Il Teramo sbaglia, la Vis Pesaro anche

16 Dicembre 2018

Prima l’errore dal dischetto di Piccioni, poi quello dell’ex Olcese in pieno recupero: allo stadio Benelli finisce 0-0

PESARO. Un pareggio di rigore. No, non c’è alcun errore nel tabellino: è un pareggio di rigori sbagliati. Undici metri funesti, undici metri che non sorridono alla Vis Pesaro e al Teramo, che falliscono la madre di tutte le chance nell’ultimo quarto d’ora. Apre le danze l’errore dal dischetto di Piccioni, che avrebbe portato il Diavolo al meritato vantaggio. Olcese, da ex, quasi si commuove dinanzi alla disperazione del Teramo in pieno recupero. Se avesse segnato, sarebbe stata una beffa clamorosa per il Teramo, troppo grande per i calciatori di Maurizi che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, che ci hanno messo impegno e raddoppiato le energie contro un avversario più quotato.
Le mani sul volto, prima che Olcese calciasse, di quasi tutta la squadra biancorossa è la fotografia esatta al momento del Teramo: la respinta dell’incrocio dei pali, che ha evitato l’ennesima sconfitta, può essere un momento dal quale ripartire. Chissà. Dopo aver affrontato in serie le varie big del campionato, il Teramo sembrava ormai temprato a questo tipo di sfide. L’approccio è quello giusto e alla Vis Pesaro la formazione di Maurizi concede solo qualche conclusione dalla distanza con Diop e Tessiore. Quest’ultimo dovrebbe essere l’uomo della svolta per i biancorossi di casa, dato che parte da mezz’ala e quasi fa l’esterno offensivo, ma il Teramo non si fa mai trovare scoperto. Nel Diavolo risponde Zecca con un’azione personale, anche se la migliore occasione del primo tempo è della Vis Pesaro, al 24’, con Diop che protegge palla in area di rigore, vince un rimpallo e sul primo palo trova la respinta di Lewandowski di piede. Una chance a suggellare un predominio dei biancorossi di casa che, col passare dei minuti, crescono in spinta sulle fasce, provando a rifornire Diop ed Olcese. Giganteggiano, però, i difensori del Teramo, in particolare Caidi, che non lasciano passare neppure uno spillo. Una fase di sofferenza che però il Teramo ammortizza bene, non lasciandosi per nulla intimorire da una Vis Pesaro che utilizza il braccino corto. E la ripresa del Teramo è coraggiosa, intraprendente, decisamente più attiva rispetto ad una prima frazione in cui la squadra di Maurizi quasi ha preso le misure ai marchigiani. Le occasioni, manco a dirlo, sono tutte di Proietti e compagni, con i due attaccanti particolarmente attivi. Il tiro deviato di Persia, dopo neppure tre minuti, si alza di poco sulla traversa. Ben più pericoloso il destro al veleno di Zecca dalla lunga distanza, con Tomei che deve allungarsi in calcio d’angolo. Ci prova anche Piccioni, in ripartenza, calciando a lato. La Vis Pesaro trova sollievo solo quando entra il fratello d’arte Baldè (Keita gioca nell’Inter) che, al posto di Tessiore, mette più scompiglio nella difesa ospite. Ma alla mezz’ora, su un’incursione di Persia, Gianola è costretto a regalare il penalty che Piccioni sbaglia facendosi ipnotizzare da Tomei. Nell’ultima chance Mantini stende Diop in piena area, Olcese grazia il Teramo mandando sull’incrocio dei pali.
Giuseppe Rossi