meli 6; Longobardi 6.5, Ferrante 6.5, Peretti 6, Quacquarelli 6 (43’ st Ferretti sv); Senigagliesi 7 (32’ st Marinacci sv), Prisco 6 (10’ st Lipari 7.5), Raparo 6 (10’ st Morrone 7), Carpani 6.5; Sbaffo 7, Melchiorri 6.5 (33’ st Giampaolo sv). A disposizione: Tiberi, Mascolo, Ricci, Canonini. Allenatore: Pagliari.

Arbitro: Lovison di Padova
Reti: 35’ pt Tommasini, 16’ st Morrone, 25’ st e 46’ st Lipari, 27’ st Cangiano
Note: terreno in buone condizioni. Ammoniti: Quacquarelli, Squizzato, Prisco (dalla panchina), Pierno. Angoli: 9-7 per il Pescara. Recupero: 1’, 5’. Spettatori: 5.086
PESCARA
Arrivano i primi fischi all'Adriatico e arrivano i primi interrogativi per la dirigenza biancazzurra. Troppo brutto per essere vero il secondo tempo del Pescara, ma applausi ad una Recanatese che ha giocato da grande squadra. Finisce 3-2 per i marchigiani, l'11 di Pagliari aveva un'idea tattica ben precisa. Pressare e rubare palla sul palleggio dei biancazzurri e ripartire per vie centrali in un amen. "Elementare, Watson" direbbe qualcuno, ma i giallorossi eseguono perfettamente il piano partita e portano a casa tre punti forse insperati ma di sicuro meritati. E quanti interrogativi per il Pescara. Possibile che i due cambi fatti da Zeman all'intervallo (Tommasini e Tunjov out, Cuppone e Franchini dentro) abbiamo spento una luce che non era stata poi così brillante anche nel primo tempo? Il campo ha detto questo e il campo ha sottolineato anche l'evidente involuzione dell'11 biancazzurro che qualche settimana fa recriminava per le tante palle gol sciupate e che invece oggi inizia a faticare ad arrivare vicino all'area di rigore. E c'è anche la necessità di provare a cambiare qualcosa nelle scelte prima che la squadra si appiattisca ulteriormente e la classifica diventi ancor più preoccupante.
Torres a + 7, Cesena (stessi punti del Delfino, 20, ma 2 gare in meno) e poi Perugia (18) che devono ancora giocare: la strada è lunga ma il motore della macchina biancazzurra ha bisogno di un tagliando. La Recanatese si dispone secondo i canoni di un 4-4-2 ordinato, organizzato e preciso. I giallorossi sono come dei soldati con ordini precisi impartiti dal comandante Pagliari: aggredire i portatori di palla biancazzurri, rubare palla e cercare subito Senigagliesi, Sbaffo e Melchiorri.
Nel primo tempo il piano partita non riesce perché una volta Brosco e Pierno, due volte Plizzari spengono il sorriso a Melchiorri. Nella ripresa la Recanatese si rifarà con gli interessi. Eppure la catena di destra del Pescara sembra funzionare. Merola porta a spasso Quacquarelli, Tunjov di tacco regala allo stesso Merola la palla dell'1-0 ma si supera il portiere ospite e poi arriva il vantaggio. Pierno, bel sinistro in verticale per Tommasini che stoppa e conclude all'angolino basso. Sembra fatta ma i guai devono arrivare. Ripresa: dentro Franchini e Cuppone per Tommasini e Tunjov ma in realtà è tutto il Pescara a restare negli spogliatoi.
La Recanatese prende campo, all'Adriatico si spengono le luci, ma in realtà l'interruttore "biancazzurro" non verrà mai riaccesso. Morrone appena entrato ribadisce in rete una respinta di Plizzari, il portierone biancazzurro viene salvato dalla traversa ma al 25' l'altro neo entrato Lipari in ripartenza punta Brosco e segna un gran gol. Merola non ci sta: si procura una punizione e Cangiano disegna una parabola da applausi per il 2-2. Cuppone, Manu e Accornero fanno tanta confusione in area, Lipari invece ha il piede caldo e in pieno recupero regala ai suoi una vittoria meritata. Primi fischi all'Adriatico, prime difficoltà per Zeman. A Carrara domenica prossima servono risposte importanti.
Enrico Giancarli
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