Imbastaro: i giovani e lo sport, la nostra priorità

Il presidente (confermato) del Coni: «Allargare la base dei ragazzi che fanno attività motoria»
PESCARA. Lo sport abruzzese, sabato all’Aquila, ha scelto la linea della continuità, eleggendo il professor Enzo Imbastaro, 73 anni, pescarese, presidente regionale del Coni per il terzo mandato consecutivo. 29 voti per lui contro i 23 messi insieme dallo sfidante aquilano Antonello Passacantando. Eletta anche la giunta che vedrà protagonisti Francesco Di Girolamo, Massimo Pompei, Ezio Memmo, Cristiano Carpente, Alessandra Berghella, Terenzio Rucci e Diana D’Amico. Entro un paio di settimane la prima riunione in cui saranno assegnate le deleghe. Nel frattempo, Enzo Imbastaro guarda avanti, dando un’occhiata anche al recente passato.
Presidente, che cosa le lascia la campagna elettorale che si è messo alle spalle?
«Un grande impegno, perché è stata una vigilia piuttosto movimentata. Detto francamente, pensavo di prendere qualche voto in più, secondo i conti che mi ero fatto. Ma non fa niente. Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato e comunque sarò presidente di tutto lo sport abruzzese».
A che cosa va imputata questa spaccatura dello sport abruzzese?
«Non lo so di preciso, forse all’ambizione di qualcuno nel voler esercitare questo ruolo. Che è di servizio, perché non ci sono stipendi. Solo rimborsi per le spese sostenute, puro volontariato. Il Coni ha comunque una sua visibilità, malgrado ci sia una rivisitazione dell’organizzazione. Bisogna aspettare alcuni passaggi parlamentari per capire fino in fondo quali saranno le competenze tra Sport e Salute e Coni. Spero di poter continuare a lavorare come ho fatto in questi otto anni e prim’ancora come professore di educazione fisica e come tecnico di atletica leggera. A me interessa solo promuovere lo sport nei giovani».
Che cosa c’è da fare nell’immediato?
«La ripresa dell’attività di base, quella che soffre di più durante la pandemia. Lo sport dei più piccoli è la priorità. In qualche modo gli agonisti si possono allenare. Ma i ragazzi no. Devono ripartire le società cosiddette minori, quelle che disputano i campionati provinciali e regionali. L’obiettivo è quello di far ripartire tutti al più presto. I ragazzi hanno perso un anno di tutto, anche di sport. Di attività motoria che incide sullo sviluppo della persona».
Quali sono gli obiettivi del quadriennio olimpico?
«Proseguire sulla strada intrapresa. Incentivare il progetto di educazione fisica nelle scuole elementari. Più in generale, aumentare la base di chi si approccia all’attività motoria. E poi continueremo nella nostra opera di divulgazione della cultura sportiva attraverso i corsi di aggiornamento. La nostra scuola regionale dello sport è una delle migliori in Italia. È un’eccellenza da sviluppare».
Sono arrivati alle società sportive i soldi promessi dalla Regione?
«I termini per la presentazione delle domande sono scaduti. E quindi la Regione ci sta chiedendo delle informazioni. E a breve saranno erogati i contributi, parliamo di 1,5 milioni di euro di fondi straordinari. Altra roba è le legge 2 regionale del 2018 che prevede i contributi annuali alle società e alle associazioni che organizzano eventi. Il budget in questo caso è salito da 500 mila euro a 1 milione. Come Coni regionale abbiamo dato 87 contributi da mille euro alle varie società che ne hanno fatto richiesta. Spero di poterne dare altri nei prossimi mesi».
Darà deleghe all’interno della giunta regionale?
«Ognuno per le proprie competenze avrà delle deleghe da seguire e sviluppare».
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