Il re della Majella è colombiano: Quintana in rosa

Il sudamericano brucia Nibali e vince sul Blockhaus Moto della Polizia causa una caduta a 15 km dalla fine
INVIATO A PRETORO. Sudore, cadute e polemiche. Il re del Blockhaus è colombiano. La salita più dura del Giro, quella che lanciò Eddy Merckx, è tutta del “cioccolatino” Nairo Quintana, che diventa padrone incontrastato del Giro del Centenario strappando la maglia a Jungels. Dinamite nelle gambe per il mingherlino scalatore della Movistar, di gran lunga uno team più forti presenti alla Corsa Rosa.
La Majella come le Ande, per il 27enne di Cómbita, che sembra conoscere dettagliatamente la tremenda salita della nona tappa. Bruciato, staccato, ma non umiliato, Vincenzo Nibali, che arriva con quasi un minuto di ritardo sulla Majella, che gli costa il quinto posto in classifica generale, a 1’10” dalla maglia rosa. Spettacolo, sole e tifo, tanto tifo, per le strade d’Abruzzo, ma anche una brutta caduta.
Una maxicaduta degli uomini Sky ai -15 dall’arrivo: impatto terribile con una moto della polizia a bordo strada, a terra finiscono i due capitani Landa e Thomas che dicono così addio alle ambizioni di podio. Polemiche aspre, che fanno rumore con Thomas che definisce «Ridicolo» l’accaduto. «In una grande corsa non possono accadere certe cose», rincara la dose il corridore del team Sky, che ha la peggio insieme al suo compagno di squadra Mikel Landa, comunque giunti sul traguardo, sia pure a pezzi. Quintana, dunque, si prende la tappa del Blockhaus, bruciando Nibali con uno scatto che non lascia scampo, a 3,6 chilometri dall’arrivo. Il colombiano, anche prima, aveva fatto capire di essere il più in forma di tutti. Ai -6 scatta e viene ripreso. Ci riprova ai -5,3 km, poi ai -4,7, quando la pendenza raggiunge il 14 per cento, ed è la fuga buona: quella che vale la vittoria e la maglia rosa. Pinot e Nibali non riescono a fare nulla, anzi il siciliano (a 3 chilometri e mezzo al traguardo) si arrende pure al francese e viene superato in seguito sia da Dumoulin sia da Mollema, piazzandosi al quinto posto con 1' di ritardo dal vincitore. La classifica vede adesso comandare Quintana, con 28” su Pinot, Dumoulin a 30”, Mollema a 51” e Nibali a 1'10”.
La tappa, partita da Montenero di Bisaccia, ha regalato emozioni fin dall'inizio, con una maxifuga dopo pochi chilometri, annullata poi a poco più di 10 km dall'inizio della salita.
Quei 13 chilometri di salita, con pendenze fino al 15 per cento, dunque hanno fatto la selezione, anche se la caduta degli uomini Sky ha scremato il gruppo. Sono riusciti in pochi a far ruggire le gambe. Una pendenza importante, alcuni hanno detto che questa è la salita più dura del Giro, paragonata come pendenza al Colle delle Finestre, senza lo sterrato. I battistrada sono saliti sfidandosi con rapporto 39x30, a volte anche 32 per stare un po’ più “comodi”, come il vincitore Quintana, che è salito sul Blockhaus con grande tranquillità andando ad affondare i colpi nell’ultimo tratto. La Carovana Rosa ha dispensato sorrisi e preso applausi nell’Abruzzo martoriato dal terremoto, dalla neve e dalla tragedia di Rigopiano. In migliaia sul Blockhaus fin da sabato sera, un fiume di gente ha accompagnato la Corsa rosa lungo le strade delle province di Chieti e Pescara. Mare e montagna, le bellezze abruzzesi in vetrina. In mostra come le eccellenze in questo sport: Dario Cataldo, Giulio Ciccone e Giuseppe Fonzi. Il miglianichese Cataldo è stato il primo del tris abruzzese sul traguardo, esattamente 13°, con 3’ di ritardo. Il teatino Ciccone 40° (a 7’58”) e il pescarese Fonzi è arrivato penultimo, piazzandosi 188° (ritardo di 34’05”). Risultato agrodolce per i corridori “Made in Abruzzo”, che oggi, come il resto della Corsa Rosa, osserveranno un giorno di riposo per rinvigorire muscoli e cervello, prima della cronometro in programma domani, con la Foligno-Montefalco. Una tappa che potrebbe regalare sorprese. Nibali spera di rosicchiare secondi a Quintana, che non è un grande amante delle corse contro il tempo, ma il favorito è Dumoulin.
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