Il Roseto si butta via e arriva un altro ko: il pubblico contesta

Pallacanestro A2. I tifosi lasciano il palazzetto a metà gara, il Mestre alla fine dilaga. (Nella foto di Marcocci, il pivot Jalen Cannon)
ROSETO. Davanti a un pubblico da infrasettimanale con tanto di Champions League, la Liofilchem Roseto perde clamorosamente l’importantissimo scontro diretto tra neopromosse contro Mestre, al termine di un match partito bene e finito malissimo.
Assenti per Roseto Sabatino e per Mestre Curry, il match parte bene per i rosetani, decisi ed efficaci, premiati dal +7 (11-4) del 5’, niente male pensando che dopo solo 2 minuti coach Ferrari deve tenere in panchina l’altro americano Stewart, già con due falli a carico. Sembra un abbrivio tutto da sfruttare e invece Roseto piano piano incomincia a sbagliare troppo, con una clamorosa stitichezza alle triple unita a una difesa che perde di efficacia sugli esterni avversari.
Mestre recupera e sorpassa in chiusura di 2° quarto con 2 bombe di Parravicini lasciato inspiegabilmente solo fronte canestro, francamente imbarazzante quando ti stai giocando la A2. Al 24’ il patatrac quando capitan Cinciarini è imperdonabile prendendosi due falli tecnici in fila per proteste e espulsione. Dalle tribune partono i cori di disapprovazione, Roseto sbanda continuando a commettere errori su errori perdendo calma ed efficienza, mentre Mestre invece segna quasi sempre con un super Reggiani, uno che in passato avrebbe potuto vestire il biancazzurro, e un ritrovato Stewart: al 27’ è notte fonda, parziale ospite 0-13 e 41-60 a tabellone, con coach Bassi a mettere in campo i 16 anni di Filippo Gaeta indispettito dall’atteggiamento dei suoi.
A quel punto, con 12 minuti da giocare è tutta Roseto a sfaldarsi come neve al sole, con il tifo organizzato a ripiegare gli striscioni e andare via, le tribune a zittirsi e la squadra a disunirsi, mentre il tempino si chiude con un parziale di 20-34 e 52-70 sul tabellone. Se non è game over poco ci manca.
L’ultima frazione Roseto prova a riavvicinarsi fino al -6 del 37’ (72-78) che non illude nessuno. Finisce tra i fischi una gara che ha visto Roseto scivolare in una mediocrità alla quale non si è mai messo davvero mano evidenziando ancora una volta una fragilità difensiva dal perimetro che accoppiata alla serata no al tiro pesante e alla solita difesa stretta degli avversari sul piccolo Robinson si è rivelato di nuovo un mix micidiale.
A Roseto, intesa come città, dirigenti, giocatori, tecnici e tifosi il compito di far quadrato: mancano 15 turni alla fine ed è ancora teoricamente possibile. Ma bisogna crederci davvero tutti e magari fare quel movimento di mercato che porti leadership e qualità perimetrale.
ROSETO – MESTRE 77-85
ROSETO: Gaeta, Cannon 20, Laquintana 7, Petrovic 9, Donadoni 11, Robinson 14, Landi ne, Del Chiaro 4, Tsetserukou 2, Timperi 4, Di Gregorio ne, Cinciarini 6. Allenatore: Bassi.
MESTRE: Giordano 6, Bechi 15, Galmarini 8, Porcu ne, Scarponi, Stewart 9, Kadjividi, Parravicini 20, Reggiani 13, Bonacini 9, Aromando 5. Allenatore: Ferrari.
Arbitri: Moretti, Di Martino, Gaia.
Note: Spettatori: circa 1.700 Progressivi: 18-15, 32-36, 52-70, 77-85. Roseto: Tiri da 2: 17/41 (42%); Tiri da 3: 5/24 (21%); Tiri Liberi: 28/31 (90%); Rimbalzi: 39 (28 dif.+ 11 off); Assist: 12; Perse/Recuperate: 7/6 Mestre: Tiri da 2: 13/27 (48%); Tiri da 3: 13/34 (38%); Tiri Liberi: 20/26 (77%); Rimbalzi: 42 (32 dif.+ 9 off); Assist: 14; Perse/Recuperate: 10/4.

