Il Teramo sfonda all’ultimo assalto

20 Gennaio 2020

Vittoria meritata su un Avellino chiuso a riccio. Bombagi si fa parare un rigore, poi risolve il match su calcio d’angolo

TERAMO. È stata una delle migliori prove stagionali del Teramo, che ha dimostrato per padronanza del campo ed equilibrio tattico di essere in chiaro progresso rispetto al girone d’andata. Il gol della vittoria è arrivato al 90’ su un calcio piazzato, ma questo non toglie nulla ai meriti biancorossi perché l’andamento della partita e soprattutto l’enorme divario tra gli episodi da rete creati dalle due squadre dicono che è un risultato strameritato. Dopo aver impiegato venti minuti buoni a prendere le misure al bunker avellinese, il Diavolo ha cominciato a bombardarlo senza tregua collezionando palle-gol in serie. Alla fine saranno almeno sette, compreso un rigore che l’ex Tonti ha parato a Bombagi al minuto 72. Sembrava, quel penalty fallito, una sentenza sullo 0-0. E invece all’ultimo assalto, e al sesto calcio d’angolo, Bombagi (che di solito gli angoli li va a calciare) si è riscattato sbattendo dentro al volo la perfetta parabola di Costa Ferreira.
Il Teramo di ieri non è stato perfetto: ha avuto un abbrivio troppo lento e nel quarto d’ora finale, dopo il rigore fallito, ha fatto confusione. Però, nel complesso, ha giocato una partita da 7 pieno, riuscendo ad essere manovriero e incisivo senza assolutamente concedere spazi alle ripartenze avversarie. Tomei, è vero, ha dovuto fare due parate difficili su altrettanti calci di punizione nella ripresa, ma si è trattato di due conclusioni isolate, le uniche pericolose dell’Avellino in 94 minuti. Se dall’altra parte non ci fosse stato un Tonti attentissimo e reattivo, la partita si sarebbe sbloccata molto prima.
Capuano ha schierato i suoi con un 5-4-1 che nei pochi momenti offensivi degli irpini diventava un 3-4-3. Il Teramo ha faticato a farsi spazio nella giungla biancoverde, ma dal 20’ in poi ha spinto con continuità ed efficacia su entrambe le fasce grazie soprattutto al dinamismo delle mezzali Santoro e Ilari. Dopo un gol annullato per fuorigioco a Magnaghi (20’) e conclusioni di Santoro (24’) e Bombagi direttamente da angolo (26’) sventate da Tonti, sono arrivate tre chiare occasioni da gol nate tutte da splendidi scambi di prima tra Bombagi e Magnaghi. Tonti al 29’ ha sventato in uscita il pallonetto di Bombagi e al 35’ ha parato in tuffo la rasoiata di Magnaghi, poi (39’) lo stesso Magnaghi lo ha superato con un tiro però troppo debole, ricacciato da un difensore.
Capuano nella ripresa è passato al 3-5-2 con Micovschi al fianco di Alfageme. L’Avellino ha sofferto un po’ meno, ma a parte una maligna punizione di Micovschi dal lato corto dell’area ricacciata in extremis da Tomei (8’) ha continuato a subire occasioni biancorosse. Tonti ha opposto la manona a Soprano al 3’, Bombagi ha scheggiato l’incrocio su punizione al 18’. Al 23’ ancora Tonti ha sventato una deviazione da autorete di Morero, al 26’ lo stesso Morero ha tirato giù in area Bombagi servito da una gran palla di Arrigoni. Tonti, ex senza pietà, è volato a deviare anche il rigore di Bombagi.
L’altro ex di giornata, il teramanissimo Di Paolantonio, ha provato a beffare i suoi colori più amati al 32’: punizione a giro sopra la barriera, Tomei in tuffo ha sventato. Tedino solo al 35’ ha messo forze fresche, piazzando Minelli in trequarti. Il furetto di scuola viola è andato a cercarsi spazio sulle fasce e da un suo spunto a destra sono nati due angoli consecutivi. Sul secondo è arrivato il gol liberatorio di Bombagi. Forse, chissà, è il segno che per il Teramo è cominciato un altro campionato.
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