Il Pescara è spento: arriva il primo stop

22 Agosto 2022

Delfino distratto e con poche idee, il Rimini (serie C) vince con un gol di Santini. Colombo preoccupato in vista del campionato 

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PESCARA (4-3-1-2): Plizzari (71' Sommariva); Cancellotti (75' Saccani), Milani (60' De Marino), Boben (46' Ingrosso), Pellacani (75' Veroli); Kraja (46' D'Aloia), Mora (83' Amore), Germinario (60' Mehic); Kolaj (65' Gyabuaa); Lescano (71' Blanuta) Cuppone (71' Chiarella). A disposizione: D'Aniello. Allenatore: Colombo

RIMINI (4-3-3-): Galeotti; Laverone, Haveri (65' Regini), Allievi, Pietrangeli; Tanasa, Tonelli (80' De Rinaldis), Rossetti; Santini (75' Mencagli) Gabbianelli (65' Rosso) Piscitella (89' Tonafari). A disposizione: Zaccagno Accursi Sereni Cherubini Acquistapace Panelli. Allenatore: Gaburro.

Arbitro: Tribuiani di Pescara
Reti: 57' Santini (Rimini).
Note: spettatori 350 circa
SILVI
Suona un gran campanello d’allarme in casa biancazzurra. E non per il risultato dell’amichevole, quanto per la poca qualità vista in campo e per l’evidente differenza di passo degli avversari. Il Rimini vince con merito 1-0 allo stadio Ughetto Di Febo di Silvi e per il Pescara c’è tanto lavoro da fare in vista del campionato. Squadra con poche idee offensive e in difficoltà sulla pressione dei biancorossi romagnoli che sfrecciano come intercity intorno al centrocampo biancazzurro: a due settimane dall’inizio del campionato contro una squadra della stessa categoria non è un bel segnale.
Le scelte. Colombo propone il 4-3-1-2 e in mediana Kraja fa il metodista con Germinario e Mora ai lati. I guai arrivano proprio da quel reparto perché l’ex Atalanta è in palese difficoltà a fare il regista, Germinario corre tanto ed è forse il migliore per abnegazione, ma per Lescano e Cuppone avere un pallone giocabile sarà spesso un miraggio. Kolaj? Ha numeri importanti, ma troppe volte si assenta dalla partita ed è poco incline alla fase di non possesso: un problema in più per il tecnico Colombo. Nel primo tempo il Rimini fa la partita con facilità anche se Plizzari non correrà quasi mai pericoli. Al contrario il collega Galeotti fa di tutto per regalare al Pescara il vantaggio perdendo un banale pallone e per poco Lescano non ne approfitta. Boben fa fatica nelle chiusure, Pellacani è una bella sorpresa ma è soprattutto a centrocampo dove occorre trovare una soluzione.
I cambi. Lo sa bene il tecnico Alberto Colombo che ad inizio ripresa manda in campo il giovane D’Aloia (in uscita e sul mercato) per Kraja e inserisce ingrosso per Boben. Le cose sembrano andare meglio perché D’Aloia ha le caratteristiche per interpretare il ruolo di regista, ma, su un errore biancazzurro, Santini va via sul filo del fuorigioco e fulmina Plizzari (12’ st). D’Aloia prova a verticalizzare, il Pescara cerca di alzare la testa ma non è supportato dalla spinta necessaria sulle fasce.
Lescano è isolato e gli unici pericoli arrivano quando Cuppone prova ad attaccare alle spalle la difesa ospite. Iniziano i cambi, il Pescara “due” gioca meglio di quello dei titolari con Mehic, Blanuta, De Marino e Chiarella. Blanuta per due volte impegna Galeotti da lontano, D’Aloia prova il destro in corsa e sfiora il palo.
I segnali. Ma le indicazioni vere sono arrivate nella prima ora di gioco e da salvare ieri c’è solo Pellacani in difesa e la capacità di attaccare la profondità di Cuppone. Germinario c’è ma non è giusto caricarlo di responsabilità. Dove si è acceso il semaforo rosso? Nella costruzione del gioco ed è la somma di tanti piccoli aspetti: la mancanza di un play di qualità, di una mezzala di struttura, Kolaj che si eclissa troppo e il mancato supporto dei terzini. Di lavoro da fare è tanto, ma non può prescindere dal mercato e, visto il precampionato, non basta un rinforzo per reparto. Aloi? Tra tre o quattro giorni si allenerà in gruppo ma il centrocampo ha bisogno di ulteriore energia.
Il volto nuovo. Erdis Kraja nel dopo partita analizza la sconfitta. «Abbiamo sofferto molto quando il Rimini ci ha pressato e non siamo stati bravi ad uscire bene. Di sicuro in settimana analizzeremo la partita e cercheremo di capire dove migliorare. La mia posizione? Posso fare tutti i ruoli del centrocampo e sono a disposizione dell’allenatore. Di sicuro mi piace avere la palla tra i piedi. Pescara? Anche se ci sono state delle situazioni da risolvere appena ho saputo dell’interesse dei biancazzurri non ho avuto dubbi e ho dato la mia massima disponibilità».
Enrico Giancarli