Il Pescara verso il baratro a Cosenza l’ultimo appello

Solo una vittoria sabato può dare speranza, ma l’impresa è ardua
PESCARA. Stavolta è davvero l'ultima chiamata. Per molti tornare in corsa per i play out è pura illusione, invece il Pescara crede davvero di avere in mano un'altra chance per riaprire i giochi. La resa dei conti è in programma sabato a Cosenza (ore 14). Lì il verdetto sarà inappellabile, in caso di sconfitta o pareggio per i biancazzurri si spalancherebbero definitivamente le porte della serie C. Solo una vittoria potrebbe restituire una piccolissima speranza di avvicinarsi ai play out, o forse sarà un semplice prolungamento dell'agonia.
La seconda ipotesi è sposata da una larghissima maggioranza, secondo cui il pareggio di due giorni fa all'Adriatico contro l'Entella ha certificato la retrocessione anticipata. Gianluca Grassadonia rifiuta la tesi e continua a sperare. «Non siamo retrocessi», ha gridato l'allenatore al termine del match di martedì. «Ma è chiaro che bisogna vincere a Cosenza». Proprio i silani, nella passata stagione, si sono resi protagonisti di uno scatto forse irripetibile. Prima dello stop al campionato causato dalla pandemia erano considerati spacciati, invece, alla ripresa del torneo hanno conquistato la salvezza diretta grazie ai 22 punti collezionati nelle ultime 10 partite. Il miglior rendimento in Europa dopo il lockdown. Stesso percorso del Trapani che, grazie a un ottimo girone di ritorno e a uno sprint finale pazzesco (12 punti nelle ultime 5 partite) ha scalato posizioni. E senza la penalizzazione di due punti per irregolarità amministrative, i siciliani sarebbero andati ai play out, invece il -2 ha rimesso in gioco proprio il Pescara che ha giocato (e vinto) lo spareggio contro il Perugia.
Dunque, alla squadra di Grassadonia servirebbe un'accelerazione simile per tornare in corsa: in poche parole, un miracolo sportivo. Basta vedere i numeri dei biancazzurri per soffocare l'entusiasmo del più inguaribile ottimista. Forse un solo dato è sufficiente per etichettare la missione come impossibile. Il Delfino, infatti, non ha mai vinto due partite di fila nel torneo in corso. Per giunta, nell'ultimo turno, la squadra non è stata capace di battere nemmeno un avversario ormai retrocesso. Quello con l'Entella è un pareggio che per molti sa di resa incondizionata, resta da attendere solo lo sconforto dell'aritmetica per certificare il ritorno in C. C'è, però, anche un dato positivo che riguarda il cammino recente.
Il Pescara, infatti, è imbattuto da quattro partite nelle quali ha totalizzato 6 punti (successo con il Pisa, pareggi contro Monza, Brescia ed Entella). Non è mai successo negli ultimi due campionati. Per trovare un ruolino simile bisogna tornare indietro al torneo 2018-19, quando in panchina c'era Bepi Pillon e il Delfino perse la semifinale play off contro il Verona. Partenza anticipata. Questa mattina allenamento e, dopo pranzo, la squadra partirà per il ritiro a Cosenza con un giorno di anticipo. Rispetto al match con l'Entella, oltre a qualche giocatore positivo al Covid, Grassadonia conta di riavere pienamente a disposizione Sorensen e Maistro.
Giovanni Tontodonati
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