Il segreto di Super Mario: «Aspetto l’attimo giusto»

9 Dicembre 2018

Mandzukic insostituibile nella Juventus che macina record: «Non mollo mai» Mercoledì la sfida di Berna per blindare il primo posto in Champions League

TORINO. Brilla la luce della Juventus anche quando Cristiano Ronaldo, Dybala e Pjanic tutti insieme per una sera sono in ombra. Ci pensa 'SuperMario’ Mandzukic, già 7 gol in campionato, l'ultimo venerdì sera decisivo per battere l'Inter, oltre a tutto il corollario di palloni recuperati e di spazi creati. Sempre graffiante anche quando arretra in difesa, l'attaccante croato si avvicina al suo record in serie A con la maglia bianconera, 10 reti totali nella prima stagione a Torino. «Non mollare e aspetta il momento giusto...», è il segreto di Mandzukic. E pensare che poche settimane fa, quando il rientro da una distorsione a una caviglia tardava un po’, si era sparsa la voce che il croato fosse in rotta con Allegri. «Mario è preziosissimo», ha sempre risposto il tecnico bianconero a ogni sorgere di dubbio. E il numero 17 è tornato insostituibile: dopo le doppiette al Milan e al Parma, il pesante gol che aveva aperto la rimonta con il Napoli, e la rete decisiva in casa con il Valencia, con un tuffo coraggioso ha spianato la strada per la vittoria numero 14 (su 15 partite) della Juventus. Il Napoli resta a -8, ma Allegri non si era mai illuso in un risultato a sorpresa dal confronto degli azzurri con il Frosinone, intanto però il campo delle possibile antagoniste si è ristretto a una squadra sola, quella di Ancelotti. «I complimenti ai ragazzi sono d'obbligo», ha fatto sapere Allegri, soddisfatto per avere ammirato «concretezza, efficacia e gestione del ritmo». Pjanic fa lo spiritoso: «C'è chi va alla prima alla Scala e chi va a vedere la Prima allo Stadium». La Juventus fa ora rotta su Berna, mercoledì (ore 21) per l'ultimo atto della Champions contro lo Young Boys (ieri vittorioso 3-2 contro il Thun) che sta dominando la Super League svizzera. Solo vincendo avrà la certezza di mantenere il primo posto nel girone, che, in teoria, è insidiato dal Manchester United. I bianconeri hanno due punti di vantaggio sui Reds e arrivando appaiati in classifica - in caso di pareggio in Svizzera e contemporaneo successo degli inglesi a Valencia, sarebbero secondi per effetto della sconfitta subita in casa (2-1) con la squadra di Mourinho, più pesante dell'1-0 bianconero all'Old Trafford.
14 vittorie in 15 partite in serie A: se in Italia nessuno era mai stato capace di raccogliere 43 punti dopo le prime 15 giornate, lo stesso non si può dire per gli altri principali campionati europei. 14 vittorie e un pari, infatti, bastano per la Juve solo a eguagliare il primato già registrato in Liga, in Premier League e in Ligue 1. In quest'ultimo torneo la partenza a razzo è di recente memoria visto che è stata compiuta dal Psg proprio quest'anno. I parigini hanno ottenuto 14 successi di fila (altro record), trovando il primo pareggio contro il Bordeaux e non andando poi oltre il 2-2 a Strasburgo nella 16ª giornata. L'anno scorso, invece, è stata la volta dei Citizens di Guardiola. La prima squadra a battezzare questo primato è stato, infine, il Barcellona (se non si considera nell'era dei due punti e della vecchia First Division lo stesso score del Tottenham) versione 2012-13, il primo post Guardiola. Sulla panchina, infatti, c'era Vilanova e i blaugrana effettuarono lo stesso straordinario percorso poi replicato dal City, ovvero un girone quasi perfetto. Un solo pari, quello con il Real Madrid: un 2-2 spettacolare deciso dalle doppiette di Messi e Ronaldo. Lo stesso CR7 che ha partecipato al record della Juve e che, nonostante sia rimasto a secco contro l'Inter, rimane il re dei gol nel 2018 nei campionati europei, con 32 centri.
Angelo Caradonna