Il processo Dirty Soccer da Catanzaro a Napoli

14 Maggio 2016

Accolta dal Gip l’eccezione di incompetenza territoriale, si sposta anche il filone di Savona-Teramo

TERAMO.

“Dirty Soccer”, l’inchiesta penale che ha innescato l’ennesimo scandalo del calcio scommesse, riparte da capo con tempi destinati ad allungarsi. Ieri mattina nell'udienza fissata per l'incidente probatorio sui telefoni cellulari e i tablet degli indagati, il gip di Catanzaro ha sciolto la riserva accogliendo l'eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa di Antonio Ciccarone, ex direttore sportivo del Neapolis e tra i primi iscritti nel registro degli indagati dell'inchiesta scattata più di un anno fa. Il gip ha disposto la trasmissione degli atti del procedimento alla procura di Napoli, ritenuta territorialmente competente nelle indagini perché i fatti che sono stati contestati a Ciccarone si sarebbero svolti in quel territorio o da lì sarebbero partiti. Di conseguenza, tutta l’inchiesta con il suo carico di indagati trasloca a Napoli. La procura partenopea, prima di fare qualsiasi richiesta al gip, dovrà riformulare l’avviso di conclusione delle indagini che dovrà essere notificato a tutti gli indagati. Naturalmente con scontate ripercussioni sui tempi di tutto il procedimento. L'incidente probatorio era stato chiesto dai difensori degli indagati e riguarda anche i cellulari e gli strumenti informatici sequestrati al presidente del Teramo Luciano Campitelli e all'ex direttore sportivo Marcello Di Giuseppe. Gli altri indagati del filone relativo alla partita Savona-Teramo, l’illecito sportivo per il quale il Teramo calcio si è visto revocare la serie B, sono Marco Barghigiani (ex consulente del Savona), Giuliano Pesce, Ercole Di Nicola (ex responsabile dell’area tecnica dell'Aquila calcio), Davide Matteini e Ninni Corda. Quello dell’incompetenza territoriale è un tema già sollevato per l’inchiesta Dirty Soccer da numerosi legali. A cominciare dall’avvocato Libera D’Amelio, difensore di Di Nicola e Di Giuseppe, ex ds del Teramo, che più volte nel corso delle indagini aveva posto il problema. Ieri, ad un anno dall’avvio dell’inchiesta e nell’udienza dell’incidente probatorio chiesto dai difensori dei vari imputati, il gip del tribunale di Catanzaro ha accolto l’eccezione.©RIPRODUZIONE RISERVATA