Il Pescara è allo sbando Baroni a rischio esonero

26 Ottobre 2014

La cinquina del Carpi scatena la contestazione dei tifosi, squadra in ritiro

PESCARA. Una disfatta. Di male in peggio questo Pescara che incassa una cinquina dal Carpi, nuova capolista della serie B insieme al Frosinone, al Trapani e al Bologna. Perde anche la faccia, si sgretola e rimedia una figuraccia memorabile. Cinque sconfitte in dieci gare, quanto basta per scatenare la contestazione dei tifosi che prendono di mira l’allenatore Baroni e la società, in particolare il presidente Sebastiani. Che reagisce mandando la squadra in ritiro in vista della sfida di Bari in programma martedì sera.

Brutto Pescara crollato già alla fine del primo tempo chiuso con due gol al passivo e in dieci contro undici. Squadra inguardabile, senza gioco e attributi quella di Baroni. Sebastiani gli aveva chiesto una prova coraggiosa, una squadra in grado di imporre il proprio gioco. E lui, il tecnico toscano, ha regalato al presidente e ai tifosi un pomeriggio di umiliazione. Pescara ridicolizzato dal Carpi. L’ha persa Baroni, prim’ancora che il Pescara, la partita. Uno spasso per Fabrizio Castori, tecnico degli emiliani, che finalmente è riuscito a vincere all’Adriatico-Cornacchia. Una passeggiata costruita con percussioni centrali che hanno messo in ginocchio i biancazzurri. Prova incolore fino al 26’ quando l’arbitro Riccardo Pinzani di Empoli cade a terra dopo essere venuto a contatto con Gagliolo. Una caduta rovinosa, a tal punto che poi gli è stata diagnosticata la rottura del tendine d’Achille della caviglia destra. Probabilmente, carriera finita.

Partita sospesa per sei minuti, dopodiché il fischietto passa al quarto uomo, Giuseppe Strippoli di Bari. Inizia un’altra partita che esalta il Carpi e umilia il Pescara. Che non è nemmeno fortunato. A Vicenza gli errori di Aureliano di Bari, ieri quello di Matteo Bottegoni, il secondo assistente, quello sotto i distinti, che, al 44’, non vede il fuorigioco di Mbakogu che viene falciato da Aresti in uscita. Un Aresti che già aveva sventato in precedenza altre due incursioni centrali degli emiliani. Questa volta non ci riesce e il fallo al limite dell’area gli costa il cartellino rosso. Pescara in dieci, il Carpi ne approfitta con un uno-due terrificante. Sblocca il risultato, al 47’, con una penetrazione centrale (l’ennesima) di Concas che infila Fiorillo. Poi, al 49’, il portiere ci mette del suo sulla conclusione non irresistibile di Letizia. Partita finita all’intervallo. Tifosi che lasciano la curva e si pongono sul piede di guerra. Nella ripresa appena trenta secondi e Letizia approfitta della dormita della difesa per il tris. Non è finita perché sulle macerie del Pescara passeggia Mbakogu che, al 15’ e al 39’, mette a segno altre due reti, certificando il futuro dei biancazzurri, ovvero un campionato di sofferenza inseguendo la salvezza. Nove punti in dieci gare significano che ci sarà tanto da soffrire.

E Marco Baroni? C’è solo Daniele Sebastiani a difenderlo. E’ lui che lo ha scelto, a dispetto dei due direttori, Repetto e Pavone. Il tecnico sarà in panchina martedì sera a Bari (l’anno scorso al San Nicola fu esonerato Marino), ma un altro rovescio potrebbe essergli fatale. A quel punto due le soluzioni: richiamare Pasquale Marino (ancora a libro paga) oppure promuovere Massimo Oddo dalla Primavera. Difficilmente, la società chiamerà un altro allenatore, ce ne sarebbero troppi da pagare.

Baroni non è entrato nel cuore dei tifosi e il crollo della squadra ieri significa che non è nemmeno in piena sintonia con i giocatori. Il pubblico ama un Pescara in grado di fare gioco, con il tecnico toscano questo non è mai avvenuto. Probabilmente, certe cose non le ha nelle corde. La figuraccia di ieri e l’avvio di campionato negativo sono figli di errori strategici. Errori che hanno carratterizzato gli ultimi tre anni.

@roccocoletti1

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