«Il Pescara è squadra da prime posizioni»

Colantuono: «È un gruppo giovane che ha bisogno di tempo. Frosinone, Bari e Palermo il top della serie B, ma Zeman...»
PESCARA. Sette punti in sei gare. Tre rimonte di fila subite prima dello strano pareggio (0-0) a Cremone. Il Pescara è indecifrabile, un vero e proprio rompicapo per tifosi e addetti ai lavori. La pensano così anche molti tecnici e opinionisti che conoscono a fondo la B. Alla vigilia della trasferta a Carpi (domani alle 15) abbiamo raccolto il parere di alcuni esperti sull’undici di Zeman.
Stefano Colantuono. Reduce da una stagione sfortunata sulla panchina del Bari, Colantuono ha vinto due campionati di B alla guida dell’Atalanta nel 2006 e nel 2011. Quest’estate l’ex tecnico di Torino e Palermo ha fatto un salto a Rivisondoli per salutare Zeman. «Il Pescara è una squadra giovane che ha bisogno di tempo per esprimere il suo potenziale. Nonostante ciò, nelle prime sei partite ha già fatto vedere cose importanti. Penso ai tre gol segnati al Frosinone che è la grande favorita per la promozione insieme a Bari e Palermo. Le rimonte subite? Se ne è parlato tanto perché sono arrivate una dietro l’altra, ma non ne farei un dramma. Certo, a livello psicologico i giocatori posso avere avuto contraccolpi. Si può avvertire la paura di vincere, però a Cremona c’è stata una buona risposta. Il Pescara può competere per i primi posti».
Fabrizio Castori. Il protagonista della prima storica promozione in A del Carpi è in attesa di una panchina. Intanto, l’ex tecnico di Lanciano e Castel di Sangro segue con interesse il torneo cadetto. «La fase offensiva del Pescara è già buona. Bisogna migliorare l’attenzione perché i biancazzurri si espongono al contropiede avversario. E la gara di domani è l’esame più duro. Dico questo perché in B nessuno sfrutta le ripartenze meglio del Carpi. Dove arriverà il Pescara? È una buona squadra, però adesso è presto per fare un pronostico. Il torneo cadetto è imprevedibile».
Mimmo Di Carlo. L’allenatore di Cassino ha maturato una discreta esperienza in B (154 gare). Sabato scorso ha assistito a Cremone-Pescara. «Uno 0-0 impronosticabile. Il Pescara ha sofferto nella prima mezz’ora per ché la Cremonese era corta e aggressiva. Per me ha un ottimo organico, come minimo da play off. È una retrocessa e ha il dovere di lottare per tornare su. La serie A è una categoria che ti dà insicurezze se l’avventura si conclude con risultati negativi, ma offre anche certezze ai calciatori che hanno calcato campi prestigiosi. Le favorite? Su tutte il Frosinone, poi Palermo, Empoli, Perugia e Pescara che un attacco fortissimo. Pettinari è partito alla grande, poi c’è Ganz che ha qualità notevoli. E non dimentico di Cappelluzzo: l’anno scorso mise in grande difficoltà la difesa del mio Spezia».
Alfredo Aglietti. Attende una chiamata anche l’ex tecnico dell’Ascoli che dice la sua sul Delfino. «Le rimonte subite potrebbero pesare. Bisogna prendere meno gol. È un Pescara “da rivedere”, anche se la squadra è obbligata a puntare in alto. Pettinari? Per le punte Zeman è l’allenatore ideale. Frosinone, Perugia e Palermo mi sembrano un gradino sopra a tutti».
Bortolo Mutti. L’ex allenatore del Palermo, in passato attaccante del Delfino, la vede così. «Finora il Pescara ha pagato le numerose distrazioni in fase difensiva, ma il gruppo crescerà e credo che alla fine potrà lottare per la A. Troppi giovani? In carriera Zeman è riuscito a responsabilizzarli e a motivarli».
Roberto Breda. L’ex Entella, conosce bene il gioco di Zeman. «Quando giocavo a Salerno mi allenava Delio Rossi che utilizzava i metodi del boemo, perciò non sono sorpreso dall’avvio altalenante. Serve tempo per oliare i meccanismi, ma la squadra sarà protagonista. Le rimonte? Quando ha subito gol la squadra ha avuto paura. Sono contento per Pettinari che ho avuto a Latina. È un ragazzo sensibile e intelligente, finalmente ha trovato la sua dimensione».
Claudio Onofri. L’ex tecnico del Genoa, ora opinionista Sky, è sorprerso dal Pescara. «Non è ancora la squadra di Zeman che le dà e le prende. I gol subiti non somigliano a quelli del passato, sono frutto di slegamenti tra i reparti. Non me la sento di dare un voto, però ho visto segnali incoraggianti. Ammiro il boemo, ma per me Benali è una mezzala...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

