Il Teramo va al Tar ma il sindaco è pronto per ripartire dalla D

Nelle prossime ore i biancorossi depositeranno il ricorso D’Alberto: «Ho sentito Gravina e valutiamo altre strade»
TERAMO. Dopo la sentenza del Coni, che ha confermato l’esclusione dal campionato di serie C, il Teramo ha deciso di affidarsi alla giustizia ordinaria per provare a riottenere il calcio professionistico. Nelle prossime 24-48 ore il legale della società, l’avvocato Cesare Di Cintio, presenterà il ricorso al Tar che dovrebbe poi pronunciarsi entro una decina di giorni. I tempi, però, potrebbero essere più lunghi e senza un piano B, la città rischierebbe di restare senza calcio. Preoccupazione e tristezza, però, non devono lasciare spazio allo sconforto. È questa la direttrice sulla quale il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto si muove, nella consapevolezza di quanto le vicende che stanno trascinando la società biancorossa verso lidi infelici siano complesse e articolate. Il primo cittadino ha ribadito anche ieri, alla luce della decisione giunta dal Collegio di garanzia del Coni, la ferma volontà di prendere in mano la situazione «per quanto di mia competenza in quella che è una fase delicata che genera grande preoccupazione: si è chiusa la fase della giustizia sportiva e la società, che resta un interlocutore prioritario, ha preannunciato ricorso al Tar con l'obiettivo di conservare la serie C. Ma gli interlocutori, per quanto ci riguarda, sono anche altri», ha detto D'Alberto che si riferisce in primis alla Figc. «Se tutte le energie restano concretate sulla serie C, si agisce comunque su più fronti e la Federazione ora diventa un interlocutore diretto di questa amministrazione e della città. Siamo al lavoro sull'ipotesi del bando ai sensi dell'articolo 52 delle norme federali: ho sentito il presidente Gabriele Gravina, abbiamo trasmesso una lettera formale alla Figc per avere istruzioni per conoscere le attività che possiamo avviare per l'assegnazione eventualmente in sovra-numero nelle categorie inferiori», spiega il primo cittadino.
«L'obiettivo di tutti è la continuità del calcio teramano», ha chiarito D'Alberto sottolineando come il peggior nemico, in questo momento, sia il tempo. «Come sindaco sono pronto a qualsiasi azione che mi competa anche in base alle norme federali: è il momento della lucidità, del dialogo e dell'apertura. Il bando, ricordo, prevede una manifestazione di interesse alla quale chi interessato dovrà presentare una proposta di progetto sportivo. Quindi è un'apertura alla comunità e a chiunque abbia seriamente intenzione di avvicinarsi al Teramo per raggiungere l'obiettivo prioritario che ci poniamo. Ma tutto con rispetto per la città, per la storia del Teramo e dei tifosi: diciamo no ad azioni che servono solo a dilatare tempi o ad accanimenti che non porterebbero a nulla. L'iter dinanzi al Tar lo sosteniamo, come amministrazione portiamo avanti quello con la Federazione», ha concluso il sindaco che ritiene che entro il 28 luglio potrebbe esserci la pronuncia del Consiglio federale.
L’iter “salva calcio”, grazie alle norme federali che consentono alle città che perdono il calcio professionistico di ripartire dalla serie D mediante un nuovo progetto e il pagamento di circa 300 mila euro a fondo perduto alla Figc, è iniziato. Il Comune affiderebbe questo progetto alla Figc dopo una selezione mediante un bando. In caso di più proposte sarà il sindaco a scegliere il progetto tecnico più affidabile e consentirgli di aderire alla possibilità concessa dalla Figc. (v.m. - l.d.m.)
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