Il Teramo fa regali, la Samb ringrazia

16 Aprile 2018

Due reti nei primi 25 minuti, su altrettanti errori difensivi, indirizzano subito il confronto a favore dei rossoblù

INVIATO A SAN BENEDETTO DEL T.. No, così non ci si salva. Vai a San Benedetto sapendo di dover fare una partita guardinga, attenta, senza sbagliare nulla in fase difensiva, e al 25’ del primo tempo sei sotto 2-0 per due reti regalate, o quasi. La prima la prendi su uno schema che la Samb a quanto pare utilizza spesso e sul quale Palladini aveva messo sull’avviso – evidentemente invano – i suoi; la seconda, addirittura, è una ripartenza concessa sciaguratamente agli avversari dopo un calcio d’angolo a favore. Con un simile abbrivio, è impossibile sperare di farla franca al Riviera delle Palme. Anche se la Samb, partita a mille, poi frena, gestisce il vantaggio e lascia fin troppo campo, rischiando più volte di concederti il 2-1.
In effetti se si esclude l’ultimo quarto d’ora, nel quale la Samb grazie alle forze fresche messe dentro da Capuano ritrova in pieno il controllo della situazione e costringe Calore a due-tre interventi notevoli che evitano una punizione ancor più severa, sul taccuino – reti a parte – ci sono soltanto azioni del Teramo. Poche, d’accordo, troppo poche. Ma tale andamento dimostra che fare risultato non sarebbe stato impossibile se non si fosse concesso tanto in partenza. E questo aver concesso tanto è grave, gravissimo, per una squadra che fa una fatica pazzesca a fare gol. E che, se si salverà senza passare per i play out, lo farà probabilmente con due pareggi contro Fano e Reggiana. Sperando che bastino.
La prima impressione del fosco pomeriggio in riva all’Adriatico è che la Samb è terribilmente aggressiva. I suoi tre attaccanti, disposti a forbice (Di Massimo e Stanco che partono larghi per poi tagliare dentro, Bellomo che fa il “falso nueve”), sono i primi, furibondi pressatori. Il Teramo, come gli succede quasi sempre, non riesce a gestire il pallone e lo scaraventa lungo sulle due punte, peraltro incapaci di tenerlo. Dai e dai, i rossoblù trovano il vantaggio al primo tiro. Bellomo, dalla trequarti sinistra, mette un gran cross sul secondo palo per l’inserimento dell’esterno Rapisarda, che brucia il diretto avversarioVaras e in allungo, quasi da terra, buca Calore. È solo il 10’. Ed è appena il 25’ quando il Teramo si fa infilare in contropiede dopo un angolo a proprio favore. Ventola, lasciato di guardia sulla trequarti avversaria, permette a Di Massimo di involarsi. Il talentino di Torano allarga su Bellomo, che va sul fondo e rimette all’indietro: al limite dell’area arriva di volata Stanco che, anticipando di un soffio Caidi, imbrocca un tiro rasoterra angolatissimo. Tra l’1-0 e il 2-0 c’è una mezza occasione per Gondo che, su cross basso di Varas, cerca la prodezza di tacco tirando debolmente. Sul 2-0 la reazione del Teramo è modesta, senza idee né incisività, ma al 40’ – dal nulla – spunta una palla-gol per Bacio Terracino, che gira un cross di Ventola trovando prontissimo Perina.
Nella ripresa Palladini passa al 3-4-1-2 con Tulli al posto di De Grazia. Il Teramo prende campo, fa girare meglio il pallone e ha la grande occasione di riaprire i giochi al 18’, quando Perina si supera prima su una sberla di Panico dal limite e poi sul tentativo di tap-in di Milillo. Capuano fiuta puzza di bruciato e subito dopo fa entrare un terzo mediano al posto del rifinitore Bellomo, passando al 3-5-2. Quando al 27’ il tecnico della Samb mette dentro due attaccanti freschi, Miracoli e Valente, il Teramo – che risponde con la disperata mossa di Sandomenico tuttafascia al posto di Varas – ricomincia a sbandare e nel finale, nel quale va al tiro in modo degno di nota solo con Ventola, rischia più volte di subire il 3-0, evitato da tre ottimi interventi di Calore.
Finisce con i quasi 600 teramani al seguito che applaudono lo stesso la squadra dopo averla incitata per 96 minuti. Ma tifo e applausi non fanno punti, e adesso servono – disperatamente – i punti.
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