Il ritorno di Fabio Prosperi nel nome del padre

11 Settembre 2024

L’allenatore della Pianese è pescarese e figlio di Edmondo, ex calciatore ed ex secondo di Galeone

Era un bambino quando il papà lo portava allo stadio e lui scorazzava in lungo e in largo sul campo in erba. Erano gli anni d’oro del Pescara. Anni Ottanta. Per tutti era il figlio di Edmondo, quasi una mascotte per i biancazzurri dell’epoca; lunedì tornerà all’Adriatico da allenatore della squadra avversaria, quella Pianese che ha portato in Lega Pro nel maggio scorso. Il bambino oggi è un uomo, un marito, un padre e un tecnico capace di farsi da solo. È Fabio Prosperi, 45 anni, figlio di Edmondo, oggi 79enne, prima giocatore del Pescara e poi allenatore in seconda di Giovanni Galeone, stagione 1986-87, la prima promozione in A del Gale in biancazzurro. «L’ultima volta sono stato all’Adriatico-Cornacchia per un Pescara-Pontedera dei play off; in mezzo al campo, invece, un Pescara-Taranto, entrai a venti minuti dalla fine con la maglia del Taranto. Era il 2008». A Pescara ha fatto le giovanili. «Sì, tutta la trafila. In prima squadra, però, non ho mai esordito. Soltanto qualche panchina con Viscidi prima e con Delio Rossi poi. Mi sarebbe piaciuto, onestamente, esordire con la maglia della squadra della mia città. Pazienza…». Magari un giorno allenerà il Pescara? «Pensiamo ad oggi, sognare non ha senso...». E il posticipo di lunedì sera? «Non lo so, vedere Lucianino (Luciano Palombi, ndr) e tanta altra gente mi farà un certo effetto. Non sarò Fabio, ma l’allenatore della squadra avversaria». Emozionato? «Nei 90’ sicuramente no, ormai mi conosco. Ma prima e dopo sarà strano. Molto strano. Magari verrà anche mio padre allo stadio. Magari si schioderà da quella sedia davanti alla televisione di casa. E poi gli amici. Ex compagni di scuola, amici del mare e tanta gente che conosco e che va allo stadio. Farà uno strano effetto».
Mai avuta l’occasione di allenare il Pescara? «No, e con quale curriculum? Dove mi presento?». Beh, però, è in Lega Pro? «Certo, perché nella passata stagione abbiamo fatto un miracolo. La nostra squadra rappresenta un paese di 3.600 abitanti (Piancastagnaio, in provincia di Siena). Allo stadio il record di presenze l’abbiamo stabilito contro il Perugia, 1.400 paganti. Eppure ci siamo messi alle spalle Siena, Livorno e altre big. Ora dobbiamo confermarci».
Seconda volta in Lega Pro, buona partenza. «Buona per le prestazioni, ma la classifica poteva essere migliore. Ho una squadra con poca gente che ha fatto la C, ma con tanti ragazzi desiderosi di emergere». E lei come è arrivato alla Pianese? «Il direttore sportivo è Cangi con cui ho giocato in passato al Castel di Sangro (in serie C, ndr). Mi conosce e mi ha voluto con sé».
Una svolta nella carriera in panchina dopo tanta serie C da calciatore. «Ho pagato per scelte sbagliate. Quando ti ostini a voler fare calcio laddove non è possibile alla lunga paghi. E io ho pagato in diverse occasioni. Però, laddove mi è stata data la possibilità di iniziare e finire la stagione ho sempre fatto bene». Più tarantino o più pescarese? «Io sono di Pescara. Ho messo su famiglia a Taranto, ma io sono pescarese. A Taranto ho giocato dieci anni e in più ho iniziato la carriera da allenatore nelle giovanili. Ho conosciuto mia moglie Serena e sono nati Matteo Edmondo e Giada rispettivamente di 10 e 6 anni». Parliamo del Pescara. «C’è poco da dire. E’ una squadra che lotterà fino alla fine per la promozione: ha tutto, allenatore, squadra, società, pubblico e città. Non manca nulla». Lunedì sera? «Beh, immagino un ambiente carico dopo il successo di Rimini. Al di là delle emozioni che proverò prima e dopo la gara, sono certo che servirà una grande prestazione per tornare a casa con un risultato positivo. Certo, sarà strano vedere la faccia di tanti amici che mi vedranno con gli occhi dell’avversario». E Baldini? «Tanto di cappello, in C è sprecato».
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