Il Teramo baby continua a pareggiare

Bacio Terracino colpisce ma i biancorossi perdono il controllo della partita: il Gubbio li rimonta e nel finale li assedia
TERAMO. Inutile, anzi sciocco, star lì a recriminare sulla prima vittoria sfumata. Per quello che è il Teramo di questa stagione, e soprattutto per com’era il Teramo ieri, è un punto guadagnato. Basta guardare il tabellino: nell’undici di partenza già non c’erano Speranza e Proietti, due dei giocatori più esperti; strada facendo è venuto meno per infortunio Spighi (un altro pilastro) e al suo posto è entrato un ragazzo del ’99. Nel finale, con Caidi anche lui infortunato e in campo per onor di firma, e Piccioni sostituito dal baby Cappa, i biancorossi avevano in campo tre ’99, tre ’97, un ’96 e due ’95. Due dei ’99 (Piacentini e Cappa) erano al debutto assoluto in serie C. In sintesi: se già hai una squadra giovanissima, e poi ti capita una serie di disgrazie che toglie di mezzo i giocatori di categoria, come fai a vincere? Ti accontenti dei pareggini. Che alla lunga non potranno bastare, ma intanto ti tengono in linea di galleggiamento.
Il Teramo è stato in vantaggio per quasi un’ora grazie al primo gol di un suo attaccante, un’invenzione solitaria di Bacio Terracino che al 19’ ha rubato palla al giovanissimo play ospite Ricci, ha puntato l’area e dai 16 metri ha fatto partire uno dei suoi sinistri chirurgici. Il Diavolo aveva avuto un avvio da incubo, concedendo tre conclusioni pericolose al Gubbio nei primi tre minuti: la prima di Marchi e la terza di Lo Porto sventate da Lewandowski, la seconda – ancora dell’eterno Marchi – ricacciata da Spighi. Poi, però, i biancorossi si erano svegliati e avevano preso l’iniziativa. Prima del gol Piccioni era stato pericoloso due volte (colpo di testa alto su punizione di Ventola, tentativo sottoporta su cross di Mastrilli sventato dall’anticipo di Marchegiani) e poco dopo l’1-0 ci avrebbe riprovato (ancora di testa su cross di Ventola, fuori di pochissimo). Ma, dal 25’ in poi, la partita è stata in mano al Gubbio, che ha sfiorato il pari due volte tra il 32’ e il 33’: prima Caidi in scivolata ha murato Campagnacci, sull’angolo conseguente Lewandowski ha respinto corto un colpo di testa di Marchi e Piccinni ha tentato il tap-in, murato da Piccioni. Al 40’ Spighi si è fatto male, al suo posto Fiordaliso con Ventola spostato a mezzala. Al 43’ ancora Gubbio: Malaccari, solo soletto, dal limite ha concluso centrale.
Zichella ha provato a rianimare la squadra inserendo dal 1’ della ripresa il “deb” Piacentini e Zecca al posto di Mastrilli e Di Renzo, entrambi in affanno. Fiordaliso e Bacio Terracino sono passati a sinistra, dov’erano entrambi depotenziati, e dalla giovanissima catena di destra (Piacentini-Ventola-Zecca) si è capito subito che non si poteva pretendere nulla. Nel Gubbio proiettato in massa all’attacco facevano tutto o quasi Casiraghi e Marchi, che al 9’ hanno confezionato una palla-gol con tiro di pochissimo fuori del centravanti. Il difensore ospite Piccinni ha provato a fare un regalo al Teramo al 15’ ma Piccioni ha sprecato non servendo Bacio Terracino libero. Sull’ennesimo angolo (alla fine ne calcerà dodici, su almeno sei di questi creando pericoli) il Gubbio ha trovato il pari al 25’: mischione sottoporta risolto da Schiaroli. Poi ha continuato a spingere, addirittura assediando il Teramo nei minuti di recupero (quando Caidi era in campo zoppicante e la linea difensiva biancorossa era quella di una squadra Primavera). L’ultimo segnale di vita il Teramo lo ha dato al 36’: cross di De Grazia, colpo di testa alto di Barbuti. Troppo poco? No. In questo momento, forse, pure troppo.
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