Il Pistolero e il sardo: omaggio a Pantani

25 Maggio 2015

«Guardavo le sue corse in televisione, poi uscivo di casa con la mia bicicletta e provavo a scattare in salita come faceva lui. Sì, Pantani era un mio mito, se sono diventato un corridore lo devo...

«Guardavo le sue corse in televisione, poi uscivo di casa con la mia bicicletta e provavo a scattare in salita come faceva lui. Sì, Pantani era un mio mito, se sono diventato un corridore lo devo anche a lui. Mi sarebbe piaciuto vincere a Madonna di Campiglio anche per ricordarlo». Alberto Contador non ha dimenticato Marco Pantani (alla vigilia gli aveva dedicato un tweet), nel giorno del tappone in cui ieri tutti parlavano dello scalatore di Cesenatico.

Avrebbe voluto vincere Contador, ma... «Le corse vanno così – ha detto – tutti vogliono vincere una tappa del Giro, ancor di più quando si arriva in un posto come Madonna di Campiglio diventato mitico perché ha segnato la vita di una grande come Pantani. Ma la corsa si è messa in questo modo e alla fine ha vinto Landa, sono contento per lui gli ho fatto i complimenti».

Ora l’Astana però ha due uomini che seguono (anche se a rispettosa distanza) la maglia rosa in classifica. Poi una constatazione destinata a lasciare in segno. «Landa oggi (ieri ndr) stava meglio di Aru». Uno sguardo al futuro, non fino a una partecipazione alla Vuelta che avrebbe del clamoroso.

«Io guardo avanti al massimo fino a domenica, ora sono concentrato sul Giro che è una corsa impegnativa. Lo sprint per guadagnare due secondi al traguardo volante? Uno sgarbo ad Aru? No, solo la necessità di guadagnare quanto più possibile. La corsa rosa è piena di insidie. Voglio vincere il Giro, poi riposerò il fisico e la mente, perché vincere una corsa tappe è anche una questione di testa, e preparerò il Tour... la Vuelta sarebbe decisamente troppo».

Sicuri che alla fine, naturalmente se dovesse realizzare la doppietta, Contador non farebbe un pensierino tanto per entrare nella leggenda?».

Il campione spagnolo è raggiante, lancia la mascotte del Giro, che ha ricevuto in regalo sul podio, a un’addetta di Rcs. Poi se ne va.

Fabio Aru? Omaggio a Pantani: «Un mito». Poi: «Grandissima Astana – ha detto – abbiamo voluto fortemente tenere il ritmo altissimo per staccare i rivali e vincere la tappa. Obiettivo raggiunto, Landa se la merita tutta». Il sardo poi mette in chiaro una cosa. «Ragazzi, non stiamo cercando di vincere il Giro contro un corridore qualsiasi. Alberto Contador è un fuoriclasse, non è decisamente facile staccarlo in salita. È un campione. La mia squadra ha fatto un grande lavoro, e io cercherò di continuare a fare bene».

Un concorrente dentro casa?. Mikel Landa conferma, si dice pronto anche a “saltare” se la corsa di Aru lo richiederà. E, timidamente, ammette: «Sì, alla Vuelta mi piacerebbe fare il capitano». Il basco va forte. era un bambino quando Pantani correva, ma anche per lui «Marco è un mito». (a.s.)

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