Il ritorno di Festuccia: L’Aquila nel cuore

L’avanti cresciuto nella squadra neroverde a 35 anni ha lasciato i Wasps London e giocherà a Parma nelle Zebre
L’AQUILA. Festuccia torna in Italia. Il tallonatore aquilano, torna nella franchigia delle Zebre, dopo tre stagioni nei Wasps London insieme al suo concittadino e amico Andrea Masi.
«Sarò sempre grato al director of rugby Dai Young», afferma l’atleta aquilano, che ha collezionato con i Wasps 45 presenze, di cui 32 da titolare nella Premiership e ha chiuso l’esperienza in Inghilterra segnando una meta nella sconfitta 34-23 delle Vespe nella semifinale per il titolo contro gli Exeter, «per avermi dato l’opportunità di giocare in un club così prestigioso e di confrontarmi in un campionato difficile come quello inglese. Nella mia decisione hanno preso il sopravvento il marito e il padre sull’atleta di rugby. Sono felice perché tornerò a giocare in Italia in un club importante, in una città che mi ha adottato e mi ha lanciato nel rugby internazionale».
A 35 anni, Festuccia si appresta quindi a trasferirsi a Parma per iniziare una nuova avventura professionale, con la maglia della franchigia del Nord Ovest «Mi sento bene, posso giocare ancora qualche anno ad alto livello», conferma l’atleta di prima linea, che nella sua brillante carriera ha disputato oltre 50 partite nelle coppe Europee e ha giocato nei tre principali campionati professionistici dell'emisfero Nord, «voglio mettere a disposizione dei più giovani la mia esperienza e dare il mio contributo quando verrò impiegato».
La retrocessione dell’Aquila in serie A è stata un duro colpo per tutto l’ambiente, anche per quegli atleti che giocano fuori città, ma i nuovi tecnici scelti danno ampie garanzie di rinascita. «Sono legatissimo ai colori neroverdi e seguo sempre i risultati», dice l’avanti che ha esordito il 6 dicembre 1998 con L’Aquila contro il Petrarca. «Mi è dispiaciuto della retrocessione per i tanti tifosi e addetti ai lavori, miei amici e concittadini. Conosco i nuovi tecnici per aver giocato con Pierpaolo Rotilio e sono stato allenato da Vincenzo Troiani, ho grande fiducia sul loro lavoro. L’Aquila ha sempre un posto speciale nel mio cuore, dove ho le radici, la mia famiglia e dove riesco a rigenerarmi dopo una stagione sportiva».
Nell’Italrugby è intanto iniziata l’era del tecnico irlandese Conor O’Shea, primo allenatore proveniente dall’isola smeraldo, che dopo aver concluso un percorso quinquennale con gli Harlequins, si appresta al tour estivo che vedrà gli azzurri affrontare l’Argentina (Santa Fè, 11 giugno), gli Stati Uniti (San Josè CA., 18 giugno) e il Canada (Toronto, 26 giugno).
«Faccio il mio in bocca al lupo al nuovo ct, sono sicuro che farà un ottimo lavoro», commenta Festuccia, che ha collezionato 54 caps, dal match contro il Galles del 15 febbraio 2003. Festuccia, tra gli idoli dagli appassionati più giovani della pallaovale in Abruzzo, ha voglia di scrivere ancora pagine di rugby. «Ho dato tutto me stesso per il rugby e ho avuto tanto», conclude il numero 2, «non ho rimpianti per quello che poteva essere e non è stato. Auguro a tutti i giovani che si avvicinano a questo splendido sport di vivere le emozioni che ho vissuto».
Tommaso Cantalini
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