Il Teramo riconquista lo stadio di casa

16 Novembre 2014

Batte la Reggiana, spezza un digiuno casalingo di due mesi e vola al secondo posto. Decide capitan Bucchi in avvio

TERAMO. Allora è vero, il Teramo può anche giocare – e vincere – con un sistema diverso dal 4-4-2. Il “brodino” di San Marino da solo non poteva far prova, ma la vittoria sulla Reggiana – la prima in casa dopo 52 giorni – ha ben altra polpa. Complimenti d’obbligo alla squadra, che ha giocato con lo spirito giusto, mantenuto finalmente inviolata la porta e a tratti trovato anche giocate interessanti; al tecnico, che ha dimostrato duttilità ed elasticità nel modificare il proprio credo; ma soprattutto al presidente Campitelli, che con esternazioni molto dirette ha invitato Vivarini a cambiare modulo e giustamente, ora, se la gode e rimarca pubblicamente la bontà dei propri “consigli”. A volte i campionati svoltano anche così, con l’esternazione giusta al momento giusto.

La Reggiana è tecnicamente più forte del Teramo e in grado di sviluppare una manovra molto migliore, ma esce sconfitta dal Bonolis perché, assalto finale a parte, gioca in modo lezioso e supponente. Un Teramo operaio, con cinque difensori puri uno solo dei quali (Scipioni) portato ad attaccare e una mediana con Cenciarelli bloccato a fare diga, bada invece al sodo: chiude gli spazi e fin dall’inizio punta a ripartire in velocità. Dopo un brivido iniziale (Siega filtra in area, Perrotta ricaccia il suo tiro-cross) il piano riesce subito: Di Paolantonio sguinzaglia Scipioni, sul cross Donnarumma tenta uno stop che diventa un assist per Bucchi, zampata old style del capitano ad anticipare il portiere e 1-0. Poco dopo Masullo, uno dei rigenerati dal nuovo modulo, s’inventa un assist pazzesco per Donnarumma che vola a tu per tu con Feola ma si fa murare. Il Teramo se ne sta rintanato, la Reggiana rumina gioco improduttivo e il solo Angiulli minaccia Tonti da lontano. I biancorossi non rinunciano a pungere: Bucchi reclama a ragione un rigore su spinta di Subotic, poi devia a lato un cross basso di Scipioni. Ci prova anche Speranza di testa su angolo, fuori. Nel finale di tempo, però, prima la terna pareggia gli episodi da moviola annullando per fuorigioco (molto dubbio) l’1-1 a Bruccini, poi Siega spara di poco alto. Brividi.

Nella ripresa gli ospiti si presentano con il 4-3-3 e all’inizio sembrano mettere in crisi il Teramo, specie sul lato destro biancorosso: Siega manca un cross di Angiulli. Il Diavolo, che perde Lulli, è passivo, ma resiste grazie al sacrificio di tutti (il saggio Bucchi arretra a dar fastidio al play ospite Parola). La partita diventa inguardabile e questo è grasso che cola per il Teramo. Colombo prova il 4-2-3-1 togliendo il migliore dei suoi, Angiulli, ma la Reggiana ritrova pericolosità solo nel finale, quando il subentrato Tremolada si divora due palle-gol scaturite da cross da sinistra e Sinigaglia devia di testa tra le braccia di Tonti. In tutti e tre i casi la difesa biancorossa sbanda paurosamente, ma non si può pretendere che diventi all’improvviso un bunker. Peraltro, nel finale il Teramo ricomincia a ripartire negli spazi e sfiora il 2-0 con Di Paolantonio (para Feola).

Bene così, giusti gli applausi e la festa, ma per favore non guardate la classifica. Guardarla può fare molti danni.

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