Il Teramo non sfonda ma la salvezza diretta è ancora possibile

I risultati di Mantova e Forlì tengono in corsa i biancorossi Annullato un gol a Speranza per un fuorigioco molto dubbio
MACERATA. Al Teramo non passa il "mal di gol", così la squadra di Ugolotti per la terza volta consecutiva non riesce a segnare, ma la speranza per la salvezza diretta è ancora viva grazie agli altri risultati che tengono in corsa i biancorossi per il sestultimo posto in classifica, quello che che consente di evitare i play out. Il risultato più importante è arrivato nel posticipo di Mantova, dove i padroni di casa hanno pareggiato con il Lumezzane e con due punti in più in classifica sono ancora a tiro dei biancorossi. Buone notizie le porta anche il Forlì, che ha perso in casa con il Bassano e ora ha due punti in meno di Speranza e compagni.
Il Teramo, insomma, se la può ancora giocare, ma deve fare meglio in attacco. Non sfonda neanche la Maceratese – anche lamenta l’annullamento di un gol probabilmente regolare – e a due giornate dalla fine il punticino diventa un risultato positivo solo grazie all’esito delle partite giocate sui campi delle dirette concorrenti. Pochi i tiri in porta al termine di 94 minuti di gioco caratterizzati da tanti errori e giocati quasi mai a ritmi alti, con il 4-3-1-2 dei locali ed il 4-4-2 teramano che, a conti fatti, finiscono con l'annullarsi. Il Teramo lavora per rifornire Sansovini che, tuttavia, non riesce a battere Forte, la Maceratese prova a sfruttare le palle inattive ma anche in questo caso Narciso ha vita facile.
E dire che in avvio di gara Petrella riesce a servire Barbuti che, in posizione regolare, si accentra verso l'interno dell'area ma preferisce crossare al centro per Sansovini piuttosto che tirare, con Ventola che riesce a chiudere in angolo (3'). Sembra l'inizio di una gara scoppiettante, invece fino al 27' non accade nulla: Sansovini prova a riscattarsi, Amadio riesce a servirgli un pallone che l'attaccante calcia dalla distanza senza inquadrare lo specchio della porta. Lo stesso Amadio, al 41', perde un pallone che consente ad Allegretti di servire in area Colombi, il quale da ottima posizione calcia alle stelle quella che sarà la migliore occasione della Maceratese. Sansovini ci riprova al 43' ma ancora una volta la sua girata termina sul fondo mentre la ripresa si apre con un tiro da fuori di De Grazia parato da Narciso. Carraro per Petrella è la prima mossa di Ugolotti, e proprio il nuovo entrato al 13' calcia una punizione che in area Speranza devia in rete, ma è tutto inutile perché l'assistente segnala la posizione irregolare del difensore del Teramo (subito dopo non mancano le proteste degli uomini di Ugolotti). È sempre Sansovini a provarci poco dopo il quarto d'ora con un tiro dal limite che non crea problemi a Forte poiché centrale, mentre a metà ripresa Carraro perde un pallone che consente a De Grazia di avanzare e concludere di poco sul fondo.
La gara diventa più vivace intorno alla mezz'ora, quando prima Gattari risolve una mischia dopo una percussione di Di Paolantonio, poi Forte blocca una girata di Sansovini su servizio di Di Paolantonio (27'), infine De Grazia riceve palla in area ma conclude a lato (29'). Ugolotti manda in campo Masocco al posto di Di Paolantonio, che al 36' sarà l'ultimo a provarci per i suoi, con un tiro da fuori che non crea problemi a Forte. Baccolo per Ilari è l'ultima mossa dell'allenatore, mentre il collega Giunti utilizza soltanto due cambi (dopo Palmieri per Colombi, nel finale il tecnico della Maceratese getta nella mischia Franchini richiamando Malaccari), con i suoi che sembrano amministrare un pareggio che, nonostante ulteriori punti di penalizzazione in arrivo per inadempienze amministrative, avvicina i marchigiani alla sospirata salvezza.
Al Teramo servirà un finale esaltante per provare ad evitare gli spareggi, ma il calendario propone le sfide a Parma e Feralpisalò, formazioni in piena zona play-off e che di certo non regaleranno nulla. Serve soprattutto risolvere il problema del gol, perché senza segnare è impossibile pensare di vincere le partite.
Marco Spigonardi
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