Il Pescara strappa un punto Pierno-gol evita la sconfitta

Una rete del terzino biancazzurro al 96’ evita il ko in casa contro la Carrarese
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PESCARA (3-5-2): Plizzari 6; Brosco 5.5, Pellacani 5 (31’ st Dagasso 6), Di Pasquale 6 (1’ st Mesik 5.5); Floriani Mussolini 5.5 (16’ st Pierno 7), Tunjov 5.5 (16’ st Accornero 5.5), Squizzato 6.5, Aloi 6.5, Milani 5.5; Merola 7, Cuppone 5 (16’ st Cangiano 7.5). A disposizione: Gasparini, Profeta, Masala, Meazzi, Capone, Staver, Moruzzi, De Marco, Franchini. Allenatore: Bucaro
CARRARESE (3-4-2-1): Bleve 6; Coppolaro 6, Illanes 6, Imperiale 6; Zanon 6.5 (35’ st Di Gennaro 5), Schiavi 7 (35’ st Zuelli 6), Capezzi 6.5, Cicconi 6.5; Finotto 7, Della Latta 7 (27’ st Belloni 6); Capello 6.5 (22’ st Palmieri 6). A disposizione: Tampucci, Mazzini, Cerretelli; Grassini, Boli, Di Matteo. Allenatore: Calabro
Arbitro: Delrio di Reggio Emilia
Reti: 2’ pt Della Latta, Merola (rig.), 47’ st Finotto, 51’ st Pierno.
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 2.965 per un incasso di 19.850 euro (abbonati 1.639 per un rateo di 9.627), ospiti 35. Ammoniti: Milani, Di Pasquale, Della Latta, Imperiale, Calabro (allenatore Carrarese), Cicconi, Schiavi, Pierno, Capezzi. Angoli: 7-1 per il Pescara. Recupero: 3’, 6’.
PESCARA
Minuto 96, quando l’ennesima beffa era stata servita con freddezza da Finotto e dalla Carrarese ecco la giocata del duo Brosco-Pierno che ha regalato il meritato pareggio al Pescara: assist del capitano biancazzurro e sinistro perfetto del terzino ex Lecce. Finisce 2-2 all’Adriatico la gara tra Pescara e Carrarese, «come una vittoria» ha detto Bucaro nel dopo partita e se, l’affermazione del tecnico biancazzurro è veritiera, si capirà venerdì prossimo a Rimini. Perché il Pescara avrà l’obbligo di eliminare quel blocco mentale che ha reso a tratti imbarazzante in fase difensiva il primo tempo. Meglio, molto meglio nella ripresa e a conti fatti il pareggio è il risultato più giusto.
Curva Nord vuota nei primi 45’, continua la protesta della tifoseria biancazzurra che ha sempre nel mirino il presidente Daniele Sebastiani ma alla fine sugli spalti è arrivato anche qualche timido applauso per una squadra che ha lottato con il cuore. Bucaro sorprende tutti: “au revoir” al 4-3-3 di Zeman e primo vero segnale di stacco dal recente passato. C’è la difesa a tre con Tunjov trequartista e il tandem Merola-Cuppone in attacco.
A centrocampo Aloi e Squizzato: buona la partita dei due mediani. I primi minuti in particolare, il primo tempo in generale spiegano cosa può significare quando una squadra mentalmente non è serena. Errori, a tratti orrori imbarazzanti in fase difensiva e la Carrarese può segnare tanti gol. Per fortuna del Pescara ne arriva solo uno al pronti via. Cross dalla destra che arriva al limite dell’area piccola, Brosco è scavalcato, Pellacani si perde Della Latta che, dopo 2’, da due passi batte Plizzari. Il portiere biancazzurro ha bloccato il pallone quando aveva già superato la linea bianca e la partita è tutta in salita. Potrebbe diventare presto un Everest da scalare il match per i biancazzurri ma Della Latta da vicino calcia alto, poi Capezzi dopo una corta respinta calcia a botta sicura. Plizzari fa il miracolo e salva.
Il Pescara? Sostanzialmente non pervenuto, Tunjov in pieno recupero spaventa il potere toscano ma è troppo poco per acciuffare il pari. Meglio la ripresa. Bucaro lascia Di Pasquale negli spogliatoi: già ammonito, il rischio rosso è troppo grande. Al suo posto Mesik. Piano piano il Pescara si accende, Tunjov crea i presupposti per il pari ma il Pescara è sfortunato.
Bucaro indovina dalla panchina la mossa giusta. Dentro Cangiano e Accornero e con tre attaccanti piccoli il Pescara inizia a creare pericoli.
La Carrarese spera di non vedere più dalle sue parti Cangiano perché l’ex Bologna tra slalom e sprazzi di qualità diventa immancabile e nel finale inventa la giocata del rigore. Merola riporta in parità il match dagli 11 metri. Corre il 45° ma la partita non è finita. Anzi le vere emozioni devono ancora cominciare. Cinture allacciate perché Merola regala il match ball ad Accornero: fallito da ottima posizione. Poi Finotto (Mesik poteva fare di più) di testa gela l’Adriatico e quando stanno per scadere i 6’ di recupero Brosco inventa l'assist per Pierno che firma il definitivo 2-2. Pescara sempre al sesto posto in classifica e venerdì a Rimini nuovo test per capire se la crisi (mentale) è veramente alle spalle.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (3-5-2): Plizzari 6; Brosco 5.5, Pellacani 5 (31’ st Dagasso 6), Di Pasquale 6 (1’ st Mesik 5.5); Floriani Mussolini 5.5 (16’ st Pierno 7), Tunjov 5.5 (16’ st Accornero 5.5), Squizzato 6.5, Aloi 6.5, Milani 5.5; Merola 7, Cuppone 5 (16’ st Cangiano 7.5). A disposizione: Gasparini, Profeta, Masala, Meazzi, Capone, Staver, Moruzzi, De Marco, Franchini. Allenatore: Bucaro
CARRARESE (3-4-2-1): Bleve 6; Coppolaro 6, Illanes 6, Imperiale 6; Zanon 6.5 (35’ st Di Gennaro 5), Schiavi 7 (35’ st Zuelli 6), Capezzi 6.5, Cicconi 6.5; Finotto 7, Della Latta 7 (27’ st Belloni 6); Capello 6.5 (22’ st Palmieri 6). A disposizione: Tampucci, Mazzini, Cerretelli; Grassini, Boli, Di Matteo. Allenatore: Calabro
Arbitro: Delrio di Reggio Emilia
Reti: 2’ pt Della Latta, Merola (rig.), 47’ st Finotto, 51’ st Pierno.
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 2.965 per un incasso di 19.850 euro (abbonati 1.639 per un rateo di 9.627), ospiti 35. Ammoniti: Milani, Di Pasquale, Della Latta, Imperiale, Calabro (allenatore Carrarese), Cicconi, Schiavi, Pierno, Capezzi. Angoli: 7-1 per il Pescara. Recupero: 3’, 6’.
PESCARA
Minuto 96, quando l’ennesima beffa era stata servita con freddezza da Finotto e dalla Carrarese ecco la giocata del duo Brosco-Pierno che ha regalato il meritato pareggio al Pescara: assist del capitano biancazzurro e sinistro perfetto del terzino ex Lecce. Finisce 2-2 all’Adriatico la gara tra Pescara e Carrarese, «come una vittoria» ha detto Bucaro nel dopo partita e se, l’affermazione del tecnico biancazzurro è veritiera, si capirà venerdì prossimo a Rimini. Perché il Pescara avrà l’obbligo di eliminare quel blocco mentale che ha reso a tratti imbarazzante in fase difensiva il primo tempo. Meglio, molto meglio nella ripresa e a conti fatti il pareggio è il risultato più giusto.
Curva Nord vuota nei primi 45’, continua la protesta della tifoseria biancazzurra che ha sempre nel mirino il presidente Daniele Sebastiani ma alla fine sugli spalti è arrivato anche qualche timido applauso per una squadra che ha lottato con il cuore. Bucaro sorprende tutti: “au revoir” al 4-3-3 di Zeman e primo vero segnale di stacco dal recente passato. C’è la difesa a tre con Tunjov trequartista e il tandem Merola-Cuppone in attacco.
A centrocampo Aloi e Squizzato: buona la partita dei due mediani. I primi minuti in particolare, il primo tempo in generale spiegano cosa può significare quando una squadra mentalmente non è serena. Errori, a tratti orrori imbarazzanti in fase difensiva e la Carrarese può segnare tanti gol. Per fortuna del Pescara ne arriva solo uno al pronti via. Cross dalla destra che arriva al limite dell’area piccola, Brosco è scavalcato, Pellacani si perde Della Latta che, dopo 2’, da due passi batte Plizzari. Il portiere biancazzurro ha bloccato il pallone quando aveva già superato la linea bianca e la partita è tutta in salita. Potrebbe diventare presto un Everest da scalare il match per i biancazzurri ma Della Latta da vicino calcia alto, poi Capezzi dopo una corta respinta calcia a botta sicura. Plizzari fa il miracolo e salva.
Il Pescara? Sostanzialmente non pervenuto, Tunjov in pieno recupero spaventa il potere toscano ma è troppo poco per acciuffare il pari. Meglio la ripresa. Bucaro lascia Di Pasquale negli spogliatoi: già ammonito, il rischio rosso è troppo grande. Al suo posto Mesik. Piano piano il Pescara si accende, Tunjov crea i presupposti per il pari ma il Pescara è sfortunato.
Bucaro indovina dalla panchina la mossa giusta. Dentro Cangiano e Accornero e con tre attaccanti piccoli il Pescara inizia a creare pericoli.
La Carrarese spera di non vedere più dalle sue parti Cangiano perché l’ex Bologna tra slalom e sprazzi di qualità diventa immancabile e nel finale inventa la giocata del rigore. Merola riporta in parità il match dagli 11 metri. Corre il 45° ma la partita non è finita. Anzi le vere emozioni devono ancora cominciare. Cinture allacciate perché Merola regala il match ball ad Accornero: fallito da ottima posizione. Poi Finotto (Mesik poteva fare di più) di testa gela l’Adriatico e quando stanno per scadere i 6’ di recupero Brosco inventa l'assist per Pierno che firma il definitivo 2-2. Pescara sempre al sesto posto in classifica e venerdì a Rimini nuovo test per capire se la crisi (mentale) è veramente alle spalle.
Enrico Giancarli
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