Il Teramo risorge: cinquina a Gubbio

Prima va sotto e poi nell’ultima mezzora cala il pokerissimo
GUBBIO. Una serata incredibile, rocambolesca che, a vedere il risultato, sarebbe difficile da descrivere. Fino a 20’ dalla fine c’era una squadra in vantaggio (il Gubbio) che soffriva ma sembrava poter condurre in porto la partita. Poi però un momento di blackout fatale e in quattro minuti il Teramo la ribalta, addirittura ne fa tre, trovando il poker e il pokerissimo nel recupero con la doppietta di Marco Sansovini. Un qualcosa di impronosticabile alla vigilia, ma di tremendamente bello per il Teramo che finalmente si sveglia e trova il primo successo in trasferta (mancava da nove mesi), dando un sussulto al proprio campionato. 5-1 del Teramo in una serata che farà la storia del Diavolo, soprattutto per il modo col quale la squadra di Federico Nofri Onofri è riuscita a trovare il successo. Un mese dopo l’ultima e unica vittoria in campionato contro il Fano.
Il Teramo inizia male, l’impatto con la partita è troppo contratto e il Gubbio ringrazia. Il 4-4-2 scelto da Nofri non sortisce gli effetti sperati. La formazione eugubina, che ha motivazioni da vendere, ha un buon avvio, prende il pallino del gioco in mano, anche se si perde troppo spesso nell’ultimo passaggio. Il mancino dopo 3’ di Ferretti che Rossi blocca agevolmente è l’unico sussulto di dieci minuti di studio assoluto. Poi, come spesso accade, è l’episodio a sbloccare il match. Scipioni interviene in maniera maldestra col braccio largo per opporsi al cross di Candellone. Nonostante le veementi proteste dei ragazzi di Federico Nofri, D’Apice è irremovibile e concede il calcio di rigore che Casiraghi realizza spiazzando Rossi. L’1-0 non sveglia il Teramo che invece resta troppo remissivo e, timoroso, non impensierisce mai Narciso. La prima occasione dei biancorossi è casuale, la regala Burzigotti a Jefferson che però si fa anticipare in uscita da Narciso, commettendo anche fallo. È il segnale che il Teramo c’è e infatti l’ultimo quarto d’ora è di marca ospite, con l’undici di Nofri che finalmente si iscrive alla partita, provando a pareggiarla. La migliore occasione proprio alla mezz’ora, con la sponda di Jefferson che è invito ghiotto per Sansovini, il quale in spaccata non ci arriva. Il Gubbio rinuncia a giocare, si fa vedere solo con un destro centrale di Bergamini e sbanda ancora, quando Sansovini dal limite sfiora la traversa con un bel tiro al volo.
L’ex attaccante del Pescara è l’autentico protagonista dell’inizio della ripresa. Nei primi dieci minuti fa ammattire i difensori di casa e manca il pareggio in almeno tre occasioni. Con una punizione di poco a lato (3’), colpendo la traversa un minuto più tardi e facendo la barba al palo con un diagonale mancino. Rossi tiene a galla i suoi con un grande intervento su Ferretti, poi sale in cattedra Antonio Croce, appena entrato. L’ex attaccante del Monopoli spacca la partita in un minuto. Prima di testa propizia il pareggio di Jefferson, con un sinistro a fil di palo, poi innesca l’azione del raddoppio. Narciso esce a vuoto, Petrella ne approfitta ed insacca a porta vuota. Jefferson arrotonda subito dopo portandosi a spasso l’intera difesa eugubina e dribblando il portiere. Il tutto in quattro minuti, fra l’incredulità generale. I tifosi di casa mugugnano ma a fine partita non hanno neppure la forza di fischiare. Questo perché nel recupero il Teramo trova addirittura altre due reti, con Sansovini. La prima su rigore, concesso per un nettissimo fallo di Kalombo su D’Orazio, la seconda dopo un’azione personale e lo scavetto su Narciso. Prima del quinto gol, era stato espulso anche Zanchi, a completare una serata nerissima per il Gubbio. Di grande felilicità, invece, per il Teramo che dà un calcio alla crisi.
Luca Bucchi

