Il Teramo si congeda tra gli applausi

Bella prestazione e vittoria sfiorata con il Novara. I piemontesi in superiorità numerica trovano il pareggio solo all’87’
TERAMO. Se mai la partita di ieri sera serviva a qualcosa, serviva al Teramo, dopo la brutta figura di Salerno, per dimostrare di non essere la cenerentola delle neopromosse in B. La classifica finale della Supercoppa dice questo, ma il Teramo con la bella prestazione di ieri ha dimostrato di essere al livello della vincitrice del trofeo. I biancorossi sono andati a un soffio dalla vittoria ed è probabile che l’avrebbero centrata senza l’episodio sfortunato che li ha costretti a giocare in dieci contro undici dal minuto 56 alla fine. L’espulsione di Perrotta ha dato al Novara la possibilità di aggiungere attaccanti e di andare all’assalto in massa, anche se il Diavolo non si è mai fatto metter sotto di brutto, anzi ha cercato il 2-0 e con un Donnarumma più in serata l’avrebbe segnato. Ai piemontesi è stata necessaria una prodezza di Buzzegoli a partita quasi conclusa per centrare il pareggio che vale loro la conquista del trofeo.
Il tempo di annotare con un po’ di dispiacere che il pubblico del Bonolis è tornato quello di fedelissimi pre-sorpasso all’Ascoli e in campo si vede, dopo sette mesi di 3-5-2, un Teramo diverso. Vivarini dà un meritato contentino a capitan Bucchi schierandolo dall’inizio, ma non rinuncia ai gemelli del gol e punta su un tridente in cui “Lapa” parte dalla trequarti. Il Teramo fatica un po’ ad assestarsi, poi però comincia a trovare le distanze e prende in mano il pallino del gioco con un fraseggio fitto ed elaborato. Fin troppo, visto che il Novara si copre benissimo e impedisce a Lapadula di ricevere palla tra le linee. Il primo tiro in porta arriva al 23’ (di Donnarumma, parato) ma il Teramo cresce, la palla viaggia più in verticale e i tre davanti cominciano a entrare in azione con più frequenza. Al 37’ alle tradizionali combinazioni strette Lapadula-Donnarumma si aggiunge la sapienza spalle alla porta di Bucchi e l’effetto è letale per il Novara. Il capitano, su passaggio di Donnarumma, con un tocco di prima fantastico smarca “Lapa” davanti a Montipò e il numero 10 segna con un destro di punta, quasi da calcetto. Un gran gol, che Donnarumma potrebbe bissare al 40’ (splendido tiro a sfiorare l’incrocio). Il Novara non sta a guardare e sfiora il pari al 43’ in un mischione pazzesco da calcio piazzato.
Nella ripresa, subito brutte notizie per il Diavolo. Lapadula viene subito ammonito per un mani in barriera e per lui, causa un regolamento assurdo che cumula la Supercoppa al campionato, se restasse scatterebbe la squalifica alla prima di B. Poco dopo Perrotta si fa sorprendere dal taglio di Corazza sul primo, sapiente tocco di Evacuo (appena entrato in campo) ed è costretto al fallo da ultimo uomo. Il Teramo rinuncia a Bucchi per aggiungere un uomo in mediana e sistemarsi con un 4-3-2, il Novara – già passato al 3-4-3 con l’ingresso di Evacuo – si mette addirittura con il 4-2-4 togliendo un difensore e inserendo a sinistra l’ala Schiavi, con Corazza a destra. Il Teramo, di fronte a un avversario con tanta tecnica ed esperienza che attacca a spron battuto, non può non soffrire, ma soffre con eleganza e fino a un certo punto riparte che è una bellezza. Al 23’ l’arbitro dà un rigore su Fiore scappato via sulla linea di fondo ma il guardalinee (che non era in linea con l’azione...) segnala che la palla era uscita, al 24’ Lapadula sfiora il palo di sinistro, al 29’ Donnarumma s’invola verso la porta ma ritarda il tiro e alla fine gli viene fuori la classica “ciofeca”. Dai e dai, il Novara costruisce le premesse dell1-1: prima Della Rocca di piede (33’) e poi Evacuo di testa (39’) vanno a pochi centimetri dal gol con Tonti battuto. Al 42’ capitan Buzzegoli risolve la questione da solo: dribbling sulla trequarti e bomba da 25 metri che s’infila nell’angolo. Il Teramo è ancora vivo e nel recupero va vicino al 2-1 con Masullo e Lapadula. Alla fine sono applausi. Il Diavolo avrebbe meritato di chiudere vincendo una stagione indimenticabile, ma poco importa. Quando ci si rivedrà, a fine agosto, sarà in serie B. Tutto il resto è niente.
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