Il Teramo chiude al terzo posto

5 Maggio 2014

Il pareggio in rimonta gli permette di precedere il Cosenza grazie al 3-0 dell’andata

COSENZA. Un pareggio sostanzialmente giusto e deciso nel finale di gara. E dire che il Cosenza, dopo il gol di Mosciaro, per un po' di minuti ha assaporato la gioia di chiudere la stagione da capolista. Nel finale, doppia beffa: il successo del Messina e il pareggio di Speranza che regala al Teramo il terzo gradino del podio, relegando i calabresi al quarto posto in virtù della peggiore classifica negli scontri diretti (il Teramo vinse 3-0 nell’ultima di andata).

Cappellacci (grande ex del Teramo, anche ieri seduto in tribuna per scontare il terzo e ultimo turno di squalifica, al suo fianco De Angelis, Criaco, Blondett, l’allenatore dei portieri Viola, il preparatore atletico Bruni e il fisioterapista Bruno) si affida ancora al 4-3-3, con una sola novità rispetto a Martina: il ritorno di Asante a centrocampo con Bigoni che si riprende il suo ruolo naturale di esterno destro basso, vista la squalifica di Blondett. Lunga la lista degli indisponibili: De Angelis, Mannini, Criaco e Alessandro. In casa abruzzese Vivarini, rispetto al ko interno con il Messina della scorsa settimana, cambia molto: in difesa c’è Giannetti per Scipioni mentre a centrocampo tocca a Lulli per Arcuri; cambia la coppia d’attacco: fuori Dimas e Gaeta, dentro Bucchi e Patierno.

La partita offre pochi spunti nelle battute iniziali, soltanto qualche iniziativa singola come quelle di Partipilo da una parte e Di Paolantonio dall’altra. Il primo brivido lo confeziona il Teramo: minuto numero 27 e Giannetti dalla destra pennella un pallone in area per la testa di Patierno, il quale angola troppo la conclusione da posizione favorevole. Al 35’ invece è Napolano che dai 30 metri cerca di sorprendere Otranto Godano con il destro che accarezza il palo alla destra del portiere. La partita si accende nel finale di tempo: al 37’ girata di Giannetti che colpisce il palo, il pallone torna sulla testa di Bucchi che da pochi passi non riesce a colpire. La replica del Cosenza dopo appena un minuto con Partipilo, il quale entra in area e invece di servire Napolano, tutto solo, preferisce la conclusione personale da dimenticare. Ripresa. Tra i rossoblù c’è Calderini al posto di uno spento Partipilo. La partita non si accende anche se sono proprio i padroni di casa a cercare il gol con maggiore insistenza: al 14’ Napolano si invola in contropiede e serve Calderini che di destro sfiora l’incrocio dei pali; due minuti e lo stesso attaccante viene messo giù in area da Caidi: le proteste non fanno cambiare idea all’arbitro. Al 18’ Bigoni dalla destra per la testa di Mosciaro, a lato. Ancora un minuto e una bella giocata Mosciaro-Corsi-Calderini viene interrotta dall’intervento di Caidi. È solo Cosenza: minuto numero 20 e Bigoni ci prova con un destro potente respinto da Speranza, sulla ribattuta il colpo di testa di Calderini finisce a lato. La supremazia del Cosenza si concretizza al 35’: dagli sviluppi di un calcio d’angolo Guidi protegge palla e serve Calderini sulla sinistra, cross basso a centro area e Mosciaro di sinistro firma il settimo centro stagionale. Ma il Teramo non ci sta: arrembaggio finale con Frattali che salva su Caidi (testa sugli sviluppi di un angolo al 44’), poi una punizione dal limite di Casolla (45’) a lato e al 46’ il pareggio di Speranza con un colpo di testa in seguito a un calcio di punizione. E un minuto dopo Sassano si presenta tutto solo davanti alla porta ma Frattali para.

Vivarini, a fine partita, è soddisfatto anche se non manca di lanciare qualche stilettata sulla mancata contemporaneità delle partite. «Qui è stata partita vera fino alla fine», dice il tecnico, «perché entrambe le squadre pensavano di potere chiudere la stagione da capolista. Invece la rete del Messina, di cui non sapevamo nulla, ha cambiato tutto. Comunque applausi a Teramo e Cosenza che il prestigio del primato se lo sono conquistate sul campo, onorando il calcio». Ivan Speranza conferma che in estate poteva passare al Cosenza: «Con Cappellacci ci sentivamo spesso ma alla fine ho sposato il progetto del Teramo, che durerà anche nella prossima stagione». (d.r.)