Il sogno di Ciccone: vincere nella mia terra

Il teatino della Bardiani Csf è l’unico abruzzese iscritto alla corsa: «Una soddisfazione enorme. A Roccaraso cercherò il colpo grosso»
CHIETI. La prima volta non si scorda mai. Giulio Ciccone, teatino della frazione Brecciarola, è al suo primo Giro d'Italia nell'anno del debutto tra i professionisti. Il 21enne corridore della Bardiani Csf (categoria Professional), unico abruzzese in gara alla Corsa Rosa, racconta al Centro le emozioni di questi giorni.
Ciccone, che sensazioni sta provando nell'affrontare il suo primo Giro d'Italia ?
«E' soddisfazione enorme. Non avevo mai preso parte ad un evento così importante. Mi sembra di vivere un sogno !».
Che effetto le fa essere l'unico abruzzese in gara ?
«Quando si sta in gruppo non si ha nemmeno il tempo di pensare. Non nego, però, che appena entreremo in Abruzzo un po' di emozione la proverò. E' affascinante correre vicino casa al primo Giro d'Italia. A Roccaraso troverò tanti amici e la mia famiglia».
Sta facendo un pensierino per provare a vincerla ?
«Mi sto concentrando, innanzitutto, per fare bella figura. Non riesco ad immaginare qualcosa in più, ma in cuor mio la voglia di fare un tentativo c'è».
Quando ha capito di essere stato scelto per il Giro?
«Ho iniziato a crederci nell'ultimo mese. Non me l'aspettavo, sinceramente, ma sto facendo bene fin dai primi giorni di questa stagione. Ad aprile, al Giro del Trentino, ho capito di avere delle chance concrete».
Come si trova alla Bardiani Csf ?
«Ho trovato un ambiente tranquillo e ottimi compagni di squadra. C'è una bella organizzazione. E' come una grande famiglia e ci si aiuta per qualsiasi cosa. Questo team crede nei giovani e io ne sono l'esempio. Avere tante opportunità, a 21 anni, non è roba da poco. Non dimentichiamo che qualche settimana fa ho avuto la fortuna di disputare anche l'Amstel Gold Race».
Quando ha corso la prima gara in bicicletta ?
«All'età di 8 anni, sulle strade di Manoppello. Ho sempre fatto tanti piazzamenti, mentre la prima vittoria l'ho ottenuta nel 2011, da Juniores, a Capodarco».
C'è un corridore al quale si ispira ?
«Ammiro molto gli spagnoli Contador e Rodriguez. Aspiro a diventare come loro (ride, ndc), ma non so se ho le stesse caratteristiche. Io sono uno scalatore dallo spunto veloce. Mi definirei uno scattista».
Chi è il favorito per la vittoria del Giro d'Italia ?
«Nibali. Nell'ultima settimana può fare la differenza, ma Valverde sarà un osso duro».
Il protagonista d'inizio Giro è il tedesco Marcel Kittel. Che impressione le ha fatto ?
«Sembra un gigante. Ha un fisico eccezionale. In volata ha una marcia in più. E' un personaggio anche al di fuori delle gare e si fa amare da tutti».
Lei è indicato da tanti come una delle speranze del ciclismo italiano. Avverte il peso di questo vista la giovane età ?
«Cerco di viverla con spensieratezza. Sto migliorando ma il percorso da fare è ancora lungo. Sono tranquillo proprio perchè noto dei miglioramenti costanti».
Qual è la corsa che sogna di vincere ?
«Tra le gare di un giorno la Liegi-Bastogne-Liegi e poi vorrei provare a vincere la tappa di un grande giro". Che obiettivo si pone in questo Giro d'Italia ? "Voglio essere utile alla squadra, fare esperienza e aiutare in salita i miei capitani Pirazzi e Bongiorno. Se poi dovesse uscire fuori qualcosa in più non mi tirerò di certo indietro...».
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

