Impianti e contributi sono le priorità del volley

Tasse federali al minimo per i club che chiedono sostegno agli enti pubblici
PESCARA. Il mondo della pallavolo ha da tempo chiuso i battenti. La stagione 2019-2020 è già in archivio, sia pur tra qualche polemica. Le leghe e la federazione sono ai ferri corti. C’è chi non ha gradito la decisione di terminare anzitempo i campionati e non assegnare gli scudetti e, soprattutto, vede un futuro pieno di incognite.
Fatte le debite proporzioni il discorso riguarda anche l’Abruzzo che ha nella Sieco Impavida Ortona, in serie A2, la massima espressione. Era quarta in classifica quando lo tsunami coronavirus ha sconvolto anche l’esistenza della pallavolo. Il movimento è sospeso tra l’individuazione dei verdetti e la programmazione della prossima stagione. In questo caso il discorso s’intreccia anche con le problematiche dello sport di base, visto che molte realtà si reggono anche grazie al mini-volley. I punti interrogativi legati al futuro sono emersi nel corso delle call conference organizzate dal comitato regionale Fipav del presidente Fabio Di Camillo prima con le società maschili e poi con quelle femminili.
Gli aiuti. La federazione ha chiesto al governo un intervento consistente sui canoni di locazione degli impianti sportivi e un contributo per la sanificazione degli ambienti nel momento in cui si tornerà all’attività agonistica. Sono stati invocati, inoltre, dei vouchers statali in favore di quelle famiglie che portano i propri bambini a fare pallavolo nei settori giovanili. L’intervento del Governo su questi tre segmenti permetterebbe di lenire gli effetti della crisi da coronavirus. La Fipav dal canto suo ha promesso per la prossima stagione l’azzeramento dei costi di affiliazione che saranno portati al prezzo simbolico di un euro; lo stesso dicasi per i costi di tesseramento. A scalare anche i costi per fare i campionati e le tasse gara.
Serie C e D. La Sieco Impavida resterà in A2 maschile, Pineto in B come il Paglieta; nel settore femminile, Altino, Orsogna e Chieti in B1 e Arabona in B2. Con un paio di aggiunte. I campionati regionali sono sospesi definitivamente. Congelati gli organici della stagione 2019/20, ma la Fipav ha previsto delle integrazioni nei campionati di serie B e questo avrà un impatto anche nella nostra regione. Le prime classificate in serie C al momento della sospensione dei campionati acquisiscono il diritto al salto di categoria: Alba Adriatica, nel maschile, e Pescara 3, nel femminile, possono fare la serie B. Nel caso di rinuncia sono pronti, rispettivamente, Impavida Ortona (con l’under 18) e Pratola. Dalla serie D avranno la possibilità di salire in C il Cus Molise e Loreto-Collecorvino.
L’analisi. Le call conference del comitato regionale Fipav sono state partecipate pressoché all’unanimità delle società. «Da tutti arriva un grido di aiuto», racconta il presidente Fabio Di Camillo, «il problema grosso è economico. Le nostre società sono terrorizzate al solo pensiero di andare a bussare alle porte degli sponsor che anche loro devono fare i conti con la crisi. Gli operatori economici che sostengono la nostra disciplina sportiva hanno problemi con le loro attività figurarsi se possono pensare a noi. Poi, c’è un problema con gli impianti. Se e come si ripartirà, non sappiamo con quale protocollo sanitario si ricomincerà e quali saranno i costi che la pallavolo comunque non può permettersi. I dirigenti e i tecnici sono preoccupati anche dalla responsabilità di eventuali casi di contagi».
Fabio Di Camillo non lo dice, ma fa affidamento sulla cabina di regia messa in piedi dalla Regione, dal Coni Abruzzo e Miur Abruzzo per risolvere definitivamente il problema degli accessi agli impianti: codificare una modalità unica per le palestre dei Comuni e delle Province senza sottostare anche alle decisioni dei dirigenti scolastici sarebbe una grande risposta positiva per le società. Ovviamente un abbattimento dei costi per pagare i palazzetti nei quali fare allenamento sarebbe un’agevolazione che aiuterebbe la pallavolo a ripartire.
In questo senso c'è da dire che alcune regioni del nord, come l'Emilia Romagna, il Veneto, la Liguria hanno già deliberato gli investimenti e aperti i bandi per accedere a questi tipi di contributo. Ma restano tante e tali le problematiche che ricominciare l’attività a settembre sarà molto difficile.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

