Il Teramo vince ancora e vede la vetta

Il Foggia congela la partita nel primo tempo ma viene strapazzato nella ripresa: domenica grande sfida alla Ternana
TERAMO. Il Teramo salta a pie’ pari anche il trappolone tattico di un Foggia appiccicoso come la carta moschicida e si presenta al Liberati di Terni secondo in classifica da solo, a -4 dalle Fere o, se siete di quelli che preferiscono evitare voli pindarici, a +7 sulle quarte. Tanta, tantissima roba. Inimmaginabile alla vigilia del campionato, forse anche dopo le prime vittorie. Ma è tutto vero: il Teramo sta facendo il miglior avvio stagionale della sua storia nella terza serie nazionale. E lo sta facendo con la stessa squadra che l’anno scorso prendeva schiaffi da (quasi) tutti a domeniche alterne, anzi addirittura con un attacco sulla carta depotenziato. Il duo di ieri, Pinzauti-Cappa, l’anno scorso era la riserva della riserva. Ieri, invece, ha firmato una vittoria importante. Ennesima conferma che mago Paci sta tirando fuori da questo gruppo tutto il possibile e anche di più.
Il primo tempo di ieri è stato di grande sofferenza per il Diavolo di fronte all’autentico muro umano eretto da Marchionni, in fase difensiva un 5-3-2 corto e compatto che di più non si può. Trovare profondità e spazi contro un avversario simile era improbo e il Teramo, su azione, non c’è riuscito quasi mai: sul taccuino giusto un gran filtrante di Ilari per Pinzauti intercettato in uscita da Fumagalli al 1’ e una percussione centrale di Santoro con tiro forte ma centrale al 24’. L’unico vero rimpianto, all’intervallo, nasceva da un’occasione costruita al 42’ su calcio d’angolo da una sponda di Diakite per Ilari, che ha girato di testa da par suo colpendo la parte inferiore della traversa: la palla è rimbalzata sulla linea, forse di un soffio oltre, tornando in campo. Detto delle difficoltà offensive del Diavolo, va però detto anche che la sua fase di non possesso è stata perfetta come al solito e il Foggia ha creato zero pericoli a Lewandowski. Stavolta Paci, per non farsi avvolgere dalla manovra altrui com’era accaduto con altre squadre che avviano il gioco con i tre difensori, ha adottato un’illuminata variante in fase di non possesso: Bombagi alto sul terzo di destra, Pinzauti e Cappa sugli altri due, Ilari più basso e stretto sul centrodestra a fluttuare tra quinto e mezzala. Insomma, una pressione alta che costringeva il Foggia a giocare palla lunga risultando inoffensivo.
Questa scelta, in avvio di ripresa, ha portato altri frutti: Anelli al 3’ si è impappinato sulla pressione di Bombagi, che gli ha rubato palla e si è involato verso la porta. Il suo tiro è stato deviato da Fumagalli, ma è arrivato Cappa che ha firmato di sinistro il suo primo gol stagionale. Un gol in puro stile Teramo di Paci (ovvero: rubo palla e mi fiondo in porta) che ha messo in discesa una partita bloccatissima. Il Foggia non è stato in grado di cambiare spartito e di mettere sotto i biancorossi: sullo 0-1 è stato pericoloso solo con un cross di d’Andrea sfiorato da Curcio (10’) e le quattro sostituzioni tra i Satanelli non hanno modificato il quadro di un match che il Teramo ha controllato bene, trovando in Mungo (entrato, molto ispirato, al 20’) ulteriore linfa. Il Diavolo è andato al tiro fuori misura più volte prima di trovare il 2-0 al 39’ con un meraviglioso diagonale in corsa di Pinzauti, lanciato al volo da Mungo: spettacolo puro. Il Foggia, tardivamente passato al 3-4-1-2, ha sfiorato il gol al 41’ con Balde. E niente, al Bonolis quest’anno non segna e non passa nessuno. Ora, ma senza pressione alcuna, arriva l’esame di maturità di Terni. Che peccato giocarla senza tifosi!
©RIPRODUZIONE RISERVATA

