Il Teramo s’illude, resta in dieci e crolla
Dopo l’espulsione (ingiusta) di Scipioni la Pistoiese travolge i biancorossi, che erano andati in vantaggio e vicini al 2-0
PISTOIA. Ci aveva creduto, c’è rimasto male. Il Teramo ha cullato l’idea di uscire imbattuto dal Marcello Melani, poi ha rimediato un pesante 4-1 che però non dice la verità sull’andamento della partita. È stato determinante il direttore di gara, Daniele Rasia di Bassano del Grappa, con quella decisione – sbagliata, in verità – di espellere Scipioni dopo appena quattro minuti del secondo tempo. In quel momento il Teramo stava vincendo e aveva appena sfiorato il 2-0. In dieci è cambiato tutto anche per gli errori dei biancorossi, che non hanno saputo difendere a dovere la propria porta. Colpevole anche Vivarini, che non ha messo dentro subito un difensore al posto di Scipioni mentre Lucarelli inseriva subito due punte passando al 4-2-4.
Pronti via e il Teramo si mette dietro ad attendere gli arancioni, che attaccano, ma non a grandi ritmi. In un paio di circostanze la Pistoiese manca la deviazione vincente sotto misura nella prima mezz’ora, ma la palla-gol più nitida la inventa Donnarumma, smarcando con un tocco delizioso Petrella a tu per tu con Pazzagli: il portiere si salva d’istinto. Poco dopo Petrella fa un gran cross per Buonaiuto, che non ci arriva di un soffio. Al 37’ il vantaggio ospite: Pasini tocca Donnarumma sul piede d’appoggio, lo stesso attaccante trasforma il penalty alla destra di Pazzagli. La reazione della Pistoiese è furente: due occasioni per gli arancioni, poi al 46’ Tripoli trova il gol, insaccando con un braccio su cross dalla sinistra di Falzerano. L’arbitro annulla su segnalazione del guardalinee ma le proteste degli arancioni sono veementi perché Tripoli, a un passo dalla porta, viene probabilmente spinto da tergo da Perrotta.
Nella ripresa questo episodio contestato e il clima teso che ne consegue hanno il loro peso: nei primi minuti il Teramo va vicino al raddoppio al 2’ con Lapadula (bel tiro dai 18 metri fuori di poco) e al al 3’ con Buonaiuto (deviazione alta da due passi). Ma, subito dopo, Scipioni stende il velocissimo Tripoli e all’arbitro non pare vero di considerarla chiara occasione da rete anche se la punta arancione corre verso l’esterno del campo. In superiorità numerica, gli arancioni dilagano: all’11’ la Pistoiese sfonda a sinistra, dove Petrella sta facendo il terzino perché Vivarini non ha ancora messo dentro Brugaletta (naturale sostituto di Scipioni), Coulibaly si trova sulla traiettoria di una bella conclusione di Vassallo e mette dentro da pochi passi. Al 20’ Diakite perde palla scioccamente sui propri 25 metri, Coulibaly apre il gioco sulla destra, Falzerano crossa splendidamente e Tripoli realizza di testa bruciando Brugaletta. Ancora Falzerano vicino al gol alla mezz’ora, poi Petrella fa venire i brividi agli arancioni, calciando di poco fuori dalla distanza. Ma è la Pistoiese a menare le danze, in modo impetuoso: al 36’ è Falzerano a provarci, inducendo Speranza al clamoroso autogol. Sette minuti più tardi Piscitella va via da solo sulla sinistra, salta un paio di avversari e batte di giustezza Tonti. Resta soltanto da citare il palo colto da Di Paolantonio al 48’, quando già gli arancioni facevano festa.
Gianluca Barni

