Immensa Fontana, l’Italia è d’oro

14 Febbraio 2018

La portabandiera azzurra vince nello short track. Super Pellegrino, volata da urlo e argento nel fondo

PYEONGCHANG (COREA DEL SUD. Una a sfrecciare sulle lame prima di infilare singhiozzi e gioia nel tricolore, l'altro a macinare neve e chilometri prima di liberare fatica e felicità in un urlo senza fine. Il giorno che l'Italia aspettava almeno da quattro anni è arrivato ieri, in una magica serata coreana, perché dopo un'edizione, quella di Sochi, a secco di titoli, sono i Giochi di PyeongChang a restituire il metallo più prezioso nel medagliere azzurro delle Olimpiadi invernali. Il tabù lo infrange Arianna Fontana, portabandiera e olimpionica nei 500 metri dello short track senza ripassare dal via: ma per l'Italia team la festa è doppia perché a 27 minuti di distanza dal trionfo nell'ovale ghiacciato di Gangneung, Federico Pellegrino, all'Alpensia Cross country completava il capolavoro, andandosi a prendere l'argento nella 15 km sprint a tecnica classica. Specialità sci di fondo. Due medaglie conquistate al fotofinish, con la “Var” di ghiaccio e neve a fugare i dubbi di un traguardo senza fiato. Per Arianna il verdetto è arrivato quando le immagini hanno mostrato che la sua lama era avanti a quella della coreana Minjeong Choi che, alla fine ha provato anche a smanacciare un pò per farsi largo. E si è beccata la squalifica: fuori davanti al pubblico di casa passato dalla foga allo choc. Verdetto con fermo immagine anche per il fondista che dopo una volata super ha beffato per due centesimi il russo Bolshunov: il valdostano secondo, e quindi d'argento, a 1”34 dal norvegese Klebo, neo campione olimpico. Una girandola di emozioni che fa decollare la spedizione azzurra al quarto giorno di gare, e tre medaglie già in cascina: Arianna è andata dritta all'obiettivo fin dall'inizio, tenendo la barra ferma e le rivali a distanza. Quarti e semifinali da numero uno nella solita bolgia dello short track, musica folle sugli spalti, gomiti e mani scomposte in pista. Niente da fare invece per mamma Martina Valcepina, doppio oro europeo, fuori, vinta dall'emozione già nella routine dei quarti. In finale la signora dello short track completa i suoi quattro giri e mezzo perfetti e si porta a casa la sua sesta medaglia olimpica (un oro, un argento e quattro bronzi), eguagliando il bobbista Eugenio Monti (2 ori, 2 argenti e 2 bronzi) e il campione dello slittino, Armin Zoeggeler (2 ori, 1 argento e 3 bronzi). Dietro a lei con un tempo vicino al record del mondo (42.569) l'olandese Yara van Kerkhof e la canadese Kim Canboutin, passata dal purgatorio del ripescaggio al podio olimpico. «È una vita che inseguo questa medaglia, non potevo farmela scappare», dice, «il sogno è più bello di come me lo immaginavo». E le vite parallele dei cannibali delle medaglie sono andate in scena in mondovisione, regalando il primo sussulto vero a questa Italia, e il primo oro olimpico invernale al presidente del Coni, Giovanni Malagò. Ma il sipario per tutti e due non cala così. «La prima carta vincente me la sono giocata e ora ne ho altre, vediamo di divertirci», la sfida di Pellegrino. «Ritirarmi? Pensiamo alle gare che ancora devo fare», aggiunge Fontana, attesa da 1000, 1500 e la staffetta. «Avrà la carica di questa medaglia, lei è una fuoriclasse», dice il tecnico Kenan Gouadec. Arianna si stropiccia le unghie laccate in onore di Italia e dei Giochi: il suo momento magico è arrivato.
Alessandra Rotili